Il morbo celiaco o celiachia

foto morbo celiacoIl morbo celiaco, o celiachia, è una malattia autoimmune del sistema digestivo, che compromette principalmente la digestione di amidi e grassi, e si manifesta a seguito dell’assunzione di glutine.

Dall’intolleranza o idiosincrasia nei confronti di una sostanza proteica contenuta nei cereali: il glutine, o meglio, la gliadina, una proteina contenuta nel grano, nell’orzo , nell’avena, nel malto e nella segale. Il glutine si trova principalmente negli alimenti, ma se ne trovano tracce anche nei prodotti di uso comune come i farmaci, integratori, burro cacao…

Assunta con il cibo, questa proteina provoca nei soggetti ipersensibili alterazioni dell’attività digestiva, per cui la mucosa intestinale non è più in grado di assorbire adeguatamente, e quindi diffondere nel sangue, molti elementi nutritivi, i grassi in particolare. A ciò si aggiunge uno squilibrio nell’attività di taluni enzimi demandati alla digestione. Questo porta a una sindrome da malassorbimento.

La sua incidenza è di circa 1 su 1000 bambini nati agli inizi degli anni Novanta. Studi epidemiologici recenti hanno portato al riscontro di 1 caso ogni 180 studenti.

La celiachia è una malattia che danneggia l’intestino tenue e interferisce con l’assorbimento dei nutrienti presenti negli alimenti. Quando le persone affette da celiachia assumono alimenti o usano prodotti che contengono glutine, il loro sistema immunitario reagisce danneggiando o distruggendo i villi intestinali , le piccole protuberanze a forma di dito che costituiscono la mucosa intestinale. I villi, di solito, consentono l’assorbimento delle sostanze nutritive che attraversando la parete dell’intestino tenue vanno a finire nel sangue. Se i villi non funzionano bene la persona manifesta sintomi da malnutrizione, anche se apparentemente si alimenta con regolarità.

La celiachia può essere vista sia una malattia di malassorbimento (cioè dovuta al fatto che le sostanze nutritive non vengono assorbite correttamente) sia come una reazione immunitaria anomala al glutine. La celiachia è anche nota come sprue celiaca, sprue non tropicale o enteropatia da glutine. La celiachia si trasmette per via genetica, cioè può colpire i membri della stessa famiglia; a volte questa malattia si scatena, o si manifesta per la prima volta, dopo un intervento chirurgico, dopo la gravidanza o il parto, dopo un’infezione virale o uno stress emotivo molto forte. La celiachia colpisce in tutto il mondo: all’inizio si pensava che fosse una malattia infantile rara, ma ora si è appurato che è una malattia genetica piuttosto frequente. Negli Stati Uniti più di 2 milioni di persone sono affette da morbo celiaco, circa una su 133. Tra le persone che hanno un parente di primo grado (genitore, fratello o figlio) a cui è stata diagnosticata la celiachia, più di una su 22 potrebbe essere colpita dalla malattia.

Sintomi

I sintomi del morbo celiaco sono perdita di peso, diarrea, steatorrea (presenza di particelle di grasso non assorbito nelle feci), gas intestinali, gonfiore allo stomaco, dolori addominali e anemia. Negli adulti i sintomi del morbo celiaco sono cambiamenti di umore, stanchezza, dimagrimento ,depressione, stitichezza, sterilità e problemi alla pelle. La malnutrizione accompagna spesso questa malattia a causa della notevole riduzione della capacità di assorbimento degli elementi nutritivi. La difficoltà di assorbimento delle proteine causa l’edema. Le anormalità nella coagulazione del sangue dovute alla carenza di vitamina K causano frequenti emorragie, mentre la carenza di calcio causa tetania e dolore alle ossa. Il morbo celiaco può favorire il manifestarsi della schizofrenia. I sintomi di squilibrio mentale dei pazienti affetti da morbo celiaco diminuivano notevolmente seguendo una dieta senza glutine. Secondo alcuni medici il morbo celiaco può essere causato in parte, nei bambini predisposti o che hanno altri casi in famiglia, dall’introduzione troppo precoce del grano nel corso dello svezzamento. Si consiglia di allattare il bambino al seno per i primi quattro mesi e di introdurre poi alimenti a base di riso e miglio. Il grano può essere introdotto al compimento del primo anno. Le persone affette da celiachia potrebbero anche non presentare alcun sintomo, ma, nel tempo, potrebbero comunque sviluppare complicazioni, che sul lungo periodo comprendono: malnutrizione (che può causare, tra gli altri, anche anemia, osteoporosi e aborti spontanei), problemi al fegato e tumori dell’intestino.

Pericoli

Le persone affette da celiachia tendono a sviluppare altre malattie in cui il sistema immunitario attacca le cellule e i tessuti sani dell’organismo. Il collegamento tra la celiachia e queste malattia potrebbe essere di natura genetica. Tra di esse troviamo:

  • Diabete di tipo 1,
  • Malattie autoimmuni della tiroide,
  • malattie autoimmuni del fegato,
  • artrite reumatoide,
  • morbo di Addison, una malattia che danneggia le ghiandole che producono gli ormoni più importanti,
  • sindrome di Sjögren, una malattia che danneggia le ghiandole lacrimali e salivari.

Diagnosi 

Non è semplice diagnosticare la malattia celiaca basandosi sulla sola sintomatologia, molti sintomi e segni infatti sono aspecifici e sono comuni in svariate altre malattie senza considerare che, come visto in precedenza, in molti casi non vi sono sintomi evidenti pur in presenza di lesioni a livello della mucosa intestinale.

I test – I principali test per la diagnosi e il monitoraggio della celiachia sono i seguenti:

1) Anticorpi sierici anti endomisio (EMA) – Gli EMA sono autoanticorpi.

Prima del prelievo si consiglia di digiunare per 12 ore. La valutazione della presenza di EMA serve per la diagnosi e la cura dei pazienti affetti da dermatite erpetiforme e malattia celiaca; gli EMA sono infatti presenti nel 70-80% dei pazienti affetti da queste patologie.

2) Anticorpi sierici anti gliadina (AGA) – Il test degli anticorpi anti gliadina è un test non invasivo e poco costoso effettuato per diagnosticare e monitorare il morbo celiaco. Non è un test totalmente specifico in quanto gli AGA possono essere rilevati in soggetti che non sono colpiti dalla malattia celiaca. In caso di positività agli AGA e agli EMA (anticorpi anti endomisio) la presenza della patologia è praticamente certa. Il test perde in sensibilità con il progredire dell’età.

I valori di riferimento sono i seguenti: titolo >12: positivo; da 8 a 12: borderline; <8: negativo.

3) Anticorpi sierici anti transglutaminasi (TGA) – È un test relativamente recente utile nella diagnosi e nel monitoraggio del morbo celiaco. È un test sensibile al 100% ed è anche altamente specifico (96%). I valori di riferimento vengono espressi in UA/ml: <5: negativo; età <3 anni e UA/ml >5: positivo; età >3 anni e UA/ml fra 5 e 7: borderline; età >3 anni e UA/ml >7: positivo.

4) Biopsia della mucosa digiunale – La certezza diagnostica di malattia celiaca si ha grazie all’esame bioptico; in caso di presenza della malattia saranno infatti rivelate le tipiche lesioni che caratterizzano la malattia (atrofia dei villi intestinali, iperplasia delle cripte, infiltrazione leucocitaria della lamina propria). L’esame viene eseguito endoscopicamente prelevando del tessuto in un punto in cui sono evidenti delle alterazioni della parete dell’intestino.

Se in un soggetto viene riscontrata la presenza della malattia è consigliabile l’effettuazione di uno screening anticorpale in tutta la parentela di primo grado.

Cura

L’unica cura possibile per la celiachia è una dieta priva di glutine per tutta la vita . Il morbo celiaco non guarisce. Ma per condurre una vita normale basta escludere dalla dieta i cereali proibiti. Tutte le volte che nella dieta si introducono i cereali proibiti si ha una ricaduta. Le persone celiache possono imparare dal dietologo a leggere le etichette degli alimenti ed identificare quali contengono glutine, per poter compiere scelte informate al supermercato o quando mangiano fuori casa. Per la maggior parte dei pazienti, la dieta farà scomparire i sintomi, curerà i danni intestinali precedenti e potrà prevenire peggioramenti. I miglioramenti cominceranno dopo pochi giorni dall’inizio della dieta. L’intestino tenue di solito guarisce in un periodo che va dai tre ai sei mesi nei bambini, ma potrebbe impiegare diversi anni nel caso degli adulti. Guarigione dell’intestino significa che i villi intestinali ritorneranno ad assorbire le sostanze nutritive dagli alimenti e le trasferiranno correttamente nel sangue. Alcune persone celiache non migliorano, anche se seguono una dieta senza glutine. Il motivo più frequente per la scarsa efficacia della dieta è che vengono ancora assunte piccole quantità di glutine. Tra le fonti di glutine nascoste troviamo gli additivi, come l’amido modificato, i conservanti e gli stabilizzanti a base di frumento. Molti alimenti a base di cereali e di riso vengono prodotti in aziende che fabbricano anche prodotti a base di grano, quindi possono essere contaminati con il glutine presente nel grano.

Per facilitare il riconoscimento dei prodotti, dal 2006 è obbligatorio apporre sulle confezioni il simbolo di una spiga sbarrata, ad indicare che quell’alimento è privo di glutine. Un controllo accurato deve essere fatto anche sui medicinali; alcuni contengono glutine, anche se spesso in quantità poco elevata; prima dell’assunzione dei farmaci è quindi necessario consultare un medico

Oggi è disponibile una vasta gamma di alimenti aglutinati, in vendita sia nelle farmacie che nei negozi alimentari più importanti, per cui non è difficile seguire una dieta rigorosa. Gli alimenti vengono forniti gratuitamente dal S.S.N. previa documentazione clinica della malattia.

Per maggiori informazioni è utile consultare il sito dell’ AIC, Associazione Italiana Celiachia .

 

 

 

 

 

 

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