Zmapp, il vaccino contro l’Ebola funziona

foto ebolaIl siero sperimentato su Kent Brantly e Nancy Writebol, i due missionari americani malati di Ebola di cui è stata annunciata la completa guarigione – si chiama ZMapp, ed è prodotto negli Stati Uniti dalla azienda di biotecnologie Mapp Biopharmaceutical Inc, con sede a San Diego. Si tratta di una piccola società, che ha soltanto 9 dipendenti. Il farmaco sperimentale, ottenuto dalle piante di tabacco, è costituito da tre anticorpi monoclonali, proteine che si legano alle cellule infette favorendo la reazione del sistema immunitario. Per crearlo alcuni topolini da laboratorio sarebbero stati esposti a frammenti del virus dell’Ebola. Gi anticorpi formatisi in risposta nell’organismo dei ratti sono stati successivamente ‘raccoltì per mettere a punto la medicina. Il funzionamento del siero consiste nel prevenire l’ingresso del virus della febbre emorragica in nuove cellule dell’organismo e quindi a impedire la diffusione dell’infezione nel corpo. Al momento, hanno avvertito i produttori, sono disponibili pochissime dosi, e una produzione su scala ampia richiederebbe almeno due mesi di preparazione. Su Brantly il ritrovato è stato iniettato dopo 9 giorni dal contagio, ed il risultato secondo alcune fonti è stato “miracoloso”. ZMapp non è stato approvato per uso su persone, ma è stato reso disponibile ai due missionari malati in Liberia con tutta probabilità sulla base del cosidetto “Atto compassionevole” della Food and drug Administration, un provvedimento che permette in casi eccezionali l’accesso a ritrovati sperimentali al di fuori di test clinici. Scimmie trattate con il farmaco dopo l’infezione hanno mostrato un tasso di guarigione dell’82% se curate entro le prime 48 ore dall’infezione.

Gli altri farmaci sperimentali.  Un’altra terapia, basata però su piccoli frammenti di Rna che si legano al virus impedendogli la replicazione, era entrata nella fase dei test sull’uomo, ma l’Fda l’aveva interrotta per l’emergere di alcuni effetti collaterali. Ora l’agenzia statunitense ha eliminato in parte il blocco. Un ritrovato simile è sviluppato dalla statunitense Sarepta, ed è già all’inizio della fase di sperimentazione sull’uomo. Anche l’italiano Giorgio Palù, professore di virologia dell’università degli Studi di Padova, sta studiando un possibile farmaco, per ora sugli animali. Nonostante le vittorie isolate al di là dell’Oceano, tuttavia la situazione di Ebola resta critica e l’allarme molto alto. Tant’è che l’associazione dei Medici senza frontiere, per bocca del presidente Joanne Liu, ha denunciato sulle pagine del New York Times  che “le agenzie di salute non hanno ancora raggiunto e compreso a pieno il loro scopo. Nessuno ancora ha una reale misura della vastità di questa crisi”.

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