Reali controindicazioni all’allattamento

allattamentoSpesso erroneamente, in diversi casi, si consiglia di non allattare, ma quando è veramente controindicato?

Esistono alcune patologie materne o del bambino che rendono controindicato l’allattamento al seno, ma sono meno di quante si creda.

Le controindicazioni reali all’allattamento al seno possono quindi dipendere da:

  • salute della mamma

  • malattie del bambino

  • uso di alcuni farmaci

Le patologie materne non compatibili con l’allattamento al seno sono:

  • infezione da virus dell’AIDS (l’OMS dà indicazioni diverse nei paesi in via di sviluppo dove viene considerato che il passaggio del virus dell’HIV attraverso il latte è un rischio meno probabile rispetto al rischio di contrarre infezioni a causa dell’uso di acqua contaminata per preparare il latte artificiale)

  • malattie severamente debilitanti come sepsi, nefrite cronica, tifo o tubercolosi in fase attiva

  • psicosi post parto (da non confondere con la depressione post parto che invece può essere evitata o sconfitta grazie all’allattamento)

  • infezione bilaterale al capezzolo da herpes simplex ( l’allattamento va evitato fino alla guarigione, nel frattempo ci si può tirare il latte onde evitare che diminuisca la produzione)

Le patologie del bambino a causa delle quali non si può allattarlo sono rare:

  • galattosemia (difetto nel metabolismo del galattosio presente nel lattosio, lo zucchero del latte)

  • fenilchetonuria ( malattia del metabolismo di un aminoacido, la fenilalanina)

  • malattia delle urine a sciroppo d’acero( malattia del metabolismo degli aminoacidi a catena ramificata ossia leucina, isoleucina e valina)

I farmaci la cui assunzione rappresenta controindicazione all’allattamento sono:

  • antitumorali come ciclofosfamide, ciclosporina, doxorubicina e metotrexate

  • sostanze radioattive per la radiodiagnostica (si deve sospendere l’allattamento per la loro durata d’azione e ci si può tirare il latte per mantenere la produzione)

  • cloramfenicolo( anche se i livelli nel latte sono molto bassi c’è il rischio di aplasia midollare)

  • antitiroidei (escluso il tiouracile)

Per altri farmaci la controindicazione non è assoluta, ma i seri effetti collaterali fanno propendere per la sospensione dell’allattamento al seno:

  • ergotamina

  • sostanze stupefacenti

  • litio

  • metimazolo

  • amiodarone

  • aiprofloxacina, tetracicline e sulfamidici( in particolare se il neonato è pretermine, ha l’ittero o un deficit dell’enzima G-6-PD)

Spesso si pensa che esistano molte altre controindicazioni all’allattamento materno, ma queste sono false controindicazioni. Si può allattare se si è positive all’antigene dell’epatite B a patto che il neonato abbia ricevuto le immunoglobuline specifiche e sia stato vaccinato dopo il parto, se si ha l’epatite C, se si hanno malattie lievi. Non si deve interrompere l’allattamento se il neonato presenta ittero da latte materno, se la mamma ha nuovamente le mestruazioni perchè non è vero che il latte non è più nutriente. Nemmeno le anestesie locali o generali danno problemi e se la mamma è nuovamente incinta può continuare l’allattamento a meno di una storia di aborti spontanei. Il latte in questo caso tenderà a diminuire intorno al quinto mese di gravidanza e si ritrasformerà in colostro subito dopo il parto. La miopia e l’ipotiroidismo materni non sono reali controindicazioni all’allattamento e non vengono peggiorati da questo.

CONSIGLI

Prima di rinunciare o di abbandonare l’allattamento al seno è bene informarsi a fondo su quali siano le vere controindicazioni e nel caso sia necessario sospendere l’allattamento ci si può rivolgere a consulenti dell’allattamento per avere indicazioni su come mantenere la produzione di latte.

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