Lo svezzamento

Sarebbe più giusto parlare, non di svezzamento, ma di alimentazione complementare. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità infatti il bambino deve assumere esclusivamente latte materno fino ai sei mesi e poi associare al latte materno altri alimenti semisolidi e solidi scelti in base alla cultura alimentare della famiglia. Assolutamente non vanno somministrati cibi diversi dal latte materno o formulato prima dei quattro mesi.

Fino a non molto tempo fa, si consigliava un preciso schema da seguire per svezzare il bambino, e ancora oggi qualcuno lo propone, questo schema risale agli anni cinquanta, ma ormai i pediatri e i nutrizionisti sono concordi nell’affermare che è superato. Oggi si lascia libertà sulla scelta degli alimenti da proporre al bambino a patto di evitare alcuni cibi e alcuni metodi di cottura. Se l’alimentazione della famiglia è sana e segue le linee guida dell’OMS allora il piccolo può assaggiare i cibi che mangiano i genitori e si può fare un auto svezzamento o svezzamento naturale, diversamente si possono seguire schemi alimentari specifici forniti dai pediatri.

Si è visto che non è necessario, se si svezza dai sei mesi in avanti, posticipare l’introduzione di cibi potenzialmente allergizzanti come il glutine o l’uovo perchè il concomitante allattamento al seno evita l’insorgere di allergie e intolleranze, proteggendo l’intestino del lattante. Non si ritiene utile introdurre un alimento per volta come si consigliava qualche anno fa, per verificare la reazione dell’organismo.

Se si osservano gli scimpanzè, i mammiferi che hanno il 98% del codice genetico molto simile al nostro, si vede che allattano e portano i loro cuccioli fino ai sette anni, quindi perchè noi dovremmo svezzare a tre mesi? Se il latte materno ha fatto crescere bene i nostri piccoli fino ai sei mesi può farlo anche fino ad un anno e nulla vieta che un bambino possa vivere di solo latte materno fino a quell’età.

Lo svezzamento naturale ha quindi poche regole e lascia molte libertà ed è quello ritenuto più adatto da pediatri, nutrizionisti e da moltissime mamme. Si deve partire considerando i principi generali della nutrizione, si consiglia a tutti di mangiare cereali, frutta e verdura tutti i giorni perchè il nostro organismo ha bisogno di tanti carboidrati e di limitare il consumo di proteine animali, grassi e zuccheri semplici, quindi ancor più i nostri bambini dovrebbero seguire questa regola. Infatti il latte di mamma è quello tra i vari latti ad avere meno proteine e più zuccheri. Premesso questo quando e come introdurre nuovi alimenti nella dieta dei nostri bambini?

Per prima cosa è importante:

  • fare preparazioni semplici
  • scegliere cibi salutari
  • lasciar scegliere al bambino le quantità da assumere

per far sperimentare i nuovi alimenti al bambino è bene:

  • tenere il bambino a tavola con i genitori
  • iniziare dopo i sei mesi
  • aspettare le sue richieste (tende le mani)
  • soddisfare le sue richieste
  • smettere di proporre se non è più interessato o se il pasto è finito
  • continuare con l’allattamento a richiesta

in questo modo si seguono le necessità del bambino. Ci sarà il piccolo che da subito assaggia di tutto e quello che ad un anno passa direttamente dal latte materno alla pastasciutta, senza che per questo gli manchino i nutrienti fondamentali. Se fino a sei mesi il bambino ha raddoppiato il suo peso alla nascita mangiando solo latte, il latte da solo può nutrirlo per molti mesi ancora.

Se invece si vuole o si deve seguire uno schema di svezzamento più classico è comunque importante vedere se il bambino è pronto. E’ necessario che il bambino:

  • riesca a stare seduto perchè solo così riuscirà ad ingerire bene i nuovi cibi
  • mostri interesse per i nuovi alimenti
  • abbia buona salivazione
  • non muova la lingua solo in avanti per succhiare
  • abbia il palato arrotondato e non più piatto
  • tenga in mano gli oggetti

anche in questo caso lasciar toccare e leccare il cibo è fondamentale perchè il bambino deve passare dal seno o dalla tettarella morbida ad un cucchiaino duro e freddo e questo è un grosso cambiamento.

In genere se si segue uno schema di svezzamento classico, si inizia con il sostituire un pasto di latte con uno differente. Si dà inizialmente il brodo di verdure con crema di riso, mais o tapioca, dopo si aggiunge la carne omogeneizzata o finemente sminuzzata e le verdure passate. Dopo circa un mese si sostituisce il secondo pasto principale. Come spuntini o merende si può dare la frutta grattugiata o omogeneizzata.

Se si seguono le regole dello svezzamento naturale non si avranno particolari problemi perchè sarà il bambino a scegliere se e cosa mangiare, se invece si utilizza un metodo più classico con la sostituzione del pasto a base di latte con uno a base delle pappe adatte al piccolo, si dovrà avere pazienza, accettare possibili rifiuti ed aspettarsi anche un rallentamento momentaneo dell’accrescimento. Siccome si introducono nuovi alimenti, ai quali l’intestino non è abituato si potranno avere episodi di stitichezza solitamente passeggeri. E’ molto importante considerare comunque che il bambino piccolo sa regolarsi da solo rispetto alla quantità di cibo a lui necessaria e anche se a noi quello che mangia può sembrare poco non ci dobbiamo preoccupare, oggi il problema dei bambini è l’essere alimentati eccessivamente.

Qualunque schema di svezzamento si segua è importante proporre da bere l’acqua ai bambini ed evitare alcuni cibi fino all’anno di età. Sono da evitare:

  • alcool da evitare fino all’età adulta
  • caffè e tè
  • crostacei
  • carne e pesce crudi
  • zucchero perchè favorisce la carie e riduce l’appetito
  • sale perchè basta la sapidità naturale dei cibi e non si deve abituare il bambino al gusto salato
  • insaccati
  • miele per il rischio delle spore di botulino
  • latte vaccino o di altri animali e latticini perchè troppo ricchi di proteine
  • bevande zuccherate

E’ bene evitare fritture, cuocere a vapore o al forno.

Si possono utilizzare i preparati industriali perchè molto controllati, ma se si è certi della loro provenienza sono da preferire i cibi di stagione, freschi. E’ importante stare attenti all’apporto di proteine animali che è spesso eccedente e causa sovraccarico renale, predisposizione all’obesità, al diabete, allergie, malattie infiammatorie ed indebolimento del sistema immunitario.

Alcune mamme si chiedono se è rischioso intraprendere uno svezzamento vegetariano o addirittura vegano. Secondo un importante pediatra e nutrizionista il Dottor Proietti di Torino e molti altri non è affatto un rischio anzi è salutare, infatti a parte il latte materno nessun altro alimento è indispensabile all’uomo quindi non lo è  neanche la carne. Se il bambino è allattato al seno è possibile proporgli pasti a base di cereali, frutta e verdura da cui trarrà tutti i nutrienti necessari tra cui anche le proteine vegetali, quelle animali le trae già dal latte di mamma.

Infatti secondo i LARN livelli di assunzione giornaliera di riferimento di nutrienti, ogni individuo deve assumere 1,5g per kg di peso corporeo di proteine di cui il 30% di origine animale e il 70% di origine vegetale (1,8g per kg di peso sotto l’anno di età), quindi molti di noi e dei nostri piccoli superano questa quantità di proteine.

Con il concomitante allattamento al seno anche uno svezzamento vegano è possibile senza danni o problemi. Nel momento in cui si interrompe l’allattamento al seno, il bambino vegetariano può introdurre proteine animali con latte, uova e formaggio mentre per quello vegano si può aumentare la quantità di legumi, si possono usare alcuni tipi di alghe, il tofu, il latte di soia e di mandorle come fonte proteica. Non c’è rischio, come spesso si crede di carenza di ferro o calcio. Il calcio viene perso se si mangia carne che rende acide le urine, quindi se non si assume carne ne serve meno e il ferro si trova in molte verdure che avendo anche vitamina C ne migliorano l’assorbimento, invece il calcio contenuto in latte e formaggi riduce l’assimilazione del ferro. Terminato l’allattamento potrebbe esserci carenza di vitamina B12, ma ci sono diversi prodotti a base di cereali che ne sono addizionati o si può ricorrere ad integratori specifici, la vitamina in questione si trova infatti nella carne o nelle radici, dove vivono i batteri che la producono, ma per ragioni igieniche non possiamo mangiare le radici senza lavarle.

 

CONSIGLI

Personalmente ho scelto e consiglio lo svezzamento ‘naturale’ in quanto molto meno problematico, e molto più gradito al bambino oltre che più economico. Ritengo poi che anche quando il bambino è più grande seguirà l’esempio dei genitori anche in campo alimentare e quindi se vedrà consumare frutta, verdura e cereali dai genitori anche lui li consumerà.

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