Influenza: si comincia!

E’ notizia di poche ore fa che l’influenza del prossimo inverno ormai alle porte è stata identificata in un tampone faringeo su un bambino all’Ospedale di Parma, si tratta del ceppo A. Fino qua niente di strano se non che parrebbe ancora presto per l’avvio dell’influenza nelle nostre aree. Infatti il ceppo identificato dimostrerebbe che tali virus sono circolanti tutto l’anno e che colpiscono prevalentemente i soggetti ancora privi delle difese ad hoc per combatterli, a differenza degli adulti. Purtroppo i virus dell’influenza sono in grado di mutare facilmente prendendo alla sprovvista il nostro sistema immunitario e dando il via alle classiche epidemie invernali più o meno gravi a seconda dei casi.
Vediamo ora alcuni dettagli più a fondo.

Cos’è l’influenza?

L’influenza è una malattia respiratoria acuta dovuta all’infezione da virus influenzali. È una malattia stagionale che, nell’emisfero occidentale, si verifica durante il periodo invernale. Il primo isolamento di virus influenzale nell’uomo risale al 1933 in Inghilterra (ma in precedenza erano stati isolati virus influenzali sia da polli che da suini). Da allora, ne sono stati identificati tre tipi differenti, costituenti il genere Orthomixovirus: il virus tipo A e il virus tipo B, responsabili della sintomatologia influenzale classica, e il tipo C, di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico). Dei cambiamenti citati prima la più frequente mutazione è a carico delle proteine di superficie che permettono loro di aggirare la barriera costituita dalla immunità presente nella popolazione che in passato ha subito l’infezione influenzale. Questo significa che le difese che l’organismo ha messo a punto contro il virus dell’influenza che circolava un anno, non sono più efficaci per il virus dell’anno successivo.

Come possiamo proteggerci?

La composizione del vaccino deve essere aggiornata tutti gli anni e la sorveglianza è fondamentale per preparare il vaccino per la stagione successiva in base ai ceppi che hanno avuto maggior diffusione nell’ultimo periodo epidemico.

Le pandemie si verificano ad intervalli di tempo imprevedibili e in questo secolo sono avvenute nel 1918 (Spagnola, sottotipo H1N1), nel 1957 (Asiatica, sottotipo H2N2) e nel 1968 (Hong Kong, sottotipo H3N2). La più severa, nel 1918, ha provocato almeno 20 milioni di morti.

La comparsa di un ceppo con proteine di superficie radicalmente nuove, quindi di un virus influenzale completamente diverso da quelli precedenti, non è di per sé sufficiente per dire che si è verificata una pandemia. Occorre anche che il nuovo virus sia capace di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficace. E i virus di sottotipo H5N1 isolati da vari individui ad Hong Kong nel 1997 non possedevano, fortunatamente, questa caratteristica. Un evento simile si è avuto nel 1999, quando due bambini, sempre di Hong Kong risultarono affetti da influenza causata dal virus sottotipo A(H9N2), solitamente infettivo sugli uccelli. Anche in questo caso, però, il virus non si è trasmesso ad altri individui e nessun nuovo caso è stato segnalato dopo l’aprile 1999.

 Vaccino, a chi è destinato?

I soggetti sani non sono tenuti alla vaccinazione, che comunque rimane consigliata per il personale sanitario e le cosiddette fascie deboli, bambini ed anziani, oppure comunque persone dotate di patologie respiratorie o cardiache tali da renderla vantaggiosa, in fondo è solo una piccola puntura, molto molto piccola.

Ricordo che il vaccino contiene tre o più ceppi dei virus previsti che colpiranno nell’inverno, ma essendo molti i ceppi circolanti la garanzia di non ammalarsi al 100% purtroppo non ve la offrirà nessuno, la sintomaltologia inoltre potrebbe essere minore rispetto ad un non vaccinato.

Io ritengo che, al di là di quello che si leggerà su tutte le riviste del vaccino, un soggetto sano non ha nulla da temere se prende l’influenza e si fa qualche giorno di riposo e febbre, al di là dei fastidi e dolori che essa porta; lasciamo al sistema immunitario ed alla natura ogni tanto svolgere, nei suoi tempi, il suo dovere di farci guarire senza troppi aiuti farmacologici (detto poi da un farmacista…!!)

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