Uso dei farmaci in gravidanza e nei bambini

In questi giorni sono state lanciate dall’AIFA(Agenzia Italiana del farmaco) due campagne di informazione e comunicazione legate ad altrettanti progetti scientifici riguardanti i temi di “farmaci e gravidanza” e “farmaci e pediatria”.

Le campagne hanno come obiettivo quello di rendere più consapevole l’uso dei farmaci in gravidanza e nei bambini. Gli studi hanno analizzato il rapporto rischio-beneficio dei farmaci utilizzati in diverse patologie ricorrenti ed intercorrenti in gravidanza. Questo per raccomandare alle future mamme di assumere consapevolmente farmaci in gravidanza se necessario, piuttosto che farne a meno, sempre sotto diretto controllo medico. Infatti è importante che la donna in gravidanza stia bene per il corretto sviluppo del nascituro. Spesso le future mamme pensano che tutti i farmaci siano responsabili di malformazioni fetali, ma non è così, ci sono farmaci sicuri, altri che danno problemi solo in determinati momenti della gravidanza ecc… Spesso la mancanza di cure adatte è dannosa per il feto, quindi è utile un uso responsabile dei farmaci, sotto controllo medico. Per questo il progetto prevede che siano consultabili online sul sito “www.farmaciegravidanza.gov.it” 70 schede riguardanti le varie patologie sia croniche che insorte in gravidanza, con le ultime revisioni di oltre 270 principi attivi con il profilo rischio-beneficio più favorevole. Sono riportati i principi attivi in base al minor rischio di danni al feto anche in relazione al trimestre di gravidanza. La campagna “farmaci e pediatria” vuole invece sensibilizzare sia gli operatori che i cittadini sul rischio dell’uso dei farmaci nei bambini, i bambini non sono piccoli adulti ed il loro organismo metabolizza ed assorbe i farmaci in modo diverso a seconda dell’età. Il 50% dei farmaci usati nei bambini non è stato appositamente studiato per loro e non basta aggiustare la dose in base al peso per renderli sicuri. E’ importantissimo quindi attenersi alla prescrizione medica, non utilizzare farmaci dati ai fratelli più grandi o agli adulti e sapere che molti farmaci sono sconsigliati sotto i 12 anni di età.

FARMACI IN GRAVIDANZA

Bisogna tenere presente che il rischio generico di anomalie congenite nella popolazione generale è del 2,5-3% per ogni prodotto del concepimento e che il 10-20% delle gravidanze terminano con aborto spontaneo indipendentemente dalle possibili patologie della donna e dai possibili trattamenti utilizzati. Gli effetti teratogeni, ossia dannosi per il prodotto del concepimento, di farmaci e sostanze tossiche dipendono da diversi fattori:

  • periodo della gravidanza durante il quale si è esposti

  • durata e dosaggio del trattamento

  • capacità del farmaco di attraversare la barriera placentare

  • fattori genetici di madre e feto

    Il periodo della gravidanza in cui si è esposte a farmaci o sostanze dannose è molto importante per valutare i possibili danni sul bambino in formazione. Se l’esposizione avviene dal concepimento fino a 17 giorni dall’ultima mestruazione, siccome le cellule dell’embrione non ancora impiantato, sono totipotenti, una sostanza dannosa avrà l’effetto “tutto o nulla” ossia se danneggerà tutte le cellule si avrà aborto, se solo alcune saranno danneggiate le altre le sostituiranno senza futuri problemi. Se invece si è esposte dal diciottesimo giorno alla fine del primo trimestre di gravidanza si potranno avere malformazioni agli organi, in questo periodo infatti c’è la formazione degli organi, e il danno riguarderà gli organi che si stanno formando nella settimana in cui si è state esposte al farmaco. Dopo il primo trimestre gli organi sono formati quindi un’esposizione a sostanze tossiche porterà non a malformazioni, ma a deformazioni o ad alterazioni funzionali degli organi stessi. Nel secondo trimestre il sistema nervoso è a rischio.

    Moltissimi farmaci attraversano la placenta che non è come si pensava un tempo una barriera insormontabile, quindi il feto viene a contatto con tali sostanze e può subire danni.

    Naturalmente l’esposizione cronica o ad alte dosi di farmaco è più pericolosa di un’esposizione occasionale o a dosi basse.

Premesso ciò è fondamentale per chi ha patologie croniche programmare la gravidanza in modo da valutare con il medico i farmaci adatti per la patologia, ma meno rischiosi per il feto, tenendo presente che la patologia non trattata è essa stessa possibile causa di danno e che in molti casi dosaggi e modalità di assunzione possono variare durante la gravidanza. Per esempio nel diabete il fabbisogno di insulina può aumentare, nelle donne asmatiche l’asma può riacutizzarsi, l’artrite reumatoide ed altre patologie autoimmuni possono invece migliorare in gravidanza.

Se invece la patologia insorge in gravidanza, magari non è nulla di grave, ma non per questo è da trascurare. Per esempio la febbre va abbassata perchè una temperatura troppo elevata fa male al feto, la nausea ed il vomito minano il benessere della mamma e a volte possono ridurre la crescita del piccolo. In questi casi basta rivolgersi al medico per trovare un farmaco adatto e sicuro.

I farmaci si dividono in:

  • farmaci con sicuro effetto teratogeno(dannoso per il bambino)

  • farmaci con probabile effetto teratogeno

  • farmaci con probabile effetto tossico, ma non malformativo

Sono sicuramente teratogeni gli androgeni, i progestinici derivati dal nortestosterone ed il danazolo che provocano mascolinizzazione dei feti femminili. Ma queste sostanze non trovano applicazione in gravidanza.

La vitamina A ad alte dosi ed i suoi derivati provocano malformazioni fetali per cui vanno evitati. Sono farmaci utilizzati per l’acne.

Alcuni farmaci citostatici come metotrexate ed aminopterina, analoghi della purina e della pirimidina ed agenti alchilanti sono embriotossici, actinomicina D, adriamicina, colchicina, podofillina e vincristina sono embriotossici e possono avere effetto abortivo.

Va ricordato anche il talidomide un farmaco ipnotico-sedativo usato negli anni sessanta, anche come antinausea, che causò numerosi aborti ed altrettante malformazioni come la focomelia.(oggi è usato solo in certe forme di lebbra).

Altri farmaci sono probabilmente teratogeni anche se in molti casi lo è la stessa patologia materna.

Il dietilbestrolo un estrogeno di sintesi non steroideo, in passato utilizzato per prevenire aborto e parto pretermine causa anomalie dell’apparato urogenitale. Questo farmaco non è più utilizzato in gravidanza ma potrebbe essere presente nella carne.

Gli estrogeni ed i progestinici delle pillole anticoncezionali, possono dare una sindrome malformativa se assunti nei primi giorni della gravidanza, per cui in caso di ritardo del flusso mestruale è importante escludere la gravidanza prima di assumerli.

I corticosteroidi possono portare, se usati per lungo periodo, a ritardo della crescita fetale ed interferenza nello sviluppo del sistema immunitario, per questo meglio utilizzare idrocortisone, prednisone e prednisolone che attraversano la placenta in minore quantità. Quelli per via inalatoria non danno problemi. Anche i broncodilatatori utili nell’asma non danno problemi.

Solo alcuni antiepilettici sono tossici per il feto per cui il medico provvederà a scegliere quelli con minori rischi. La difenilidantoina può causare diversi problemi, l’acido valproico ed il trimetadione hanno effetto malformativo. Inoltre possono portare a sindromi emorragiche per interferenza con la vitamina K per cui è utile somministrare alla madre prima del parto e al neonato la vitamina K.

L’alcool etilico causa, se assunto in alte dosi, la sindrome malformativa fetale, ritardo di crescita intrauterina e sindrome da astinenza post natale, per ciò la futura mamma deve evitare gli alcolici.

Altri farmaci pur non essendo causa di malformazioni, sono tossici per il feto. Le benzodiazepine ed i barbiturici farmaci ipnotico-sedativi non sono teratogeni ma alte dosi, in prossimità del parto, possono causare una sindrome depressiva del neonato con letargia, apnea ed ipotermia. Gli antidepressivi triciclici ed inibitori delle monoamino-ossidasi sono sconsigliati in gravidanza anche se non sembrano teratogeni, esistono altri antidepressivi che non creano problemi, mentre i sali di litio nel primo trimestre possono causare malformazioni.

Tra i farmaci antipertensivi non vanno usati in gravidanza i beta-bloccanti perchè causano ridotta perfusione placentare con sofferenza fetale, nemmeno gli ACE-inibitori sono consigliati, si usano senza problemi alfa-metildopa, labetololo, clonidina e nifedipina.

Tra i diuretici non sono utilizzati i tiazidici per rischio di ipokaliemia e la furosemide è da limitare a somministrazioni occasionali per il rischio di squilibri elettrolitici fetali.

Gli antibiotici sono sicuri in genere, sono da evitare le tetracicline per possibile colorazione anomala dei denti decidui e problemi nella crescita delle ossa lunghe ed il cloramfenicolo per il rischio di aplasia midollare.

Gli antimicotici per uso locale non danno problemi mentre la griseofulvina non va data nel primo trimestre per rischio abortivo e malformativo.

I chinolonici sono sconsigliati perchè potrebbero dare problemi nel superavvolgimento del DNA e l’acyclovir va evitato nel primo trimestre.

I vaccini con virus uccisi(antinfluenzale, anticolera) e le anatossine(antitetanica) possono essere somministrati senza problema in gravidanza, mentre vanno evitati quelli con virus vivi attenuati o l’antitifo che pur avendo virus uccisi può causare febbre elevata con rischio di aborto o parto pretermine. Si evita anche la vaccinazione per la rosolia anche se il vaccino somministrato accidentalmente non ha causato problemi al feto. Importante vaccinarsi, prima di programmare una gravidanza, contro la rosolia e la varicella se non si sono mai contratte.

Come anticoagulante va bene l’eparina mentre i dicumarolici vanno evitati nel primo trimestre perchè possono dare malformazioni e in prossimità del parto perchè causa di emorragie

L’insulina non supera la placenta per cui si usa in caso di diabete, mentre gli ipoglicemizzanti orali non permettendo un buon controllo della glicemia vanno evitati, il diabete in sé è una condizione teratogena.

La terapia per l’ipertiroidismo con uso di dosi fino a 300 mg al giorno di propiltiouracile e fino a 30 mg al giorno di metimazolo non sono fetotossiche.

Come antiemetico la metoclopramide si può utilizzare.

La codeina non dà problemi, meglio però evitare alte dosi prima del parto per sindrome da astinenza nel neonato.

L’acido acetilsalicilico e gli antinfiammatori non steroidei non danno problemi, si evita tuttavia l’assunzione nell’ultimo trimestre per possibile ritardo nell’avvio del travaglio e perchè potrebbero portare alla chiusura del foro di Botallo.

Gli antistaminici sono sicuri in gravidanza.

La bromocriptina non dà nessun problema anche per un uso protratto nel tempo.

Anche l’azatioprina e la ciclosporina A sostanze immunosoppressive hanno mostrato un potenziale teratogeno minimo o assente nell’uomo.

FARMACI NEI BAMBINI

Per i bambini sarebbero ben pochi i farmaci necessari, molti dei quali sono sicuri per loro.

E’ importante:

  • consultare sempre il medico prima di somministrare farmaci ai bambini

  • assicurarsi di aver ben compreso modalità e dose di somministrazione

  • usare i misurini presenti nella confezione

  • preferire le formulazioni orali rispetto a quelle in supposta perchè meglio dosabili in base al peso del bambino

  • somministrare paracetamolo solo se la febbre supera i 38,5°C e non usare paracetamolo ed ibuprofene in associazione perchè non migliora l’efficacia, ma si assommano gli effetti collaterali. Inoltre non darli per più di cinque giorni di fila e se il piccolo non migliora consultare il medico

  • somministrare antibiotici solo se necessari perchè l’infezione è batterica. Le diverse infezioni necessitano di antibiotici differenti

  • tenere i farmaci in luogo sicuro

  • segnalare sempre al medico se il bambino sta assumendo altri farmaci

CONSIGLIO

Evitiamo quindi il ‘fai da te’ nell’uso dei farmaci in ogni momento della nostra vita, ma prestiamo ancora maggiore attenzione durante la gravidanza, l’allattamento e verso i bambini.

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