Fumo in gravidanza

Fumare non fa bene a nessuno, ma che effetti ha in gravidanza?

Il fumo ha effetti nocivi sul nascituro a breve e a lungo termine.

I bambini nati da madri fumatrici hanno più alte probabilità di sviluppare tumori di naso, polmoni, reni e vescica.

Sono più frequenti gli aborti spontanei nelle madri fumatrici per i danni che il fumo fa all’embrione.

Il rischio di parto prematuro aumenta del 6,7% nelle madri fumatrici e il 15% delle nascite pretermine è dovuto al fatto che la madre ha fumato in gravidanza. Il parto pretermine mette in pericolo la vita del bambino.

Una madre che fuma venti o più sigarette al giorno ha un rischio doppio rispetto al normale di distacco di placenta con morte del feto.

Inoltre il bambino nato da madri fumatrici corre un rischio maggiore di morte bianca o morte in culla. Rischio che è ancora più alto se si fuma dove soggiorna il bambino. Se la madre abbandonasse le sigarette entro la sedicesima settimana di gestazione questo rischio si ridurrebbe del 20% e sarebbe pari a quello dei neonati nati da donne non fumatrici, se la madre smettesse di fumare entro la tredicesima settimana di gravidanza.

L’embrione ed il feto rischiano inoltre malformazioni se esposti al fumo di tabacco poiché la quantità di sostanze dannose che li raggiunge è alta ed essi non hanno ancora i sistemi enzimatici maturi per eliminare tali sostanze che si accumulano nel loro organismo.

Il rischio di labiopalatoschisi( labbro leporino) raddoppia se la madre è fumatrice.

Il feto cresce meno perchè la nicotina diminuisce il flusso di sangue alla placenta e quindi arrivano meno ossigeno e sostanze nutritive al feto che alla nascita ha altezza, peso, e circonferenza cranica inferiore alla norma con possibili problemi di adattamento all’ambiente extra uterino.

I polmoni del feto non riescono a maturare bene e questo espone i bambini a episodi di natura asmatica, fenomeni allergici ed otiti medie.

I bambini nati da madri fumatrici presentano più recettori cerebrali per la nicotina e per ciò saranno da adulti più a rischio di sviluppare dipendenza da questa sostanza.

Il fumo favorisce lo sviluppo di allergie anche a distanza di generazioni. Probabilmente le sostanze tossiche inalate danneggiano gli ovociti del feto femminile che quindi avrà a sua volta figli con possibili problemi di allergia. Un nipote risente ancora del fatto che la nonna abbia fumato in gravidanza.

Sembra inoltre che il fumo in gravidanza danneggi i recettori in formazione nel cervello del feto e causi un rischio maggiore di sviluppo di disturbi dell’attenzione nei bambini. I figli di madri che hanno fumato in gravidanza hanno più probabilità di sviluppare l’ADHS( sindrome della mancanza di attenzione e dell’iperattività).

Quindi è chiaro che i danni ci sono e che tutte le donne che cercano un figlio dovrebbero smettere di fumare. Purtroppo il 30% delle donne italiane non riesce a smettere in gravidanza.

Il feto riceve immediati benefici se la madre smette di fumare perchè subito arriva più sangue alla placenta e quindi più ossigeno e più sostanze nutritive raggiungono il piccolo.

Se si è fumatrici e si scopre di essere incinta è importantissimo smettere.

Per prima cosa si deve chiedere aiuto al proprio medico che potrà indicare i metodi adatti per smettere. Importante è essere convinte della necessità di smettere di fumare. Dopo dieci-dodici giorni di astinenza la fase peggiore è passata e il bisogno di nicotina si riduce. Si può ricorrere all’aiuto dell’agopuntura.

Naturalmente è importante non riprendere a fumare dopo il parto per evitare i danni da fumo passivo sul bambino. La nicotina passa nel latte, ma non è così nociva, è sicuramente più dannosa l’esposizione del bambino al fumo che aumenta il rischio di morte in culla, di problemi respiratori e di sviluppo di tumori. Inoltre, non si sa bene con quale meccanismo, il fumo sembra ridurre la produzione di latte. La gravidanza può essere il momento adatto per cambiare le proprie abitudini ed iniziare a condurre una vita più sana.

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