Prurito in gravidanza

E’ normale avvertire prurito, in particolare alla pancia, durante la gravidanza?

Se il prurito compare durante il terzo trimestre, è localizzato all’addome ed al seno e non è particolarmente intenso, non è spia di particolari problemi, ma è dovuto al fatto che la cute si tende con l’aumento delle dimensioni del pancione e del seno. Inoltre l’aumento di estrogeni e progesterone porta a ritenzione idrica che causa a sua volta gonfiore e quindi prurito.

In questo caso si può ridurre il fastidio mantenendo la pelle molto idratata con creme o oli.

Il prurito potrebbe però avere altre cause.

Se il prurito compare nel primo trimestre potrebbe essere dovuto a patologie dermatologiche acuite dai cambiamenti ormonali della gravidanza.

Tra le patologie dermatologiche ci sono:

  • forme allergiche che presenti in forma blanda prima della gravidanza possono peggiorare dando prurito.

  • dermatite papulare una dermatite che si manifesta in gravidanza a causa dell’indebolimento del sistema immunitario e che provoca la comparsa di papule rosse pruriginose.

  • orticaria papulare dovuta alla reazione del sistema immunitario contro le cellule fetali che invadono la cute materna e che si manifesta con chiazze rosse pruriginose.

Tutte queste forme non sono pericolose per madre e feto.

Se invece il prurito compare tra il secondo e terzo trimestre ed è generalizzato o colpisce in particolare tronco, mani e piedi allora potrebbe trattarsi di colestasi gravidica o di diabete gestazionale.

La colestasi gravidica o ittero colestatico benigno ricorrente della gravidanza è una patologia che insorge tra la ventiquattresima e la trentaseiesima settimana di gravidanza e interessa tra il 2% ed il 5% delle gestanti. A causa infatti dell’aumentata secrezione di estrogeni e progesterone il fegato non riesce più a smaltire completamente le sostanze contenute nella bile. In questo modo la concentrazione ematica di sali ed acidi biliari aumenta, questi causano irritazione dei nervi periferici con la sensazione di prurito. Il prurito non è legato alla liberazione di istamina. Il prurito generalizzato è più intenso di notte e possono comparire anche puntini rossi sulla pelle. A volte grattandosi la futura mamma potrebbe provocare la comparsa di piccole lesioni. Nelle forme più severe può comparire colorazione giallastra della cute in quanto il fegato non riesce più a smaltire la bilirubina.

La diagnosi di colestasi gravidica si fa con un semplice esame del sangue per dosare il valore delle transaminasi e degli acidi biliari.

La terapia prevede l’uso dell’acido ursodesossicolico e nel caso il prurito sia molto fastidioso di corticosteroidi. E’ possibile utilizzare creme idratanti e polveri al timo o talco mentolato per alleviare il prurito. L’alimentazione deve essere leggera per non affaticare ulteriormente il fegato.

Solitamente questa patologia non dà problemi alla futura mamma e al feto, solo in casi particolarmente gravi gli acidi biliari in eccesso potrebbero raggiungere il feto e creare danni. Un accumulo di acidi biliari riduce la produzione fetale di surfactante polmonare che è necessario per la piena maturazione dei polmoni e può far fuoriuscire meconio nel liquido amniotico con rischio di inalazione alla nascita. Nei casi più gravi si potrebbe avere un’ epatogestosi e il parto verrebbe indotto.

Per evitare problemi si fanno controlli piùravvicinati, ecografie o monitoraggi cardio tocografici del feto una volta a settimana e dosaggi delle transaminasi nel sangue materno anch’essi una volta a settimana. In casi specifici la futura mamma viene ricoverata per controlli più ravvicinati.

Con il parto la patologia scompare, ma c’è un’alta probabilità che torni nelle successive gravidanze.

Sembra infatti che ci siano donne predisposte a causa di una maggiore sensibilità epatica all’aumento di estrogeni e progesterone.

Le donne che hanno avuto questa patologia in gravidanza devono prestare attenzione all’uso della pillola anticoncezionale in quanto variando i tassi ormonali potrebbe portare alla ricomparsa della colestasi.

Il diabete gestazionale può indurre prurito perchè se la glicemia aumenta causa problemi circolatori e la pelle diviene più secca.

Qualunque sia la causa del prurito si possono usare creme idratanti o oli per prevenirlo o alleviarlo, è utile fare bagni con amido di riso o avena e utilizzare creme a base di aloe vera. E’ consigliabile anche una moderata attività fisica che migliori la circolazione e l’elasticità dei tessuti, bere molta acqua e seguire un’alimentazione leggera.

CONSIGLI

In caso si avverta prurito in gravidanza è bene parlarne con il medico al fine di individuarne la causa e di iniziare se necessario una cura.

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