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Proprietà benefiche della frutta a guscio

ORZECHY ORZECH

La frutta secca, come pistacchi, noci, mandorle, nocciole, anacardi e pinoli, rappresenta il complemento ideale della dieta di coloro che sono a rischio di diabete, colesterolo alto, sovrappeso o obesità, e anche in caso di malattie cardiovascolari, poiché hanno un basso indice glicemico (IG), sono naturalmente senza colesterolo e sono fonte
di proteine, fibre e antiossidanti.

La frutta a guscio si è dimostrata vantaggiosa in primo luogo per ridurre alcuni dei sintomi principali che caratterizzano la sindrome metabolica, quali ipertensione, iperglicemia, colesterolo alto e girovita sopra la norma. Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal (BMJ), ha dimostrato che mangiare frutta secca migliora i risultati delle prove di test del glucosio a digiuno per i diabetici di tipo 2. Per condurre questo studio sono stati coinvolti 450 pazienti affetti da diabete di tipo 2, ai quali è stato chiesto di consumare 54 g di noci al giorno (dose di molto superiore a quella consumata solitamente dalla popolazione del Nord America). A tale dosaggio, i pazienti hanno avuto un evidente miglioramento dei valori del test del HbA1c (Emoglobina Glicata), un valore che serve per misurare la concentrazione di glucosio nel sangue per un lungo periodo.

La frutta secca e in particolare le noci sono raccomandate per la prevenzione delle malattie cardiovascolari grazie al loro potere di ridurre il colesterolo. Le noci, infatti, sono assai ricche di grassi polinsaturi, i quali aiutano a combattere il colesterolo LDL, quello “cattivo”. A tal proposito, tre diversi studi confermano che mangiare frutta secca a guscio contribuisce a un buono stato di salute in generale e a ridurre il rischio di malattie cardiache o cardiovascolari.

Il primo di questi è stato condotto dai ricercatori della Loma Linda University. Ha visto la partecipazione di 803 adulti che dovevano compilare un convalidato questionario sulle abitudini e la frequenza alimentari, per valutare l’assunzione dei vari tipi di noci, comprese le arachidi. Dai  dati raccolti risulta che una dose pari a 28 g di frutta secca a settimana era significativamente associata con il 7% in meno di sindrome metabolica e disordini correlati.

Nel secondo studio, condotto tra il 2005 e il 2010, gli adulti coinvolti erano oltre 14 mila e facevano parte del NHANES (National Health and Nutrition Examination Surveys). È stato rilevato che i consumatori di noci avevano una pressione sanguigna sistolica più bassa e una maggiore presenza di colesterolo HDL, quello “buono”.

Nel terzo studio, condotto dai ricercatori canadesi dell’Università di Toronto e dall’Ospedale di St. Michael, si sono esaminati i diversi marker (marcatori biologici) per il rischio di malattie cardiovascolari. Tale studio ha permesso di evidenziare come il consumo di noci sia associato ad un aumento degli acidi grassi monoinsaturi (grassi buoni) nel sangue che è correlato con una diminuzione del colesterolo totale, del colesterolo LDL, della pressione sanguigna, del rischio di malattia coronarica in 10 anni, e dell’HbA1c della glicemia a digiuno.

Tuttavia, il risultato più rilevante relativo ai benefici della frutta secca è quello sull’aspettativa della vita, emerso recentemente da uno dei più grandi studi del suo genere mai condotti, durato 30 anni, pubblicato sul New England Journal of Medicine. Per questo vasto studio i ricercatori sono ricorsi ai grandi database provenienti da due noti studi osservazionali in corso, e che raccolgono dati sulla dieta e altri fattori di stile di vita e diversi risultati di salute. In particolare, il “Nurses’ Health Study” ha fornito dati su 76.464 donne rilevati tra il 1980 e il 2010, e il “Health Professionals’ Follow-up Study” ha raccolto dati su 42.498 uomini tra il 1986 e il 2010. Tutti i partecipanti agli studi hanno compilato ogni 2-4 anni dettagliati questionari riguardanti la dieta. Inoltre, ad essi è stato chiesto di valutare la frequenza con cui hanno consumato frutta secca in porzioni da poco più di 18 g, pari a un tipico piccolo pacchetto di noccioline. I dati hanno, in particolare, rivelato che coloro che mangiavano frutta secca meno di una volta a settimana avevano una riduzione del rischio di morte del 7%; coloro che mangiavano la frutta secca almeno una volta a settimana avevano una riduzione dell’11%; nel caso di 5 o 6 volte a settimana, vi era una riduzione del 15% e, infine, nel caso di 7 o più volte a settimana la riduzione del rischio di morte arrivava al 20%. I ricercatori hanno riferito, poi, che i vantaggi più significativi riscontrati sono stati una riduzione del 29% delle morti per malattia di cuore e una riduzione dell’11% del rischio di morire di cancro.

In definitiva, le conclusioni a cui si è sopraggiunti nel corso di questi studi confermano che consumare frutta secca a guscio è un vero e proprio toccasana per la salute dell’organismo e del cuore.

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