Verruche , batteri e funghi : come evitare le infezioni in piscina

foto piscinaDurante la stagione estiva, sono numerosi coloro che cercano un po’ di refrigerio in piscina, che rappresenta un luogo di ritrovo e divertimento anche per i bambini più piccoli.  Ma è anche un ecosistema, caldo-umido (e affollato), particolarmente adatto alla proliferazione di microrganismi: batteri, virus, funghi, protozoi che entrano in piscina insieme a noi (i principali inquinatori delle piscine sono proprio gli utilizzatori), che una volta in acqua non sempre è facile scacciare (alcuni patogeni resistono al cloro per ore o anche giorni) e che soprattutto sono responsabili di infezioni di pelle e mucose, dovute al contatto, e di patologie intestinali, provocate dall’ingestione di acqua contaminata.

Le verruche

Le verruche sono dovute al papilloma virus, Hpv, che dà origine a piccoli noduli di pelle ispessita. Enzo Berardesca, direttore della Dermatologia clinica del San Gallicano di Roma spiega: «Hpv è piuttosto contagioso, difficile evitarlo se è nell’ambiente». La forma di prevenzione? «Cercare di tenere i piedi asciutti e non sostare a piedi nudi intorno alla piscina. La cura standard per le verruche è la crioterapia, se molto diffuse gli immunomodulatori. Un altro virus da piscina è l’agente del mollusco contagioso: il molluscipoxvirus, che colpisce la cute dà luogo a papule, con una piccola pustola, gialla e consistente in cima: il corpo del mollusco appunto. Anche qui: crioterapia o spremitura e disinfezione ». La prevenzione? «Difficile», dice l’esperto, «andrebbe individuato e trattato il soggetto portatore». I batteri e i funghi.

Il piede d’atleta è la micosi da piscina più comune il cui nome scientifico è Tinea pedis, «il piede d’atleta è dovuto a diversi tipi di tricofiti, funghi la cui presenza si manifesta con vescicole cutanee che danno prurito e che, se si annidano tra le pieghe della pelle (tra le dita del piede ma anche all’inguine e in altre zone di piega…), si desquamano e se si infettano possono dare luogo a infezioni miste: fungo più batterio, candida ecc…». Per evitarli è importante l’uso di ciabatte e di asciugamani personali in piscina e spogliatoi. La cura consiste in 3-4 settimane di antimicotici in crema, spray, lozione polvere. Se l’infezione è diffusa allora si passa ai farmaci per bocca. Attenzione: i funghi che colonizzano la cute possono annidarsi anche nell’unghia che diventa gialla, grossa spessa. La terapia non cambia: i prodotti sono gli stessi. Ma si allungano i tempi: la soluzione delle onicomicosi richiede mesi di terapia, non settimane. Lo stafilococco è un batterio comune in piscina. Si annida nelle piccole ferite o nelle punture d’insetti grattate (tipiche dei bambini). È molto contagioso, dà luogo a bollicine liquide giallognole contenenti un siero che si diffonde sulla cute provocando auto-inoculazione o che col contatto contagia altri. Terapia? 7 10 giorni di antibiotici topici e se l’infezione è diffusa, anche in questo caso si passa a farmaci sistemici. Gli stafilococchi, con clamidia, pseudomonas e alcuni virus sono responsabili anche delle congiuntiviti da piscina. Un  consiglio? L’uso di occhialini impermeabili, che oltre dai microrganismi proteggono dal cloro, che è un ottimo disinfettante, ma ha anche un potere irritante: dopo la piscina è buona regola eliminarlo da tutto il corpo con una lunga doccia. Oltre alla congiuntivite da piscina c’è l’orecchino del nuotatore: pseudomonas e stafilococco possono infatti provocare una otite media, generalmente monolaterale. È bene sempre eliminare l’acqua residua dalle orecchie. Le infezioni intestinali. L’infezione enterica più diffusa da ingestione di acqua in piscina è la diarrea, associata o no ad altri sintomi (vomito, gonfiori, mancanza di appetito, più frequenti in genere nei bambini). I responsabili sono diversi: batteri, virus, protozoi. Tra gli ultimi Cryptosporidium parvum e Giardia lamblia, rispettivamente agenti della criptosporidiosi e dell’enterite da Giardia, sono i responsabili delle più diffuse patologie intestinali (non sempre con sintomi) da piscina. A dare sintomi simili tra i batteri c’è anche Escherichia coli e Shigella e tra i virus, i norovirus e il virus A dell’epatite. Le terapie? Per quanto riguarda i virus non c’è terapia specifica: si trattano soltanto i sintomi con antidiarroici e spasmolitici. Contro le infezioni batteriche oltre ai sintomatici, se il caso lo richiede, c’è la terapia antibiotica e per le forme protozoarie farmaci antiparassitari specifici. Naturalmente la terapia deve essere preceduta da adeguate analisi.

I bambini

Discorso a parte meritano i bambini: da un lato richiedono maggiori attenzioni per la loro sicurezza (e non solo per il rischio annegamento), dall’altra sono proprio loro i soggetti più pericolosi. Strano? Non tanto, i più piccoli spesso hanno maggiori difficoltà a trattenere gli stimoli: possono quindi immettere in acqua virus (salmonella, cryptosporidium) che possono causare infezioni intestinali. Per questo bisogna evitare assolutamente di deglutire l’acqua o anche solo di tenerla in bocca.

 

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