Intestino pigro, cause e rimedi

La stipsi (o stitichezza) consiste nel passaggio difficile o irregolare delle feci, le quali spesso si presentano di consistenza asciutta o foto stitichezzadura. La stipsi può essere associata a una sensazione di evacuazione incompleta e di gonfiore. Le definizioni non sono univoche, anche per¬ché le abitudini intestinali variano da persona a persona e sono influenzate dall’età, dall’ali¬mentazione, dallo stile di vita e dall’atteggia¬mento mentale individuale. Stando alla medicina ufficiale, anche una evacuazione alla settimana potrebbe ancora essere ritenuta normale.
nica o essere un evento occasionale in persone che hanno scariche regolari e normali. Le cause di stipsi occasionale possono essere diverse: periodi di stress, viaggi, errori alimentari, cambiamenti climatici, trasferimenti ecc.
Ecco le cause della stitichezza:
• Dieta a basso contenuto di fibre
• Scarsa o insufficiente assunzione di liquidi
• Sedentarietà
• Malattie croniche intestinali (diverticolite, ragadi, emorroidi, colite spastica, malattie neurologiche che riducono i movimenti dell’intestino, spasmi della muscolatura pelvica ecc)
• Patologie croniche generali (ipotiroidismo, diabete, neuropatie, depressione ecc.)
• Consumo eccessivo di farmaci (antinfiammatori, antibiotici, lassativi ecc.)

A volte bastano pochi semplici accorgimenti per sbloccare l’intestino  e constatare già un discreto miglioramento della situazione dopo pochi giorni. Ecco alcune semplici regole :
Bere molto: i liquidi servono ad ammorbidire le feci. La quantità giusta, se si mangia sufficiente verdura e frutta, è di un litro e mezzo. La bevanda migliore resta l’acqua, da evitare il tè, perché il tannino ha effetti astringenti.
Verdure e cereali integrali: sono ricchissimi d’acqua e di fibre alimentari insolubili. Ok passati e minestroni vegetali. Una volta nell’intestino, infatti, trattengono l’acqua e formano una gelatina che facilita l’espulsione delle feci.
Frullati di frutta: i batteri naturalmente presenti nel tubo digerente producono sostanze che ne stimolano il buon funzionamento. I frullati di frutta contengono anche fibre solubili che nutrono la flora batterica. Il mango e la papaia hanno effetti lassativi ancora più potenti.
Yogurt: i fermenti lattici sono capaci di superare i succhi gastrici dello stomaco e di arrivare fino all’intestino. Occhio all’etichetta per individuare quelli con un’alta percentuale di lactobacillus acidophilus.
Lievito di birra: stimola la digestione. Chi non lo gradisce, può consumare pane di grossa pezzatura, perché nella parte interna i lieviti sopravvivono alla cottura.
Erbe aromatiche: la salvia, l’alloro, il rosmarino, la menta e il prezzemolo combattono la fermentazione e stimolano la motilità intestinale. Ancora di più con olio extravergine d’oliva, che agisce come blando stimolante.
Miele: soprattutto quelli d’eucalipto e d’acacia hanno buone proprietà lassative. Da preferire al posto dello zucchero.
Cavolo bianco e carote: un’insalata come questa è perfetta per arricchire pranzo e cena e facilitare il transito intestinale del cibo.
Prugne secche: ne basta qualcuna, cotta in mezzo litro d’acqua, la sera
Gradualità: per non mettere in difficoltà i batteri benefici che vivono nell’intestino è bene modificare la dieta gradualmente. E masticare a lungo, mangiare lentamente e fare piccoli e frequenti pasti.
Contro la stitichezza sono molto validi i rimedi naturali :
La prima cosa da correggere è il regime alimentare: bisogna privilegiare un’alimentazione ricca di cereali integrali, legumi, semi di lino o altri semi oleosi, frutta e verdura di stagione a scapito di alimenti confezionati o un eccesso di proteine animali.
Per facilitare il transito intestinale occorre aumentare l’apporto di fibre, che si ottiene facilmente preferendo i cereali integrali alle farine raffinate (pasta bianca e pane bianco). Variare i cereali utilizzando anche farro, orzo e riso integrale ci permette di sfruttare le qualità dei chicchi non solo per le fibre ma anche per le proprietà lenitive e decongestionanti che hanno sulle mucose intestinali. E’ necessario poi che nell’organismo ci sia un buon livello di idratazione bevendo regolarmente e introducendo ai pasti verdure ricche di acqua di vegetazione (vari tipi di insalate a foglia verde, indivia, cetrioli, finocchi). I frutti da preferire sono quelli ad azione lassativa come kiwi, mela con la buccia, pera matura e prugne secche. Va inoltre stimolato il fegato con verdure amare (cicoria, cime di rapa, puntarelle, carciofi, ortiche, radicchio) non bollite ma ripassate in padella con aglio e olio extravergine di oliva.
Nella stipsi cronica è utile bere la mattina a digiuno una soluzione di acqua, limone e miele che si prepara sciogliendo un cucchiaio di miele in 100ml d’acqua in cui si aggiungerà il succo di mezzo limone .
Le piante contro la stitichezza possono agire stimolando la peristalsi, cioè la contrazione muscolare che compie intestino per eliminare le feci (lassativi antrachinonici); oppure idratando la massa fecale, lubrificando le pareti per favorire l’evacuazione (lassativi meccanici). Entrambe le categorie di piante sono disponibili in compresse, capsule, sciroppi, estratti fluidi, infusi e macerati.
Fanno parte dei lassativi stimolanti, quelle piante, contenenti antrachinoni, da sfruttare saltuariamente, per risolvere casi acuti di stitichezza, per la preparazione ad interventi chirurgici o ad accertamenti diagnostici (colonscopia), perché fortemente irritanti per la mucosa intestinale, come:
Senna: (Cassia angustifolia) le foglie sono largamente impiegate per trattamenti a breve termine (una o due settimane), in caso di stipsi acuta, in quanto è un lassativo irritanti, che compromette la corretta funzionalità intestinale;
Rabarbaro: (Rheum officinale), viene usato per il trattamento della stitichezza, e nei disturbi in cui sia sia necessaria un’evacuazione facile, in caso di cattiva digestione, insufficienza epatica e malattie croniche del fegato, per le sue proprietà lassative e purganti ma anche toniche e digestive;
Frangola: (Rhamnus frangula) la corteccia, a differenza degli altri lassativi antrachinonici ha la capacità di ridare il tono alle fibre muscolari dell’intestino, stimolando la peristalsi in modo dolce. Per questa ragione non è irritante, né crea assuefazione, quindi anche l’uso prolungato risulta essere meno dannoso di altri lassativi naturali. La pianta è indicata nei casi in cui le feci devono essere molli, in presenza di ragadi, emorroidi e dopo interventi chirurgici rettali, nella stitichezza cronica degli anziani.
Fanno parte dei lassativi meccanici, le piante contenenti le mucillagini, principi attivi capaci di aumentare il proprio volume, a contatto con l’acqua, rispetto alla loro forma secca, producendo un gel, in grado di incrementare la quantità della massa fecale, ammorbidendone il contenuto.
Malva : (Malva sylvestris), le foglie e i fiori sono usati per idratare e sfiammare l’intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l’eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani;
Liquirizia: (Glycyrrhiza glabra) la sua radice è blandamente lassativa, grazie alla presenza di uno zucchero naturale (mannitolo), che attira acqua nel colon, facilitandone lo svuotamento. Per questa ragione il decotto è molto efficace in caso di stitichezza e nei disturbi legati alla sindrome dell’intestino irritabile;
Psillio (Plantago Psyllium) e Lino (Linum usitatissimum), anche i loro semi a contatto con l’acqua, si aprono, aumentano di volume, e dando luogo alla formazione di un gel, che facilita l’evacuazione. L’ulteriore effetto lubrificante li rende adatti in caso di emorroidi, ragadi anali, colite.
Tra i gemmoderivati, quello del Mirtillo rosso (Vaccinum vitis idaea) è considerato l’antinfiammatorio per eccellenza dell’intestino. La sua azione regolatrice, corregge gli squilibri della mobilità enterocolica cioè in caso di stitichezza o diarrea, e ripristina l’attività enzimatica intestinale. La sua assunzione elimina la flatulenza, dovuta alla fermentazione delle feci, sfiamma le pareti e normalizza il funzionamento dell’intestino, soprattutto del colon.

Attività fisica

L’attività fisica per chi soffre di stitichezza è fondamentale. Mettersi in moto significa anche rimettere in moto le funzionalità intestinali. Sono sufficienti 20 minuti di camminata. La respirazione guidata è già un perfetto massaggio viscerale. Come tecnica di autoterapia, potete praticare l’automassaggio addominale . Prendete anche confidenza con il movimento del pavimento pelvico attraverso esercizi di consapevolezza corporea.

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