Inibitori di pompa protonica

bruciore-di-stomaco-dipendenzaLansoprazolo, Pantoprazolo, Omeprazolo, Rabeprazolo ed Esomeprazolo. Molti di voi avranno già riconosciuto in queste molecole i principi attivi che assumono quotidianamente insieme ad altri farmaci: appartengono ad una categoria molto utilizzata, denominata “inibitori di pompa protonica” (IPP), o più comunemente detti protettori gastrici. Questi sono in grado di legarsi in maniera irreversibile con un particolare meccanismo deputato alla liberazione dell’acido nello stomaco riducendo in maniera significativa l’acidità che ne deriva innalzandone il pH. Ovviamente parliamo di condizioni patologiche tra le quali ricordo le sindromi da reflusso gastro-esofageo e le ulcere gastriche, siano esse derivanti da effetti secondari ad esempio di farmaci antinfiammatori, sia dirette come il H.pylori. Il successo di questi farmaci deriva dalla capacità di guarire completamente dall’esofagite in un periodo che va tra le 4 e le 8 settimane con successi di circa il 90%. L’assunzione è sempre preferibile al mattino 30 minuti prima di colazione ed alla sera solo se necessaria una seconda dose, a discrezione del medico curante. Gli effetti collaterali sono modesti e limitati ad episodi sporadici di cefalea, nausea e dolori addominali. Gli studi su somministrazioni prolungate mostrano una modesta variazione della concentrazione del numero cellule secernenti dello stomaco ma senza particolari evidenze di evoluzione verso forme tumorali, sempre se non intervengono fattori esterni come uno stato infiammatorio cronico molto diffuso (es. infezione da H.pylori). Viene segnalato infine una possibile riduzione dell’effetto anche della “pillola anticoncenzionale” per cui, per dirla in breve, sono farmaci da considerare sufficientemente sicuri. Per approfondire l’argomento potete lasciare un commento oppure postare sul forum.

 

 

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