Due arbusti sempreverdi per il benessere delle vie urinarie Cranberry e uva ursina

donna con cistiteLe infezioni delle vie urinarie sono una condizione molto frequente, soprattutto nelle donne. Le più comuni sono le cistiti. Sebbene normalmente la vescica abbia una notevole resistenza alle infezioni, esistono, tuttavia, particolari circostanze che rendono l’organismo più suscettibile all’attacco batterico, tra queste debilitazione del sistema immunitario in seguito a terapia antibiotica; alimentazione irregolare o stress eccessivo; scarsa o eccessiva igiene intima; pantaloni o biancheria intima eccessivamente aderente; rapporti sessuali; presenza di corpi estranei o patologici nella vescica (calcoli o tumori); diverticoli; ecc.
E’ possibile proteggere l’apparato urinario dalle infezioni batteriche impiegando rimedi naturali dalla consolidata tradizione d’uso. Tra questi riveste un ruolo importante il cranberry o mirtillo rosso americano, indicato nella prevenzione delle cistiti; è, infatti, raccomandato come succedaneo dell’uva ursina, alla quale viene attribuita una potente attività antimicrobica, per prevenire le recidive.

Cranberry (Vaccinium macrocarpon)

Già nel 1923, moltocranberry prima della scoperta degli antibiotici, il cranberry veniva prescritto da alcuni medici americani per diminuire la ricorrenza delle infezioni urinarie. Tuttavia, si sarebbero dovuti attendere circa sessant’anni perché gli effetti della pianta fossero del tutto chiariti. Il meccanismo d’azione del cranberry è connesso alla presenza nelle sue bacche rosse di alcune sostanze, in particolar modo proantocianidine ad elevato peso molecolare (tannini condensati), che sembrano agire da inibitori della adesina, una proteina che consente all’Escherichia coli  patogeno di aderire alle pareti delle vie urinarie. Prevenendo l’adesione dell’Escherichia coli, il Vaccinium macrocarpon rimuove il più frequente responsabile di infezione, specialmente nella donna, e contribuisce al miglioramento del quadro clinico. Si tratta quindi, essendo questa azione non battericida, di un approccio strategico alternativo di intervento sui disturbi del sistema urinario.

I risultati di una revisione condotta da un gruppo del Cochrane Network, che ha valutato tre studi comparativi randomizzati sul succo di cranberry per la prevenzione delle infezioni urinarie, concordano nel dimostrare che nelle donne giovani, il consumo quotidiano di cranberry, in compresse o in forma di liquidi, previene in parte le recidive di cistite acuta, in particolare quelle dovute a Escherichia coli [1]. 
Controindicazioni e precauzioni d’uso: in genere non presenta effetti collaterali e controindicazioni, se non in pazienti notoriamente sensibili ai suoi principi attivi. Esistono, tuttavia, alcune segnalazioni di possibili interazioni con gli anticoagulanti orali antagonisti della vitamina K (es. warfarin). 

Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi)

Tradizionalmente le foglie uva ursinadi uva ursina vengono impiegate, allo stato giovanile, sotto forma di infuso, di decotto e di estratto acquoso, come disinfettante delle vie urinarie, in relazione all’azione antimicrobica dell’idrochinone. Questo composto si libera in seguito all’idrolisi dell’arbutina e della metilarbutina, i due componenti principali dell’uva ursina, viene coniugato nel fegato a glucuronide e solfato e successivamente liberato di nuovo nelle urine in presenza di batteri. La liberazione di idrochinone è, inoltre, favorita dall’alcalinità dell’urina, che può essere ottenuta con dieta a base di verdure o con ingestione di agenti alcalinizzanti, quali il bicarbonato di sodio. L’idrochinone possiede una buona attività antimicrobica nei confronti di numerosi ceppi batterici frequentemente responsabili delle infezioni del tratto urogenitale, quali l’Escherichia coli, lo Staphylococcus aureus, lo Streptococcus, la Klebsiella, l’Enterobacter, la Pseudomonas aeruginosa.
Controindicazioni e precauzioni d’uso: l’assunzione di preparati a base di uva ursina è controindicata in gravidanza, in particolare nel primo trimestre (può indurre contrazioni uterine e favorire il distacco della placenta), in allattamento, nei bambini al di sotto dei 12 anni e nei pazienti affetti da disturbi renali. 
A causa dell’elevato contenuto in tannini, dosi elevate possono provocare irritazione gastrica.

Note:
1) Bollettino d’Informazione sui Farmaci, 2007

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