Travaglio e parto

Paura del parto?

Ormai il termine della gravidanza si sta avvicinando e per molte donne cresce la paura del parto.

A volte questa paura detta tocofobia è tale da portare la donna a sperare in un taglio cesareo o addirittura a richiederlo.

Partorire però è una cosa naturale e se tutto si svolge in modo fisiologigo, l’organismo della donna è perfettamente in grado di affrontare travaglio e parto.

La futura mamma non è da sola ad affrontare il parto con lei lavora anche il suo bambino che partecipa in modo attivo alla nascita.

Certo il travaglio ed il parto non sono privi di dolore, ma il dolore non è fine a se stesso, il dolore è uno strumento che la natura utilizza per far capire che è giunto il momento della nascita e che quindi è importante trovare un luogo protetto, con luci soffuse dove ci si senta a proprio agio per mettere al mondo il proprio bambino. Per questo in molti ospedali attenti al rispetto della naturalità dell’evento nascita, si dà la possibilità alla donna di scegliere le posizioni che sente migliori per il travaglio e per il parto, creando intorno alla donna un ambiente il più possibile accogliente e raccolto. Si evita di far partorire sul lettino in quanto la posizione sdraiata contrasta la discesa del bambino, riduce l’apertura del canale del parto e impedisce alla donna di spingere correttamente. Provate voi a spingere da coricati supini!

La donna deve sentirsi protagonista dell’evento, non in balia dei sanitari, è lei a far nascere il proprio bambino, le ostetriche possono solo sostenerla ed incoraggiarla, ma non fanno nascere il bambino.

Il più grande alleato della mamma è proprio il nascituro che sa benissimo come muoversi per venire alla luce.

In aiuto ad entrambi vengono le endorfine e l’ossitocina prodotte dall’organismo materno, le prime rendono molto più sopportabile il dolore mentre la seconda stimola le contrazioni, l’arrivo del latte ed è l’ormone dell’attaccamento che promuove il legame immediato tra mamma e neonato.

Il travaglio è necessario sia per la mamma che per il bambino.

La mamma producendo i diversi ormoni si prepara al contatto con il neonato e al suo accudimento, inoltre appena il bambino nasce, nonostante la stanchezza si sente forte e molto appagata, capace di superare qualunque ostacolo. Il neonato grazie agli ormoni prodotti durante il travaglio si prepara alla vita fuori dall’utero e le contrazioni uterine fanno in modo che i suoi polmoni possano funzionare a dovere, appena nato.

L’importante è quindi scegliere un ospedale dove siano rispettati i tempi della donna, non si eseguano manovre atte a velocizzare il travaglio se non è necessario. In questo modo si dà il tempo a mamma e neonato di fare il loro lavoro e nella maggior parte dei casi non servono interventi come l’episiotomia o l’uso di ventosa ecc.

Fondamentale che la mamma lasci spazio alla parte più istintiva ed irrazionale di sé, possa ascoltare il proprio corpo e rispettare i ritmi naturali, se ci riesce non si renderà più conto del tempo che passa, non starà a contare i minuti tra una contrazione e l’altra, non si renderà nemmeno più conto del luogo in cui si trova e delle persone che ha intorno, ma entrerà in contatto con il suo bambino e lavorerà con lui.

Oggi è spesso più difficile partorire di una volta proprio perchè la parte razionale del nostro cervello mantiene il controllo e in questo modo è impossibile lasciarsi andare e lasciar andare il bambino.

Spesso i racconti di chi ha già partorito non sono d’aiuto, perchè sottolineano il dolore del travaglio.

Se si riesce a vivere l’esperienza in modo istintivo, non si avrà un brutto ricordo del parto.

Perchè il travaglio e il parto avvengano in modo naturale è quindi importante:

  • il silenzio, il linguaggio infatti stimola la neocorteccia nella madre e non le permette di vivere l’evento in modo istintivo.
  • Luci soffuse, la vista infatti mette in moto la neocorteccia sede del pensiero razionale.
  • Intimità, la donna non deve sentirsi osservata altrimenti non si lascerà andare.
  • Sicurezza, la donna deve sentirsi al sicuro altrimenti produce adrenalina che rallenta il travaglio. L’adrenalina sarà prodotta solo al momento dell’espulsione del feto.
  • Calore, soprattutto appena nato il bambino deve stare a contatto pelle a pelle con la mamma in modo che si produca il picco di ossitocina necessario per espellere la placenta e per iniziare l’allattamento.

E’ il bambino che decide quando è giunto il momento di nascere e spinge l’organismo materno a produrre gli ormoni che innescano le contrazioni, ma anche l’inconscio materno fa la sua parte ed è in grado di far avviare il travaglio.

Questo è dimostrato dal fatto che solitamente i primi parti avvengono di notte, proprio per il bisogno di intimità come succede tra gli animali diurni, mentre quelli successivi di giorno. Infatti le donne che sono già mamme hanno anche l’onere di proteggere gli altri figli e tendono a non lasciarli di notte.

Il parto è un processo involontario che non si può controllare. L’unica cosa da fare è non disturbarlo, esattamente come si fa quando si sta per abbandonarsi al sonno o ad un rapporto sessuale.

Per esperienza personale ritengo sia importantissimo lasciarsi andare e lasciar fare alla parte istintiva di noi, in questo modo è proprio vero che non ci si rende più conto né di dove ci si trova né da chi si è circondate, ma si è concentrate sull’importantissimo avvenimento che si sta compiendo.

Il dolore c’è, ma si è pervase da una forza che non si pensa assolutamente di avere e subito dopo il parto ci si sente fortissime oltre che felicissime.

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