Prodotti dell’alveare per favorire il benessere del nostro organismo

honey and hive products

I prodotti dell’alveare sono il risultato del lavoro delle api e consistono in miele, polline, propoli, pappa reale e cera. Essi forniscono un valido contributo nel combattere i malesseri stagionali, come sintomi di influenza, raffreddore, raucedine, disagi cutanei dovuti all’esposizione al freddo e alle intemperie, e nel favorire le fisiologiche difese immunitarie, garantendo un’ampia protezione al nostro organismo.

Il miele è una delle sostanze per cui si è ritenuta indispensabile una specifica normativa, legge n. 753 del 12 ottobre del 1982 (con le successive modifiche apportate dal D.L. 21 maggio 2004, n. 179). In essa il miele viene definito come “prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano o lasciano maturare nei favi dell’alveare. Tale prodotto può essere fluido,denso o cristallizzato.”
Come alimento, il miele può essere considerato una fonte di zuccheri semplici, in particolar modo fruttosio, al quale si deve il maggior potere dolcificante e anche il prolungato effetto energetico del miele: mentre il glucosio viene bruciato immediatamente, il fruttosio deve prima subire una piccola trasformazione e resta, quindi, disponibile per l’organismo un po’ più a lungo. L’attività biologica più interessante attribuita al miele è quella antibatterica: del miele tal quale (dovuta alla concentrazione zuccherina e al suo PH acido) o del miele disciolto in acqua. Quest’ultima attività sarebbe dovuta all’azione della glucosio-ossidasi contenuta, enzima inattivo nel miele tal quale che produce, in particolari condizioni di diluizione, acqua ossigenata e acido gluconico a partire dal glucosio. Sarebbe, appunto, l’accumulo di acqua ossigenata a conferire attività antibiotica a soluzioni di miele. Accanto a questo sistema antibiotico, nel miele sono presenti altre sostanze, di natura diversa, che svolgono questo tipo di attività (polifenoli). Tale complesso di sostanze e attività è alla base di molti degli utilizzi tradizionali casalinghi del miele, per esempio nel caso di malattie da raffreddamento, mal di gola e per gli usi esterni su bruciature, piaghe e ferite.
Il polline è una struttura microscopica che nelle piante superiori è deputata al trasporto delle cellule germinali maschili. Si presenta sotto forma di granuli morbidi e malleabili e con un profumo e sapore fiorito, dolce, simile al miele grezzo. Il caratteristico sapore “fiorito” del miele, infatti, è dovuto alle piccole quantità di polline presenti. Il polline è impiegato in fitoterapia come ricostituente perché è un alimento completo. Ricco di proteine (6-30%); aminoacidi (15-22%); lipidi (1-10%); acidi grassi insaturi e steroli; carboidrati (fino al 50% allo stato secco); zuccheri semplici (4-10%); acqua (12-20%); vitamine (vit.C, A, ac.pantotenico, ac.folico, complesso B); enzimi; ormoni; fattori antibiotici; sali minerali (ferro, calcio, magnesio, potassio e zinco) e flavonoidi.
La propoli è una sostanza ricavata dalla resina prodotta dalle piante che le api utilizzano all’interno dell’alveare mescolandola con gli enzimi della loro saliva, cera e polline. Gran parte della propoli dei nostri alveari deriva dalla resina che ricopre le gemme del piprodotti alveareoppo, ma le api possono utilizzare molte altre resine e gomme vegetali (per esempio di conifere, betulla, ippocastano). Pare che etimologicamente “propoli” derivi dai vocaboli greci pro, “difesa” e polis, “città”, proprio a significare il suo utilizzo da parte delle api, che la impiegano per difendere l’alveare dai pericoli che possono minacciarlo: le malattie e i predatori. Con la propoli le api stuccano tutte le fessure e per così dire “sterilizzano” l’alveare, in particolare l’entrata delle cellette destinate ad accogliere le uova, impiegando la propoli come una sorta di antisettico.
Della propoli vengono distinte due frazioni: quella delle cere (materiali insolubili in alcol a freddo, ma solubili in etere) e quella delle resine (materiali solubili in alcol a temperatura ambiente), di cui fanno parte le sostanze più interessanti fino ad oggi identificate, a cui sono state associate alcune delle attività della propoli. Si tratta di composti aromatici e fenolici diversi, tra cui il gruppo dei flavonoidi, che costituisce una parte consistente dell’estratto alcolico. La propoli viene usata soprattutto per le sue attività antibatteriche, antimicotiche, anestetiche, cicatrizzanti. Si trovano in commercio diversi prodotti contenenti propoli, con la finalità di renderne possibile l’uso per particolari impieghi (pomate o lozioni per uso esterno). Uno dei preparati più diffusi è la tintura alcolica di propoli, indicata per conferire un rapido sollievo alla gola ed alle mucose del cavo orale, nonché come immunostimolante, ossia sostanza in grado di potenziare le difese immunitarie contro gli attacchi dei microrganismi.
La pappa reale, alimento altamente proteico che le api ottengono dalla trasformazione del polline e che utilizzano per favorire il longevo benessere delle strutture del loro corpo, è considerata il prodotto più pregiato e ricco dell’alveare. Si presenta come una sostanza bianca, lattiginosa e viscosa, prodotta dalle ghiandole salivari delle api nutrici, ed è chiamata “reale” o “gelatina reale”, perché è l’alimento essenziale della dieta riservata all’ape regina e alle giovani larve, durante i loro primi tre giorni di vita. Possiede proprietà tonico-ricostituenti dovute ad un’incredibile concentrazione di attivi, quali aminoacidi essenziali, proteine, carboidrati, minerali, lipidi, oligoelementi e vitamine. Questi suoi componenti conferiscono, infatti, le energie necessarie ad affrontare periodi particolari come i cambi di stagione, momenti di stanchezza, affaticamento, difficoltà di concentrazione o convalescenze.
La cera è una sostanza prodotta dalle ghiandole ceripare localizzate nella parte ventrale dell’addome delle api operaie. Appena secreta si presenta sotto forma di minuscole scagliette incolori che le operaie costruttrici provvedono a plasmare con le mandibole insieme a polline e propoli per arrivare alla forma voluta. Dal punto di vista chimico, è costituita da una miscela complessa di idrocarburi, esteri e acidi grassi, appartiene alla categoria dei lipidi, perciò è insolubile in acqua, parzialmente solubile in alcol e completamente solubile in composti come cloroformio, benzina, etere… Per le sue caratteristiche idrorepellenti la cera d’api viene ampiamente impiegata nella formulazione di pomate protettive per la pelle, grazie alla sua capacità di formare un film protettivo ma non occlusivo sulla superficie di quest’ultima.

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