Il ‘Co-sleeping’

Il co-sleeping ossia il dormire insieme è una pratica che molti genitori conoscono e che scatena accesi dibattiti in quanto molti  ritengono sia una pratica dannosa per i bambini mentre altri si esprimono a suo favore.

 

Chi ritiene, il dormire tutti insieme nel lettone, dannoso per il bambino, sostiene che in questo modo non si rende il bambino autonomo, che si cresce un individuo viziato e dipendente, che il voler stare vicino ai genitori sia un capriccio e non un reale bisogno del piccolo. Non considera il fatto che il mandare a dormire i bambini in una stanza diversa da quella dei genitori è una pratica moderna e non comune a tutte le culture. Fino a non molto tempo fa, si dormiva tutti insieme per motivi economici, non c’erano infatti stanze e letti per tutti. Ancora oggi in Giappone non si pensa nemmeno di mandare a dormire per conto proprio i bambini sotto i cinque anni, e in altre nazioni non ci si pone neppure il problema. Diversi psicologi sono ormai concordi nel ritenere che più un bambino si sente amato, contenuto, soddisfatto e ascoltato nei propri bisogni, quindi dipendente dai genitori nei primi anni della sua vita più sarà autonomo e sicuro di sé da adulto. Per questo il dormire insieme è considerato da molti positivo.

I bambini che dormono nel lettone o che vengono qui ospitati, se e quando ne sentono il bisogno, non rischiano di crescere dipendenti anzi si sentono compresi e sostenuti e tra i cinque ed i dieci anni impareranno anch’essi, in modo non traumatico, a dormire da soli. I metodi che alcuni pedagogisti consigliano per abituare il bambino a dormire da solo, sono vere e proprie torture per figli e genitori. Consistono nel lasciar piangere il bambino per tempi sempre più lunghi fino a che questo, capendo che non sarà consolato, si addormenta. In questo modo il bambino cede e smette di piangere, non perchè ha compreso che è bene dormire da solo, ma perchè si rassegna al fatto che il suo bisogno non verrà ascoltato. Così non si rende il piccolo autonomo, ma incompreso.

Il sapersi vicini ai genitori rende il sonno dei bambini più tranquillo e permette loro di riaddormentarsi più facilmente. Nel caso dei lattanti stimola la produzione di latte da parte della mamma e fa sì che il sonno della mamma sia più simile a quello del piccolo, rendendole meno pesanti i risvegli e più semplice il riaddormentarsi. Dopotutto i cuccioli dei mammiferi dormono attaccati alla loro madre quindi il dormire vicino al genitore è un istinto primordiale, e siccome l’infanzia nella nostra specie dura molto più a lungo che nelle altre, anche questo bisogno perdurerà più a lungo.

Alcuni sconsigliano di lasciar dormire i bambini nel lettone ritenendolo pericoloso per l’intimità della coppia, ma non è certo questo a minare il rapporto tra i genitori che possono ritrovare comunque momenti e luoghi di intimità.

A favore del co-sleeping si esprime anche Margot Sunderland una delle massime autorità in materia di psicologia infantile, direttrice del Center for Child Mental Health di Londra che sostiene che dormire con i figli fino ai cinque anni di età è un investimento sul loro futuro.

Se si tengono i neonati a dormire nel lettone, è importante seguire alcune regole per evitare la ‘morte in culla’ ossia la morte improvvisa del lattante. I genitori non devono fumare, né assumere alcool o sostanze stupefacenti,il bambino deve dormire supino, non essere coperto con coperte pesanti, non essere circondato da cuscini e la temperatura della stanza non deve superare i 20°C.

 

CONSIGLI

Penso sia giusto che ogni famiglia trovi un suo equilibrio, magari ci sono bambini che dormono tranquilli nella loro culla e nella loro stanza da subito e non è un obbligo farli dormire nel lettone, ma per tutti gli altri non è certo un danno il dormire insieme anzi spesso è un piacere anche per i genitori.

Non preoccupiamoci, non dormiranno con noi per sempre, ma saranno adulti più calmi e sicuri di sé.

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