Abbuffate natalizie, ecco gli alimenti che scateno più allergie

FOTO CIBI NATALIZIIn Italia, una persona su 4 soffre di allergie. Un disturbo che colpisce circa due milioni di persone, e fra questi 570mila hanno meno di 18 anni.  Fra gli allergici l’8% è affetto da allergie alimentari, che colpiscono tra il 2 e il 4% della popolazione adulta e l’8% dei bambini, percentuali che gli studi scientifici danno in continuo aumento.

I pranzi e le cene di natale rischiano di trasformarsi in un incubo per chi soffre di allergie alimentari. Secondo gli specialisti della  Siaic , le reazioni gravi provocate dalle intolleranze alimentari aumentano del 3% ogni anno. Vediamo quali sono gli alimenti più pericolosi.

Tra i più noti c’è sicuramente la frutta secca con guscio, come noci, arachidi, mandorle e nocciole, che a volte – se mangiati in piccole quantità – possono anche non dare fastidi, ma se ingeriti in dosi maggiori (come avviene normalmente nel periodo natalizio) possono provocare effetti collaterali anche molto gravi.

Un esempio molto comune e’ la noce brasiliana, che viene consumata quasi esclusivamente nel periodo natalizio ed è responsabile di gravi reazioni anafilattiche.

Ma tra i cibi pericolosi ricordiamo anche i crostacei, come aragoste, gamberi e gamberoni, spesso usati nella preparazione degli antipasti o dei secondi piatti della cena della vigilia. Chi soffre di allergie alimentari quindi, dovrebbero evitare di mangiarli o -al massimo – consumarne in piccole quantità.

In ogni caso, e’ opportuno portare sempre dietro degli antistaminici, ma per i soggetti più a rischio, o che hanno avuto già in precedenza shock anafilattici, questi non possono bastare.

«Per loro -ha spiegato il Prof. Oliviero Rossi, allergologo Consigliere della SIAIC, Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica – e’ indispensabile il salvavita, l’adrenalina con l’ausiliatore . Ma lo dovrebbe usare soltanto chi avuto reazioni gravi da pronto soccorso. Una percentuale che aumenta sempre di più: le reazioni gravi agli alimenti, quelli che portano le persone a rivolgersi al pronto soccorso, crescono di un 3% ogni anno. Questo perché c’è un incremento di questi alimenti manipolati, additivi e conservanti: li contengono il 90% dei prodotti in vendita al supermercato, che possono provare anche fenomeni simili a quelli allergici”.

Ma non c’e solo la reazione allergica agli alimenti, in questo periodo ci sono anche i pollini delle piante, in particolare, la tipica pollinosi dicembrina da cipresso, che interessa solo le regioni in cui queste piante sono molto diffuse: “La pollinosi da cipresso, proprio per il periodo in cui si manifesta, viene spesso ritenuta un raffreddore invernale – ha detto il Prof. Cristoforo Incorvaia, allergologo Consigliere Siaic – La diagnosi può essere quindi tardiva e viene fatta se la persistenza dei sintomi nei mesi successivi, dato che il polline viene prodotto fino a primavera, e conduce il paziente dall’allergologo. Si verifica prevalentemente nelle regioni del centro-sud, dove si stima che 1persona su 4 sia allergica, rispetto a 1 su 10 del Nord”.

Ecco quindi 5 semplici regole da seguire per evitare problemi durante le feste:

1) Fate attenzione alle piante: la stella di natale , l’Euphorbia pulcherrima, è imparentata con l’albero della gomma e quindi può provocare sintomi negli allergici al lattice;

2) Massima cautela anche per l’albero di Natale, che libera le muffe cresciute su tronco e rami, capaci di causare rinite e asma. Prima di addobbarlo, lavate l’albero e asciugatelo con il phon;

3) Fate un test: la diagnostica molecolare aiuta il paziente a capire quanta probabilità c’è di incorrere in reazioni più o meno gravi. Fatelo prescrivere da un allergologo.

4) Evitate le medicine a base di erbe: per i soggetti allergici ci sono parti che possono essere pericolosissime per i pazienti, come gli integratori o i coadiuvanti per le diete, che contengono derivati di semi di frutta secca, o il miele, la pappa reale e il propoli;

5) Portate sempre con voi degli antistaminici e cortisonici e, solo nei caso piu gravi, ove necessario, anche il salvavita.

 

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