Come risolvere i piccoli problemi dell’occhio

foto occhiLe infezioni agli occhi come blefarite, calazio, orzaiolo e dacriocistite sembrano manifestarsi con sintomi comuni, ma i trattamenti sono diversi da caso a caso. Ecco perché, fino a quando non si conosce la natura della malattia agli occhi, è meglio evitare di ricorrere a colliri e pomate che potrebbero peggiorare la situazione. Come riconoscere le diverse infezioni?

Iniziamo a parlare di blefarite, l’infiammazione con la “forfora”

E’ un’infiammazione del bordo della palpebra che si presenta con una desquamazione simile alla forfora, molto resistente alla pulizia che va ad affollare i condotti escretori delle ghiandole accessorie che sono poste lungo il bordo palpebrale. Nei casi particolarmente seri, si generano secrezioni, soprattutto nelle ore notturne, tanto che al mattino la persona può avere difficoltà ad aprire gli occhi, poiché le palpebre risultano incollate l´una all´altra. Nei casi di blefarite più acuta può esserci anche insofferenza alla luce

A cosa sono dovute le blefariti? A fattori allergici o infiammatori infettivi o, in alcuni casi, a un’alterazione del film lacrimale sia come quantità che come qualità. quindi possiamo avere una lacrima molto grassa o scarsa e dal momento che il film lacrimale vive del rapporto con le ghiandole accessorie, nel caso della blefarite questo viene alterato.

 

Cosa fare

La blefarite è una malattia piuttosto  diffusa, che ha la tendenza a cronicizzare:

a periodi con sintomi lievi ne seguono altri con manifestazioni più serie. Non esiste una cura definitiva ma i sintomi si possono combattere con la

pulizia del delle palpebre  utilizzando solo acqua  tiepida. Nei periodi più critici si possono utilizzare colliri o pomate antibiotiche, oppure seguire un trattamento con antibiotici da prendere per bocca.

 

Orzaiolo, un brufolo doloroso

E´ un´infezione di una delle piccole ghiandole sebacee situate sul margine delle palpebre (ghiandole di Meibomio) dove si impiantano le ciglia o del loro dotto. Si presenta, nella fase iniziale, con una tumefazione dura, dolente, arrossata sul bordo palpebrale. Dopo la comparsa del rigonfiamento si ha un senso di fastidio o di pesantezza come se fosse presente un  brufolo. Sono frequenti le recidive.

 

Cosa fare

In genere l´orzaiolo scompare nel giro di qualche giorno, solo nel caso in cui si indurisca, occorre  più tempo per guarire. La cura è a base di un’antinfiammatorio o un cortisonico associato a un antibiotico.

Se volete facilitare la fuoriuscita del pus e ridurre anche il fastidio, potete applicare compresse di garza sterile imbevute di acqua calda.

 

Calazio, quando si ostruisce la ghiandola

 

È l’infiammazione e tumefazione dovuta ad occlusione del dotto di una della ghiandole di Meibomio, una ghiandola che serve alla lubrificazione dell’orlo delle ciglia attraverso la secrezione di sebo. Le ghiandole si possono infettare perché il sebo che loro producono non viene portato all’esterno ma rimane all’interno, la palpebra si gonfia e può dare un fenomeno infiammatorio, che può degenerare in infettivo.

 

Cosa fare

Inizialmente può essere trattato con impacchi caldi e pomate antibiotiche,che devono essere prescritte dall´oculista, oppure asportato con una semplice piccola incisione.

Non ci sono cure e la malattia ha un decorso naturale abbastanza lento, dal momento che il calazio deve risolversi spontaneamente.

Può accadere che se la formazione è molto estesa e infiammata, può anche rompersi, facendo fuoriuscire un po´ di sangue e di secrezione. Come nel caso dell´orzaiolo, anche per il calazio può essere utile applicare compresse di garza sterile imbevute di acqua calda, che rendono più fluida e facilmente eliminabile la secrezione grassa della ghiandola.

 

Dacriocistite, l’infezione del sacco lacrimale

La dacriocistite si  presenta con un rigonfiamento tra la plica nasale e la palpebra inferiore, rigonfiamento che diventa rosso e dolente, alla palpazione il dolere aumenta, perché spesso si ha un rigurgito di secrezione dal condotto lacrimale. Può esser accompagnata da febbre e non devono essere mai sottovalutate.

Un fattore infiammatorio così se viene sottovalutato, specialmente quando tende a cronicizzare e può macerare la struttura nasale adiacente  e a volte l’infiammazione può entrare nel bulbo oculare oppure lungo le fosse nasali e creare delle complicanze molto più serie.

 

Cosa fare

La forma acuta richiede una valutazione urgente in un Pronto soccorso oculistico che viene trattata con una terapia antibiotica che spesso non è locale ma è per bocca. solitamente l´uso di antibiotici da prendere per bocca. Nella fasi tardive si arriva anche alla chirurgia e si asporta il sacco lacrimale.

La forma cronica, invece, può essere gestita dal paziente attraverso il massaggio del sacco lacrimale in modo da svuotarlo dalle lacrime attraverso il forellino presente sul bordo delle palpebre.

 

Don`t copy text!