La filariosi nei cani, come si trasmette e come si cura

Con il termine filariosi del cane si intende una malattia parassitaria molto pericolosa per il nostro amico a foto filariaquattro zampe . La filariosi è causata dalla filaria, un parassita simile ad un verme che attacca principalmente i polmoni e il cuore. Si tratta di una patologia molto grave che può portare alla morte del cane se non viene scoperta e curata in tempo con un trattamento efficace. La filaria non è il solo parassita che può danneggiare la salute del cane.

Cause della filariosi del cane Il parassita della filaria viene trasmesso al cane attraverso il morso della zanzara. La filaria non viene trasmessa direttamente da cane a cane, ma attraverso un vettore. In pratica la zanzara succhiando il sangue di un cane infetto succhia anche le larve del verme presenti nel sangue. Quando poi la stessa zanzare punge un altro cane sano, inietta nel suo sangue le larve contagiandolo con la filariosi.

Le larve, una volta diventate adulte, si trasformeranno in vermi e dopo circa 120 giorni migreranno verso i polmoni e il cuore. I vermi adulti, poi, si riproducono generando altre larve che andranno a infestare il sangue del cane senza però schiudersi. Queste larve resteranno in attesa che una zanzara pungendo il cane le prelevi e le trasporti nell’organismo di un altro cane (l’ospite definitivo) facendo ripartire il ciclo. I vermi adulti stazionano nel cuore e nei polmoni e possono arrivare anche a raggiungere i 30 centimetri di lunghezza.

Sintomi della filariosi dei cani La filariosi  è una malattia molto pericolosa per il cane. Per molto tempo si presenta priva di sintomi e quindi difficile da diagnosticare. Comincia a presentare i primi sintomi solo dopo che il parassita è migrato nel cuore e nei polmoni.

A quel punto i sintomi più evidenti sono: – difficoltà a respirare e nei casi più gravi, vere e proprie crisi respiratorie. – Inappetenza e dimagrimento eccessivo, – problemi al cuore con insufficienza cardiaca, – tosse, – edema polmonare, – astenia   – e nei casi più gravi collasso cardio-circolatorio.

La filariosi nel cane è una patologia grave e non va assolutamente sottovalutata; è curabile ma si deve prestare molta attenzione ai sintomi. Per testare la presenza della filaria l’unico mezzo è l’esame del sangue, da effettuare velocemente dal proprio veterinario. Ma vista la particolarità della malattia e la tempistica di incubazione, è utile ripeterlo ogni anno.

La filariosi cardiopolmonare nel cane si manifesta generalmente in modo molto subdolo e non sempre i segni clinici sono facilmente visibili; come esposto nel paragrafo precedente, infatti, prima che i parassiti si insedino nel cuore e nelle arterie polmonari dell’animale (punto 4 del ciclo qui sotto esposto), passeranno circa quattro mesi; passerà poi ancora del tempo prima che i parassiti raggiungano una quantità tale da causare una sintomatologia evidente. A seconda dei casi quindi, prima di renderci conto dell’infestazione, possono passare molti mesi.

La sintomatologia della filariosi del cane viene suddivisa solitamente in quattro classi sintomatiche. Di seguito una breve esposizione di ognuna di esse.

 

Classe 1 (filariosi in forma subclinica o lieve) – Non si notano nell’animale segni che possano far pensare alla presenza della malattia. Un eventuale esame di laboratorio che ricercasse gli antigeni della filaria risulterebbe però positivo. In definitiva, il cane è ammalato, ma il numero di parassiti presente non è sufficiente a provocare sintomi di alcun genere. In classe 1 la prognosi è favorevole.

Classe 2 (filariosi in forma moderata) – I parassiti sono cresciuti in numero e dimensioni tali da causare nel cane vari sintomi tra i quali affaticamento, difficoltà nel respirare sotto sforzo, soffio cardiaco e calo ponderale. In classe 2 la prognosi è favorevole con riserva.

Classe 3 (filariosi in forma grave) – Le filarie hanno raggiunto ormai numero e dimensioni tali da provocare varie lesioni all’organo cardiaco e alle arterie dei polmoni; ne consegue un aspetto del cane visibilmente provato; oltre al calo di peso si hanno dispnea, incremento della frequenza respiratoria (tachipnea), tosse, eritrocitopenia (riduzione del numero dei globuli rossi), incremento del volume addominale, insufficienza cardiaca destra, perdite di sangue dal naso (epistassi), formazione di tromboemboli e alterazione della funzionalità polmonare. In classe 3 la prognosi è riservata.

Classe 4 (sindrome della vena cava, SVC) – Il numero e le dimensioni dei parassiti sono talmente elevati che ormai risultano occupate non solo la parte destra del cuore e le arterie polmonari, ma anche la vena cava la cui ostruzione pone in gravissimo pericolo di vita l’animale. In classe 4 la prognosi è molto riservata.

Cura

La filaria può essere curata ma la terapia è lunga e complessa, il dosaggio dei medicinali è affidato alle capacità del veterinario che dovrà utilizzarli in base al singolo soggetto interessato. Solitamente la profilassi preventiva è la soluzione migliore per impedire diffusione e contagio, ed è caratterizzata da punture annuali, oppure fialette da versare sul pelo come gli spot on, ma anche le più diffuse tavolette e pastiglie da prescrivere per contrastare il periodo di maggiore rischio. Se non curata o affrontata nel modo giusto la filaria diventa cronica e può condurre il cane alla morte.

I farmaci a disposizione sono:

  • la Milbemicina ossima (INTERCEPTOR®FLAVOR; MILBEMAX®CANI) data ogni 30 giorni pervia orale , cominciando entro 1 mese dalla comparsa delle zanzare e terminando con l’ultima compressa entro 30 giorni dalla loro scomparsa;
  • la Selamectina (STRONGHOLD), applicata mensilmente, in soluzione spot on, sulla cute alla base del collo, con prima applicazione entro un mese dalla comparsa delle zanzare e l’ultima entro 1 mese dalla loro scomparsa;
  • la Moxidectina, che si può trovare:

in soluzione spot on (ADVOCATE®), da applicare almeno un mese prima della prevista comparsa delle zanzare, poi mensilmente fino a 30 giorni dalla scomparsa degli insetti;

sotto forma di compresse orali (GUARDIAN®), che si iniziano a dare entro un mese dalla comparsa degli ospiti intermedi (zanzare), e si continua, con cadenza mensile, fino al mese successivo la scomparsa delle stesse;

in soluzione iniettabile (GUARDIAN®SR), che, una volta iniettato per via sottocutanea, entro 30 giorni dalla comparsa delle zanzare, ha un’efficacia che dura per tutta la stagione di rischio della Filaria;

  • l’Ivermectina (CARDOTEK-30®; CARDOTEK-30®PLUS), sotto forma di tavolette masticabili, si comincia a somministrare, ogni 30 giorni, entro un mese dalla prima esposizione alle zanzare, per terminare con l’ultima dose entro un mese dall’ultima esposizione.

 

Filaria nel gatto

Generalmente, la filariosi cardiopolmonare colpisce i gatti con una prevalenza del 20% in meno rispetto ai cani. Inoltre, i gatti infestati dalla Filaria presentano un minor numero di parassiti adulti rispetto a quelli che si trovano invece nei cani. Ciò si verifica perché, nella specie felina, i parassiti, oltre ad avere un tempo di maturazione più lungo (diventano adulti riproduttori all’8°-9° mese, rispetto al 6° nel cane), hanno un minor numero di larve infettanti (L3) che raggiunge la maturità sessuale ed infine perché la loro vita media nell’ospite definitivo è di breve durata, fino ad un massimo di 24-30 mesi. Anche se la presenza di un solo parassita adulto nel cuore di gatti infestati dalla Filaria, può causare la morte dell’animale, se ne riscontrano generalmente dai 2 ai 5. I sintomi clinici, solitamente riscontrati in gatti parassitati dalla Filaria, sono di tipo respiratorio, come tosse e/o dispnea (difficoltà a respirare). In aggiunta, possono comparire vomito, anoressia (mancanza d’appetito), letargia (stato di sonno continuo), tachicardia (aumento del ritmo cardiaco), con anche – seppur raramente – morte improvvisa (si ritiene dovuta a tromboembolismo e insufficienza respiratoria grave). Il trattamento preventivo, per evitare che il gatto sviluppi gli adulti della Filaria, solitamente non è necessario, in quanto:

– la carica parassitaria in questa specie è bassa;

– il felino non rappresenta un ospite significativo per la trasmissione del parassita ad altri animali;

le microfilarie (L3) che potrebbero raggiungere la maturità sessuale sono in numero ridotto;

esiste una buona possibilità che, un gatto ammalato, possa raggiungere spontaneamente una guarigione, dovuta alla breve durata della vita del parassita.

Ciononostante, è possibile che si verifichino casi di decessi dovuti all’infestazione da Filaria nel gatto. Per tale motivo, in Italia, sono disponibili prodotti da impiegare per la prevenzione della filariosi cardiopolmonare del gatto, come l’Ivermectina sotto forma di compresse (CARDOTEK-30 FX®), la Selamectina in spot on (STONGHOLD), la Milbemicina in compresse (MILBEMAX®GATTI). Questi prodotti, sono somministrati con le stesse cadenze tempistiche di quelli elencati per la prevenzione della filaria nel cane .

 

 

 

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