La ricetta medica

ricettaQuante volte quell’individuo sorridente con il camice bianco che trovate in fondo alla farmacia in pochi secondi è diventato il vostro peggior nemico per avervi negato questo o quel medicinale che richiedeva la ricetta medica? Tralasciando i repertori per muoverci a compassione, come vigili inflessibili si deve rimandare il cliente dal medico. Il centro della questione non è il farmacista un nemico ma l’operare in un sistema legislativo studiato per tutelare la salute pubblica.
La distribuzione dei medicinali è infatti disciplinata da norme speciali che si differenziano da quelle generali sul commercio e riservano al farmacista, in farmacia, la dispensazione al pubblico.

La prescrizione medica è l’autorizzazione per il farmacista alla consegna del medicinale al paziente. Il farmacista dà efficacia giuridica alla prescrizione medica, sia essa su semplice foglio bianco, sia in regime SSN (mutua, su ricetta rossa) ha anche un significato economico e documentativo: certifica il diritto a fruire della prestazione farmaceutica e documenta la spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Non tutti i medicinali però sono soggetti a dispensazione dietro presentazione della ricetta medica; infatti distinguiamo medicinali con obbligo e altri no di ricetta: per la classificazione il legislatore valuta alcuni parametri come natura del principio attivo, contenuto nelle singole dosi e nella confezione, via di somministrazione (gli iniettabili sono sempre soggetti ad obbligo), forma farmaceutica, ed indicazioni terapeutiche. 

Ma passiamo a due casi pratici. Primo caso: i farmaci per dormire, diffusissimi soprattutto nella popolazione anziana, danno forte dipendenza, e creano grossi problemi specie per chi deve guidare come sonnolenza e rallentamento dei riflessi. Richiedono una ricetta che ha validità di 30 giorni per un massimo di 3 confezioni, dopodiché occorre nuovamente tornare dal medico, perché essendo il referente per la vostra salute sia a conoscenza dei quantitativi di medicinale che sono utilizzati dal suo paziente e li autorizzi. Secondo caso: antibiotici, spesso abusati a partire dal primo colpo di tosse, presi senza alcun criterio e senza un consulto medico, hanno favorito con gli anni la nascita di germi immuni agli antibiotici e di questo passo tra qualche anno non avremo più armi contro i batteri quando ce ne sarà realmente bisogno per aiutarci, inoltre sono tutti mutuabili ed allora perché non andare dal medico? Da citare pure gli antidolorifici e l’Aulin® su tutti avendo causato decessi per danni epatici da abuso ora è relegato alla ricetta non ripetibile (per dirla in modo semplice 1 confezione massima per ricetta anche se a pagamento). Essendo il sistema di retribuzione dei farmacisti comunque correlato solo ed esclusivamente, non senza un tono di polemica, alla sola vendita del farmaco, purtroppo sovente sentiamo e sottolineo a livello nazionale, di alcuni colleghi che pur di non perdere la vendita chiudono o vengono obbligati a chiudere un’occhio, e ci stupiamo del sig. Staffelli a Striscia la Notizia che riesce a procurarsi il Viagra senza ricetta facendo svilire la figura di un professionista del farmaco per meri motivi economici. Sappiamo che le ASL e gli Ordini fanno regolarmente dei controlli per arginare il fenomeno, ma solo con un po’ più di collaborazione da parte del cliente e un po’ di professionalità in più da parte di tutti gli elementi della filiera potremmo cancellare queste brutte abitudini, assenti quasi del tutto nel resto dell’europa continentale.
Don`t copy text!