Il raffreddore : cause, sintomi, trasmissione e durata

foto raffreddoreIl raffreddore è il malanno stagionale più comune sia tra gli adulti sia tra i bambini, che tendono a sperimentarlo ripetutamente nei mesi autunnali e invernali (fino a 7-10 volte all’anno). A provocarlo sono oltre 200 tipi di virus diversi, appartenenti principalmente alle classi dei rinovirus e dei coronavirus, che si trasmettono per lo più per via respiratoria. I rinovirus vivono meglio quando il clima è mite, quindi in primavera ed estate, provocando fastidiosi sintomi “fuori stagione”. I coronavirus, invece, tendono a diffondersi e a colpire soprattutto quando la temperatura ambientale si abbassa e le difese immunitarie dell’apparato respiratorio e dell’organismo in generale si riducono a causa del freddo, degli sbalzi di temperatura, dello smog e di altri fattori ambientali sfavorevoli.

Sintomi

I primi sintomi del raffreddore spesso sono

  • il bruciore alla gola,
  • il naso pieno o che cola,
  • gli starnuti.

I bambini raffreddati possono anche avere

  • tosse,
  • mal di gola,
  • mal di testa,
  • febbre lieve,
  • affaticamento,
  • dolori muscolari,
  • perdita dell’appetito.

Il muco nasale può essere molto acquoso, oppure più spesso e di colore giallastro o verdastro.

Le secrezioni nasali sono acquose durante i primi giorni, poi diventano purulente. A volte insieme al raffreddore può manifestarsi anche la tosse, anche se non è un sintomo molto frequente. Se compare, dura in genere fino alla seconda settimana. La febbre è rara e di solito è presente quando sono in atto altre infiammazioni di origine batterica. La qualità della vita di chi è colpito dal raffreddore peggiora: di notte non si riesce a dormire bene, l’alito può avere un odore sgradevole, gli occhi sono lucidi, la voce è roca. Ci si sente più stanchi e a volte è difficile concentrarsi nello studio o nell’attività lavorativa. Il raffreddore dura in media dai 5 ai 10 giorni. Quando i tempi di recupero superano le 2 settimane, i sintomi potrebbero derivare da altre cause ed è quindi il caso di consultare il medico. Un controllo va fatto anche quando si prende il raffreddore più di 5 volte all’anno, oppure quando i sintomi diventano cronici.

Trasmissione e durata

I raffreddori si trasmettono con maggior facilità nei primi 3, 4 giorni dopo la comparsa dei sintomi e possono essere contagiosi per un periodo che va fino alle 3 settimane. Si può contrarre il raffreddore tramite contatto interpersonale, oppure respirando le particelle di virus che si diffondono attraverso l’aria a causa degli starnuti o della tosse. Il raffreddore si può anche diffondere se ci si tocca la bocca o il naso dopo aver toccato la pelle o un’altra superficie contaminata da un rhinovirus.

I sintomi del raffreddore di solito compaiono 2 o 3 giorni dopo l’esposizione alla fonte dell’infezione. La maggior parte dei raffreddori guarisce in una settimana, ma alcuni possono durare fino a 2 settimane.

Quali complicanze può determinare il raffreddore

Il raffreddore in genere non si associa a complicanze importanti. Tuttavia, quando è molto intenso, permane per molti giorni o ritorna frequentemente, il raffreddore  può facilitare l’insorgenza di otiti, sinusiti e infiammazioni più o meno intense delle vie aeree superiori (faringiti, laringiti, tracheiti, tonsilliti). In tutti questi casi, per ottenere una diagnosi precisa e procedere a cure adeguate è necessario consultare il medico.

Come fare per evitare il contagio 

Purtroppo, non esistono vaccini né farmaci in grado di prevenire il raffreddore. L’unico modo per tenere sotto controllo la diffusione dei virus responsabili e ridurre la probabilità di contagio è adottare alcune precauzioni igieniche e accorgimenti comportamentali generalmente utili per proteggersi anche da molte altre malattie infettive, compresa l’influenza. In particolare:

  • Lavarsi le mani spesso, con acqua e sapone, specialmente dopo aver tossito o starnutito; detergenti antisettici a base di alcol sono altrettanto efficaci e utilizzabili in ogni momento
  • Evitare di toccarsi il viso: naso, bocca e occhi sono le porte d’ingresso dei virus nell’organismo
  • Per soffiarsi il naso o tossire usare fazzolettini monouso e buttarli nell’immondizia subito dopo
  • Evitare i luoghi affollati, ideali per il contagio, e cercare di limitare il contatto con persone ammalate
  • Supportare le difese generali dell’organismo attraverso buone regole di vita: dormire molto, eseguire regolarmente attività fisica moderata, evitare lo stress, bere molti liquidi e mangiare cibi nutrienti, assumere adeguate quantità di vitamine
  • Se un familiare è ammalato, si ricordi che le superfici, soprattutto quelle dei comodini, del bagno e della cucina, e i giocattoli dei bambini possono essere contaminati dai virus. Per questo motivo vanno tenuti puliti utilizzando un prodotto ad azione disinfettante
  • Aerare spesso le stanze in cui si soggiorna, facendo attenzione a non esporsi a colpi d’aria o sbalzi di temperatura

Quando rivolgersi al medico in caso di raffreddore

È necessario rivolgersi al medico in caso di raffreddore:

  • se i sintomi non migliorano dopo sette-dieci giorni
  • quando l’infezione interessa i seni delle ossa nasali o di quelle frontali, i bronchi, la trachea e l’orecchio
  • se il raffreddore si ripete con molta frequenza (più di 5 volte) nell’arco dell’anno
  • se compare febbre alta (39°C). La febbre elevata, associata eventualmente a forte stanchezza e dolori muscolari, può essere infatti indizio di un’influenza o di un’altra infezione virale delle prime vie respiratorie
  • se compare un mal di gola molto forte che potrebbe far sospettare una tonsillite
  • se si presenta una tosse che peggiora o persiste per oltre dieci giorni
  • se l’ammalato ha già altri problemi respiratori che si sono aggravati con il raffreddore.

 

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