L’enuresi notturna

L’enuresi notturna è una condizione che consiste nella perdita involontaria e completa di urina durante il sonno in un’età ( 5-6 anni) in cui la maggior parte dei bambini ha il controllo completo degli sfinteri.

E’ un disturbo, non una malattia che interessa il 10-15% dei bambini, più i maschietti che le femminucce e che tende a risolversi spontaneamente con il passare degli anni. Persiste solo nell’ 1% dei casi dopo i 18 anni. Si parla di enuresi notturna, se osservando il bambino per 3 mesi si ha perdita di urine per almeno due notti a settimana, quindi non è considerato enuresi un episodio isolato. Per i bambini sotto i cinque anni è normale bagnarsi la notte perchè la vescica non ha ancora raggiunto la piena maturazione sia del volume di urina che riesce a contenere, sia dei meccanismi che permettono di controllare la fuoriuscita dell’urina.

CAUSE

L’enuresi notturna può essere:

  • primaria se il bambino non ha mai imparato a trattenere la pipì di notte. In questo caso il problema è dovuto o ad un ritardo nella maturazione della vescica o ad una ridotta secrezione dell’ormone antidiuretico ADH che nel tempo aumenterà. L’ADH è un ormone secreto dall’ipofisi che fa sì che il rene produca nella notte metà del volume di urina che produce di giorno.
  • Secondaria se il bambino dopo aver raggiunto per almeno sei mesi il controllo della vescica, torna a bagnare il letto. In questo caso il problema può essere psicologico, tensioni in famiglia, nascita di un fratellino, inserimento a scuola ecc… e si risolverà in breve tempo.
  • sintomatica se compare come conseguenza di un’infezione urinaria o di altre patologie come il diabete mellito o l’epilessia ecc…

Ci sono bambini più predisposti e sono i maschietti rispetto alle femminucce, i bambini con un sonno molto profondo e i bambini che hanno uno o entrambi i genitori che hanno a loro volta sofferto di enuresi. Nella maggior parte dei casi il problema si ha solo la notte, ma di giorno possono esserci dei segnali: il bambino aspetta l’ultimo momento per fare pipì, non svuota del tutto la vescica, stringe le gambe per trattenere la pipì, urina troppo spesso o raramente. Si deve tenere presente che bevendo sette-otto bicchieri di acqua al giorno è normale che un bambino faccia pipì cinque-sei volte nell’arco della giornata.

CURA

Siccome non è una malattia e tende alla risoluzione spontanea, è giusto cercare un rimedio solo se il problema mette a disagio il bambino e ne limita la vita sociale, impedendogli di partecipare a gite, campeggi, soggiorni da amici ecc… In primo luogo non si deve mai rimproverare il bambino in quanto non è responsabile del disturbo, se anche il genitore ha avuto questo problema è bene che lo dica al piccolo che si sentirà rassicurato, bisogna abituare il bambino a non bere di sera e di notte e a svuotare completamente la vescica prima di andare a letto, bisogna osservare il suo comportamento diurno per avviare una rieducazione minzionale e non svegliarlo la notte per farlo urinare, non serve e potrebbe sembrare una punizione.

A questo punto se si vuole velocizzare il controllo della vescica si può ricorrere a terapie farmacologiche o comportamentali. In casi selezionati è possibile somministrare la sera una compressa di desmopressina( sostanza simile all’ADH) che riduce la produzione di urina nella notte, evitando di bere da un’ora prima a otto ore dopo la somministrazione del farmaco. Se il problema è anche diurno si possono usare farmaci anticolinergici che aumentano la capacità di contenere l’urina nella vescica. Come tecnica comportamentale invece si usa un dispositivo da mettere nelle mutandine che emette un suono quando inizia la fuoriuscita di urina e sveglia il bambino che può così terminare la minzione in bagno, questo dispositivo abitua gradualmente il bambino alla continenza notturna, con l’induzione di un comportamento riflesso, di solito ha successo dopo un mese di trattamento e al massimo dopo tre mesi.

Se invece il problema si presenta anche di giorno si deve spiegare al bambino come funziona il processo della minzione, fissare sei momenti nella giornata in cui accompagnarlo in bagno, spiegargli come svuotare bene la vescica, rilassandosi per emettere l’urina e anche invitandolo a contare fino a dieci prima di lasciar andare la pipì in modo da abituarsi a controllare lo stimolo.

CONSIGLI

In caso il vostro bambino abbia questo disturbo è utile parlarne con lui con calma in modo che si senta compreso e che capisca che il problema si risolverà, ogni bambino ha i suoi tempi. E’ importantissimo non farlo sentire incapace, al massimo si può usare un pannolino di notte così che non si ritrovi il letto bagnato. Di comune accordo ci si può poi rivolgere al pediatra per risolvere più rapidamente il problema.

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