Bere acqua per combattere il grande caldo

foto bere acquaL’acqua è fondamentale per l’organismo umano sempre, ma con il caldo che aumenta diventa ancora più importante idratare il nostro corpo nella maniera giusta. Anche perché con il sole che batte si corrono rischi seri che vanno da affaticamento e complicazioni digestive per gli anziani ai colpi di calore per gli sportivi inesperti e alla perdita di concentrazione e di attenzione per i bambini. Gli esperti da sempre danno consigli utili che partono dal consumare in media 1,5 litri d’acqua al giorno e mangiare molta frutta e verdura.

Gli esperti sulla rivista online “In a Bottle”, hanno illustrato in che modo ogni categoria deve bere in relazione all’età e alle condizioni psicofisiche. Secondo il pediatra Giuseppe Felice essendo “più delicato il rapporto tra acqua ed elettroliti diventa una condizione importantissima per il benessere psicofisico fornire ai bimbi la giusta combinazione di acqua e sali minerali. Un consiglio preciso va ai bimbi tra i sei e gli undici anni, che dovrebbero bere all’incirca 2 litri d’acqua al giorno”.

I sintomi della disidratazione nelle persone anziane sono molti: senso di affaticamento, mal di testa e perdita della capacità di concentrazione, arrossamento della pelle, nausea, vomito e perdita dell’appetito, costipazione e complicazioni digestive. Per loro Giuseppe Paolisso, preside della Facoltà di medicina e chirurgia della Seconda Università degli studi di Napoli e presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria, consiglia: “Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno e nei periodi particolarmente caldi si può anche arrivare a 3 litri al giorno. Consigliato anche l’utilizzo di molta frutta e verdura che permette di reintegrare i sali minerali”.

Non mancano i suggerimenti per chi, avendo più tempo libero, si improvvisa sportivo e può andare incontro a un colpo di calore. Per evitarlo Francesco Picelli Fiore, personal trainer, consiglia: “Il corpo quando esegue uno sforzo o fa attività fisica si surriscalda e l’acqua, oltre a refrigerare l’organismo, reintegra quella persa durante gli sforzi, garantendo la corretta idratazione di tutto il corpo”.

In questo periodo a soffrire sono anche le tante donne in gravidanza, dal momento che il loro arriva a contenere fino a 6 litri di acqua a causa dell’aumento del sangue necessario al formarsi della nuova vita. Mira Aubuchon, assistente del dipartimento di ostetricia e ginecologia al Missouri center for reproductive medicine and fertility, sempre sulla rivista online “In a Bottle”, consiglia: “Bere acqua durante la gravidanza aiuta a mantenere costante la temperatura corporea favorendo un costante raffreddamento del corpo. Mantenendo il corpo in uno stato di idratazione costante si contribuisce a ridurre notevolmente il mal di testa tipico della gravidanza”.

Altri consigli utili per combattere il caldo

L’estate si è fatta attendere, ma sembra essere arrivata di colpo , calda e afosa al punto giusto da far venire il desiderio di passare la giornata attaccati al ventilatore, soluzione poco praticabile, ma soprattutto non del tutto salutare. Combattere i 35 gradi all’ombra senza farsi ulteriormente più male è possibile, basta seguire qualche semplice consiglio:

1) Proteggersi anche quando si è al chiuso rinfrescando l’ambiente domestico o gli uffici chiudendo le finestre esposte al sole con tapparelle, tapparelle, persiane, tende di colore non troppo scuro (ricordate che il nero attira maggiormente i raggi solari), etc. Aprire invece le finestre nelle ore più fresche (la sera e la mattina presto), stando attenti a difendersi da zanzare ed insetti vari.

2) Evitare di uscire di casa nelle ore più calde della giornata :  è sconsigliato uscire nella fascia oraria che va dalle ore 11.00 alle 18.00. Se è impossibile farne a meno, è bene proteggere la testa dal sole per evitare colpi di calore utilizzando un cappello o bagnandosi ripetutamente il caldo. Indossare sempre gli occhiali da sole per proteggere gli occhi e, soprattutto se si ha una pelle molto chiara, schermarla con creme solari protettive.

3) Indossare un abbigliamento chiaro e leggero preferendo tessuti naturali come il cotone o lino, ed evitando assolutamente materiali sintetici come lycra o poliammide che non lasciano traspirare la cute provocando fastidiose irritazioni;

4) Provare ad abbassare la temperatura corporea attraverso bagni e docce con acqua non gelata, umidificandosi il viso e gli arti.

5) Nelle ore più calde della giornata evitare di praticare all’aperto attività fisica intensa o lavori pesanti.

6) Fare attenzione quando si utilizza la macchina. Se si entra in un’auto parcheggiata al sole, non mettersi immediatamente in cammino, ma aprire gli sportelli ed eventualmente attivare il climatizzatore per qualche minuto. Prestare attenzione nel sistemare i bambini sui seggiolini di sicurezza, verificare che non siano surriscaldati e quando si parcheggia non lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone o animali nell’abitacolo.

7) Conservare correttamente i farmaci. Leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci e conservare tutti i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. Conservare in frigorifero i farmaci per i quali è prevista una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30°C.

8) Se si vive con persone più a rischio come gli anziani, bambini, fare attenzione a difenderli da sbalzi di temperatura dovuti all’utilizzo dell’aria condizionata, a colpi di calore dovuti all’utilizzo particolare di farmaci o alla loro impossibilità di spostarsi in autonomia da luoghi esposti al sole. Ove possibile, aiutarli a svolgere alcune piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmacia etc. Segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento, come persone che vivono in situazioni di grave indigenza o di pericolo per la salute (es. i senza tetto in condizioni di grave bisogno).

10) Se si hanno problemi di salute e si è sotto terapia farmacologica, fare attenzione a segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che sopraggiunga ed aumentare la ciclicità degli appuntamenti per analisi cliniche di qualsiasi genere.

 

 

 

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