Coliche nei neonati

Moltissimi neogenitori si trovano ad affrontare un problema diffuso tra i neonati, quello delle coliche gassose.

Il 20% dei neonati soffre di coliche gassose a partire dalla seconda-quarta settimana di vita, queste scompaiono nel 60% dei casi entro il terzo mese e nel 90% dei casi entro il quarto mese di vita.

Non tutti i neonati che piangono hanno le coliche, per un bimbo piccolo è normale piangere più volte nella giornata perchè è un modo per far capire i propri bisogni.

Si può parlare di coliche se viene rispettata la regola del tre ossia si ha un bambino sano e ben nutrito che piange in modo inconsolabile per almeno tre ore al giorno, per più di tre giorni a settimana e per più di tre settimane di fila.

In questo caso il lattante, all’improvviso senza alcuna causa scatenante, inizia a piangere, strillare, diventa pallido e a volte cianotico, stringe i pugni e irrigidisce le gambine o le flette sull’addome.

Spesso nemmeno il seno della mamma o il succhiotto lo consolano, può assopirsi tra un pianto e l’altro magari rilassandosi per l’emissione di gas.

La mamma può comunque provare ad offrire il seno senza timore che la suzione peggiori le coliche, a volte grazie alla suzione il neonato riesce a liberarsi e prova sollievo.

Le crisi sono più frequenti nelle ore serali quando bambino e genitori sono più stanchi, ma non è una regola.

Il problema si risolve spontaneamente, ma si può intervenire per far stare meglio il bambino.

CAUSE

Non si è certi sulle cause delle coliche, esistono diverse teorie:

  • teoria psico-relazionale, secondo questa teoria le coliche sarebbero la manifestazione di un alterato rapporto tra mamma e bambino e questo spiegherebbe perchè si manifestino più nei figli primogeniti con madri ansiose ed iperprotettive e che scompaiano se il lattante è affidato ad altre persone.
  • Teoria della presenza di gas nelle anse intestinali, secondo questa teoria il bambino affetto da coliche avrebbe più aria nell’intestino a causa di una maggior produzione di gas o dell’ingestione di aria ai pasti. In effetti l’addome del piccolo con coliche appare disteso ed espanso. Inoltre l’emissione di gas dà sollievo momentaneo al piccolo.
  • Teoria della dinamica della peristalsi, secondo cui i lattanti con coliche avrebbero una peristalsi intestinale aumentata a causa di una maggior presenza dell’ormone motilina. Alcuni lattanti con coliche effettivamente migliorano con la somministrazione di antispastici.
  • Teoria dell’allergia al latte vaccino, secondo cui ci sarebbe un’intolleranza al latte vaccino da parte del lattante anche solo alle piccole quantità di latte vaccino che passano nel latte materno.
  • Teoria del dismicrobismo intestinale secondo cui i lattanti affetti da coliche avrebbero una flora batterica intestinale scarsa di lactobacilli e bifidobatteri e ricca di batteri coliformi che favoriscono la formazione di gas. L’intestino del feto è sterile poi dopo la nascita e già durante il parto viene colonizzato dai batteri. In particolare nei bambini nati con taglio cesareo, allattati artificialmente, che hanno assunto antibiotici o nei prematuri si formerebbe una flora batterica alterata.

Nessuna di queste teorie sembra spiegare del tutto il fenomeno delle coliche.

Cosa fare?

Se pensiamo che nostro figlio abbia le coliche è bene rivolgerci al pediatra che potrà confermare la diagnosi escludendo altre possibili patologie.

Come già detto le coliche scompariranno quando l’intestino del lattante sarà più maturo.

E’ importante che la mamma sia tranquilla anche quando il bambino piange in modo inconsolabile altrimenti il piccolo sentirà la tensione e sarà più difficile calmarlo.

Durante la colica il neonato sta meglio se tenuto a pancia in giù con una mano del genitore, sotto la pancia e dondolato in questo modo riesce a liberarsi del gas.

Oppure per dargli sollievo gli si possono piegare le gambine verso il pancino o fargli fare il movimento della bicicletta, anche in questo modo espelle aria.

Anche il contatto del pancino con il calore dà sollievo, può essere il calore trasmesso dalla mamo dei genitori o da un oggetto tiepido.

Allo stesso scopo possono servire un giro in automobile o una passeggiata in carrozzina su terreni non lisci in modo che si verifichi un leggero scuotimento.

Se ci si accorge che il bambino non riesce ad espellere le feci perchè non è ancora in grado di coordinare la spinta con il rilascio dello sfintere anale, può essere positivo utilizzare il sondino in modo che si liberi, ma occorre non farlo abitualmente per non abituare il piccolo a liberarsi solo se stimolato. Allo stesso scopo può essere utile il massaggio.

Esiste un massaggio anti colica, va fatto più volte al giorno specie prima dell’orario in cui di solito il piccolo ha la colica, mai durante la colica stessa perchè infastidirebbe il piccolo. Questo massaggio viene insegnato nei consultori. Se non si conosce la sequenza esatta può essere utile massaggiare facendo cerchi con le mani, in senso orario, sul pancino, esercitando una lieve pressione.

In alcuni casi è possibile che il neonato abbia le coliche in seguito all’assunzione di un alimento da parte della mamma che lo allatta, la mamma che teme questo può provare ad eliminare gli alimenti incriminati e reintrodurli uno alla volta in modo da individuare il responsabile ed evitarlo per alcuni mesi.

Se invece il bambino prende latte artificiale si può provare a cambiare latte cercandone uno specifico contro le coliche.

Si può inoltre provare con tisane a base di finocchio assunte direttamente dalla mamma che allatta.

A livello farmacologico si possono utilizzare:

  • simeticone, farmaco che rompendo le bolle d’aria nell’intestino riduce il meteorismo.
  • cimetropio-bromuro antispastico che però ha effetti collaterali come stipsi e sonnolenza..
  • probiotici soprattutto il lactobacillus reuterii che aiuterebbe a riequilibrare la flora intestinale diminuendo il meteorismo e favorendo lo svuotamento dell’intestino.

Non temete il periodo delle coliche passa in fretta.

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