Estate, anziani a rischio disidratazione

foto anziani

Con l’arrivo del grande caldo, il rischio maggiore che corrono gli italiani, soprattutto le categorie più a rischio come anziani, donne e bambini, è quello della disidratazione e di riflesso: spossatezza, crampi muscolari e, in casi estremi, collassi cardiocircolatori. La disidratazione si ha quando c’è un’introduzione di acqua, tramite liquidi e cibi, inadeguata rispetto ai fabbisogni dell’organismo. Tale condizione può avvenire per una carente introduzione di alimenti e bevande o per una perdita di liquidi aumentata (per esempio in caso di diarrea o vomito o quando si suda perché fa molto caldo). L’anziano a causa di una serie di cambiamenti fisiologici che si verificano con l’avanzare dell’età ha un alto rischio  di disidratazione con conseguenze gravi per la salute. Si è visto infatti che negli anziani disidratati aumenta il rischio di morte. Si vogliono qui fornire indicazioni ai cittadini sull’importanza di una buona idratazione e sulla prevenzione della disidratazione. In particolare si cercherà di rispondere ai seguenti quesiti:

1.  perché è importante bere molti liquidi ? 2. quanti liquidi bisogna bere al giorno per stare bene?  3. perché gli anziani hanno un rischio di disidratazione più alto?  4. come si previene la disidratazione ? 5. quali accorgimenti è bene adottare durante la stagione calda per ridurre il rischio di disidratazione ? 6. quali segni devono far sospettare una disidratazione?

Perché è importante bere molti liquidi?

E’ necessario bere e assumere liquidi con l’alimentazione perché l’acqua interviene nello svolgimento di tutti i processi fisiologici e in tutte le reazioni biochimiche del nostro corpo: agisce da solvente per la maggior parte dei nutrienti (minerali, vitamine idrosolubili, aminoacidi, zucchero), interviene attivamente nei processi di digestione, assorbimento, trasporto, utilizzo di nutrienti, oltre che per l’eliminazione delle scorie metaboliche. L’acqua è anche fondamentale per la regolazione della temperatura corporea, mantiene compatta la pelle e le mucose, agisce come ammortizzatore e lubrificante nelle articolazioni. Nel corso della giornata l’organismo perde notevoli quantità di acqua con le urine, le feci, con la respirazione e la traspirazione della cute. Per star bene è importante mantenere un corretto bilancio idrico cioè bisogna far sì che la quantità di acqua che si perde (con urine, feci e sudorazione) sia integrata con una pari quantità di liquidi assunti. Quando il bilancio idrico non viene mantenuto in equilibrio o perché si ha uno scarso apporto di liquidi o perché si ha un aumento della perdita di liquidi, si va incontro a disidratazione con conseguenze gravi per la salute (alterata capacità di regolare la temperatura corporea, affaticamento cardiaco, disturbi gastrointestinali).

Quanti liquidi bisogna bere al giorno per stare bene?

Ogni giorno bisognerebbe assumere circa un litro e mezzo di liquidi con le bevande (circa 8 bicchieri di acqua al giorno) e il resto con gli alimenti. Occorre però precisare che il contenuto di acqua degli alimenti è estremamente variabile: frutta, ortaggi, verdura e latte sono costituiti per oltre l’85% da acqua; carne, pesce, uova, formaggi freschi ne contengono il 50-80%; pane e pizza sono costituiti per il 20-40% da acqua; pasta e riso cotti ne contengono il 60-65%. Infine, biscotti, fette biscottate, grissini e frutta secca ne contengono meno del 10%. Sono pochi gli alimenti caratterizzati dalla pressoché totale assenza di acqua (olio, zucchero). In condizioni particolari, per esempio durante la stagione calda o in caso di febbre, vomito o diarrea, tali quantità vanno aumentate fino a raddoppiarle.

Perché gli anziani hanno un rischio di disidratazione più alto?

Le persone anziane sono particolarmente suscettibili a causa di alcuni cambiamenti dovuti all’età. In particolare nell’anziano il meccanismo ormonale che interviene per contrastare la disidratazione (liberazione di ormone antidiuretico) è insufficiente. Inoltre l’anziano ha una scarsa sensazione della sete. Le cause di questo non sono note, ma l’effetto è che l’anziano se non stimolato difficilmente beve. Questi cambiamenti, più pronunciati nei soggetti con demenza, rendono i soggetti anziani più sensibili al rischio di disidratazione. Inoltre concorrono molti altri fattori spesso correlati all’età. Per esempio la mancanza di autonomia e/o la scarsa mobilità fanno sì che l’anziano non riesca a prendere da bere da solo ma abbia bisogno di dipendere da chi lo assiste. Gli studi hanno dimostrato che le persone parzialmente dipendenti sono quelle più a rischio di disidratazione perché chi assiste crede che la persona sia autonoma ma in realtà non riesce a gestirsi completamente da sola. In questi casi è molto importante che chi assiste conosca il rischio e intervenga per prevenire la disidratazione.

Come si previene la disidratazione? Per prevenire la disidratazione occorre innanzitutto riconoscere gli anziani a rischio. Se sono in grado di capire, bisogna spiegare loro l’importanza di una buona idratazione. Bisognerebbe poi stimolarli ad aumentare l’assunzione di liquidi utilizzando eventualmente alcune strategie. Per esempio conviene:

  • offrire da bere più volte nel corso della giornata, suddividendo i bicchieri di acqua, durante e lontano dai pasti, e utilizzando alcuni momenti come per esempio la merenda per proporre altri liquidi (il tè o un succo di frutta);
  • assecondare i gusti dell’anziano offrendogli non solo acqua ma anche bevande a lui gradite (se non ci sono patologie che ne sconsigliano la somministrazione);
  • stabilire insieme al soggetto alcuni obiettivi della giornata (relativi alla quantità di liquidi da bere, per esempio 8 bicchieri di acqua al giorno) e poi verificare di aver raggiunto tali obiettivi;
  • somministrare da bere quando la persona prende un farmaco, per incentivarla a bere di più.

Quali accorgimenti è bene adottare durante la stagione calda per ridurre il rischio di disidratazione?

Il rischio di disidratazione è particolarmente alto durante la stagione calda perché aumenta la sudorazione e quindi la perdita di liquidi. In estate è ancora più importante bere a sufficienza e consumare alimenti leggeri ricchi di acqua come frutta e verdura. Se normalmente è sufficiente bere un litro e mezzo di acqua al giorno, in questo periodo dell’anno bisognerebbe bere almeno 2 litri di acqua al giorno e consumare molta frutta e verdura. L’unica eccezione è rappresentata dalle persone che soffrono di epilessia o malattie del cuore, rene o fegato, o che hanno problemi di ritenzione idrica. In questi casi è necessario consultare il medico prima di aumentare la quantità di liquidi introdotti. Inoltre per ridurre il rischio di disidratazione occorre vestirsi con abiti leggeri, preferendo tessuti in cotone, lino o fibre naturali. Se l’anziano è obbligato a letto occorre controllare che non sia coperto troppo. Inoltre è preferibile evitare di uscire nella fascia oraria compresa tra le 12.00 e le 18.00 e quando si esce bisogna utilizzare un copricapo leggero in colore chiaro per proteggersi dal sole.

Quali segni devono far sospettare una disidratazione?

Il primo segno della disidratazione è la secchezza della bocca poi, man mano che lo stato di disidratazione aumenta, sia la pelle sia le mucose comprese quelle dell’occhio diventano secche e asciutte. Compaiono senso di affaticamento, mal di testa, arrossamento della pelle, crampi muscolari e perdita dell’appetito. Nei casi più gravi si possono avere vertigini, nausea, vomito tachicardia, sdoppiamento della visione, perdita della capacità di concentrazione, di attenzione, fino al rischio di coma nei casi gravi. Premesso che se si sospetta uno stato di disidratazione in un anziano occorre rivolgersi immediatamente al medico, va detto tuttavia che alla comparsa dei primi segni è bene somministrare liquidi per bocca.

Uno studio per stabilire dei valori alimentari di riferimento in relazione all’acqua da assumere condotto dall’Efsa, European Food Safety Authority, ha spiegato quanta acqua e’ opportuno che assumano le persone in relazione all’eta’ e quindi alle condizioni psicofisiche del nostro organismo. Dallo studio emerge che:

Neonati

0-6 mesi: 680 ml/giorno o 100-190 ml/kg/giorno. Da latte materno.

6-12 mesi: 0.8-1.0 l/giorno. Da latte materno e alimenti e bevande complementari.

1-2 anni: 1.1-1.2 l/giorno

Bambini

2-3 anni: 1.3 l/giorno

4-8 anni: 1.6 l/giorno

Adolescenti

9-13 anni (Maschi): 2.1 l/giorno

9-13 anni (Femmine): 1.9 l/giorno

14-18 anni (Maschi): 2.5 l/giorno

14-18 anni (Femmine): 2.0 l/giorno

Adulti

19-70 anni (Maschi): 2.5 l/giorno

19-70 anni (Femmine): 2.0 l/giorno

Casi speciali

Donne in  gravidanza: 2.3 l/giorno

Donne in allattamento: 2.7 l/giorno

Anziani oltre 70 anni : 1.5- 2.o l/giorno

 

 

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