Depressione in aumento per colpa della crisi economica

FOTO DEPRESSIONEPeggiora la salute mentale degli italiani per effetto della crisi, mentre quella fisica rimane stabile. Lo afferma l’indagine Tutela della salute e accesso alle cure condotta dall’Istat. I più colpiti sono i giovani fino a 34 anni e gli adulti tra 45-54 anni. La depressione è il problema mentale più diffuso e riguarda 2,6 milioni di italiani (il 4,4% della popolazione) con prevalenze doppie tra le donne in tutte le fasce d’età.

Per quanto riguarda la salute in generale il dato resta invece invariato: il 7,3% delle persone sopra i 14 anni dichiara di stare male o molto male, con un leggero calo rispetto al 7,4% del 2005. “Rimangono invariate – continua il report – le disuguaglianze sociali nella salute, nei comportamenti non salutari, nelle limitazioni all’accesso ai servizi sanitari. Permane lo svantaggio del Mezzogiorno rispetto a tutte  le dimensioni considerate”. Le cause di tanto crescente malessere sono abbastanza definite: oltre ad eventi dolorosi o difficili convivenze con la malattia, la maggior parte degli italiani dichiara di essere fortemente depresso a causa di gravi problemi economici e della perdita del lavoro.

Prospettive future

Tra 14 anni , nel 2020, la depressione sarà la seconda causa di malattia in tutto il mondo, Italia compresa, secondo le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I trend epidemiologici non sono affatto confortanti, come dichiara il professore Massimo Di Giannantonio, Ordinario di Psichiatria all’Università “D’Annunzio” di Chieti: “I trend epidemiologici – dice Di Giannantonio – sulla depressione in Italia seguono studi e ricerche OMS che indicano un costante aumento. Nel 2020, al primo posto ci saranno le malattie cardiovascolari, al secondo tutte quelle provocate dalla depressione”.

Quali sono le fasce d’età più a rischio? Le sindromi depressive colpiscono soprattutto la popolazione anziana (over 65) e quella femminile nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 50 anni, periodo nel quale si verifica l’esaurimento di alcune funzioni del corpo, è il caso della  è il caso della menopausa. Ci sono anche depressioni adolescenziali che possono provocare fenomeni di autolesionismo o di atti lesivi verso gli altri. Si calcola che 15 persone su 100 nella vita abbiamo almeno un episodio depressivo. Per quanto riguarda il sesso, la donna per la sua predisposizione ormonale è più soggetta alla depressione rispetto all’uomo. Il rapporto è due a uno.

A proposito delle previsioni OMS, come si spiega questo trend in crescita?

Si spiega con l’aumento generalizzato della vita media, che comporta di conseguenza un aumento del rischio depressivo per la popolazione in generale. I problemi principali nel caso della depressione sono due: o non vengono diagnosticate, o lo sono ma in maniera inadeguata. Se poi si supera la barriera della mancata diagnosi, c’è un trattamento inefficace, e comunque esiste una difficoltà a fare la diagnostica differenziata sui diversi tipi di depressione. Molte terapie, infine, sono interrotte prima di quella che i medici chiamano “remissione”, ovvero la forma di restitutio ad integrum delle funzionalità del sistema nervoso del paziente. Tutti questi fattori combinati insieme spiegano questo trend in crescita.

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