Ebola, nuovi timori per l’Africa

Il nemico invisibile, definito dai molti, oggi si sta presentando sotto il nome di Ebola.

Cos’è Ebola?

L’ebola è un virus appartenente alla famiglia Filoviridae estremamente aggressivo per l’uomo, che causa una febbre emorragica. Il primo ceppo di tale virus fu scoperto nel 1976, nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire). Finora sono stati isolati quattro ceppi del virus, di cui tre letali per l’uomo. Fin dalla sua scoperta, il virus ebola è stato responsabile di un elevato numero di decessi. Verosimilmente il virus viene trasmesso all’uomo tramite contagio animale. Il virus si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto con il sangue e i fluidi corporei di soggetti infetti.

Qual è la situazione?

L’ebola continua a diffondersi in Guinea, Sierra Leone e Liberia. Tutta l’Africa occidentale è in allerta. Pazienti affetti da ebola sono stati identificati in più di 60 località dei tre paesi coinvolti e questo complica gli sforzi per trattare i pazienti e limitare l’epidemia. Riporto testualmente dal sito di Medici Senza Frontiere:
L’epidemia è fuori controllo” dichiara il Dott. Bart Janssens, Direttore delle operazioni per MSF.

Con la comparsa di nuovi focolai in Guinea, Sierra Leone e Liberia c’è il reale rischio che l’epidemia si diffonda in altre aree.”
Quando ho lasciato la Guinea un mese fa pensavamo di aver già raggiunto il picco. In realtà siamo arrivati a più di 500 casi confermati e più di 300 vittime. La situazione epidemica non ha precedenti” ha detto Saverio Bellizzi, epidemiologo MSF appena rientrato dalla Guinea “In alcune zone del paese siamo riusciti a contenere l’epidemia, ma in altre abbiamo ancora un tasso di mortalità dell’80%. Una cosa è sicura: l’epidemia andrà ancora avanti per alcuni mesi
Attualmente, MSF è l’unica organizzazione umanitaria a trattare le persone affette dal virus, che può uccidere fino al 90% delle persone infette. Dall’inizio dell’epidemia, a marzo, MSF ha trattato circa 470 pazienti, tra cui 215 casi confermati, in centri specializzati allestiti nella regione.
La portata attuale dell’epidemia non ha precedenti in termini di distribuzione geografica, persone colpite e decessi. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ci sono stati 528 casi e 337 decessi dall’inizio dell’epidemia.
È la prima volta che in questa regione si diffonde l’ebola. La scarsa conoscenza sulla diffusione della malattia, la partecipazione ai funerali delle vittime, dove  non vengono attuate misure di controllo dell’infezione aumentano le probabilità di contagio specie sui parenti più prossimi.
Secondo le ONG le autorità locali pare sottovalutino la portata del rischio e non mettano in atto tutte le misure cautelative del caso anche se molto già si sta facendo.

Staremo sempre attenti a tenervi aggiornati sull’evoluzione della situazione cercando di non fare dell’inutile allarmismo.

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