Alimentazione: i pesci ed il mercurio

Il pesce è definito il “cibo per la mente”, ricco in nutrienti come proteine magre, omega 3 ed acidi grassi, iodio e vitamina B. Viene consigliato anche alle donne in gravidanza di aumentarne il consumo abituale ma a causa dell’inquinamento molti contengono tracce di mercurio, responsabile di creare danni nel cervello in via di sviluppo del bambino.pesce-omega-3-mercurio

Cos’è il Mercurio

E’ un elemento chimico, noto con il simbolo di Hg, appartenente ai metalli di transizione sulla tavola periodica degli elementi. Pesante e di colore argenteo, liquido alla tempera ambiente, ha trovato applicazione in termometri, barometri, per la purificazione di altri metalli; in medicina come diuretico, disinfettante (il vecchio mercuriocromo); in odontoiatria nelle amalgame dei denti per le otturazioni (praticamente tutti gli adulti ne hanno almeno una se non di più). Possiamo inalarne i vapori, mentre per contatto o ingestione l’assorbimento è veramente minimo. I sali di mercurio invece sono facilmente assorbibili dall’intestino ed è la via principale con cui ne veniamo a contatto: gli alimenti. Tra i disturbi più frequenti che causa nel cervello sono disordini mentali, quali insonnia, demenza, tremori, instabilità emotiva ed allucinazioni.

Analizziamo i fatti

Il problema, già noto alle cronache, è tornato sotto i riflettori dopo un’interpellanza di alcune associazioni di consumatori americani alla Food and Drug Administration, l’ente che si occupa di autorizzare e controllare  la messa in commercio di farmaci ed altri prodotti alimentari,  in cui si richiede che tutti i pesci in vendita negli Stati Uniti riportino indicazioni in etichetta anche sui contenuti in mercurio. Al momento attuale non risulta in nessun paese che tali valori siano espressamente indicati, ed i consumatori volendo approfondire l’argomento devono, per così dire, avviare delle vere e proprie indagini per trovare fonti affidabili su cosa consumano. I produttori dal canto loro ribattono dicendo che queste etichette sui contenuti di mercurio potrebbero spaventare inutilmente la gente riducendone i consumi. I pescatori e tutto l’indotto che vi ruota intorno sostengono che i benefici del consumo di pesce sono nettamente superiori ai possibili effetti nocivi del mercurio. Questo vale per tutti i pesci ed i frutti di mare. Fatto sta che l’ultima volta che era stato emesso un avviso in tal senso le vendite erano crollate, un po’ come avvenne agli avvisi di patologie come l’aviaria per i polli o per le carni bovine il morbo di Creutzfeldt-Jakob (mucca-pazza). Purtroppo chi emette questi avvisi non si preoccupa delle ripercussioni che tali affermazioni hanno sui consumatori, ed arriviamo prima o dopo al solito scontro tra sostenitori e non, tra coloro che dicono che i pesci e frutti di mare sono sani ed altri che sono tossici. Essendo le preoccupazioni per il mercurio nel pesce risalenti ormai a parecchi decenni fa, cosa è stato fatto e cosa si può quindi che fare?

Ricerche in corso

Analizziamo prima gli effetti sul cervello. Edward Groth , un consulente per la sicurezza alimentare indipendente ha preparato una relazione degli effetti sullo sviluppo del cervello fetale per il Progetto Pilota Mercury negli USA , ed ha convenuto che le donne in età fertile non devono semplicemente smettere di mangiare pesce. “Il segreto è quello di convincere le donne a mangiare più pesce ma a basso contenuto di mercurio”  ha detto. Gli ultimi studi suggeriscono pure che il mercurio può causare effetti negativi a livelli inferiori a quelli ormai considerati sicuri dalla Environmental Protection Agency, anche quando ribadiscono i benefici sulle capacità cognitive per i bambini le cui madri hanno mangiato pesce durante la gravidanza. Il Dr. Emily Oken ed i suoi colleghi dell’università di Harvard hanno esaminato l’associazione tra assunzione di pesce per madri e ​​dei loro bambini valutandone le capacità cognitive a sei mesi di vita. I ricercatori hanno scoperto che le prestazioni dei neonati nei test di memoria e di riconoscimento visivo aumentano significativamente con un aggiunta settimanale di pesce alla madre durante la gravidanza. Contestualmente i ricercatori hanno anche misurato i livelli di mercurio nei capelli delle madri , ed hanno scoperto che i bambini le cui madri avevano alti livelli di mercurio hanno segnato punteggi inferiori rispetto agli altri. In pratica: I bambini che hanno segnato punteggi migliori sono quelli le cui madri erano tra i primi consumatori di pesce e frutti di mare , da mangiarne almeno due volte a settimana , ma che hanno avuto anche i livelli di mercurio più bassi. Lo studio del Dott. Oken ha incluso solo 135 coppie di madri e bambini , ma molti altri studi epidemiologici negli ultimi anni hanno riportato associazioni simili. Sebbene la maggior parte degli studi hanno esaminato gli effetti dell’esposizione prenatale al mercurio , il cervello continua a svilupparsi attraverso l’infanzia , e uno studio ha suggerito che adulti di mezza età potrebbero essere ancora vulnerabili agli effetti del mercurio. In quella ricerca , gli adulti che hanno mangiato una dieta ricca di pesce mostrano buone performance sui compiti cognitivi, ma la prestazione è stata compromessa tra quelli con i livelli di mercurio nel sangue più alti.

Conclusioni

Che cosa deve fare un mangiatore di pesce “salutista”?

Per cominciare, evitare di mangiare grandi pesci predatori che si trovano in cima alla catena alimentare, come pesce spada, sgombri reali, squali e tutti i pesci di grande taglia poichè raccolgono le concentrazioni maggiori di mercurio e quindi potenzialmente i maggiori effetti tossici.

Il Natural Resources Defense Council americano ha stilato un elenco più completo che suddivide i pesci in basso, medio, alto ed altissimo rischio di contenuto di mercurio, che seguirà nel prossimo paragrafo.
La buona notizia : molti pesci e crostacei sono a basso contenuto di mercurio , compreso il salmone , gamberetti e pesce gatto , così come le capesante , ostriche , aringhe , sardine e trote .

Il consumo di pesce è quindi caldamente consigliato per la salute di tutti, del cervello e del sistema cardiocircolatorio, occorre però ridurne il consumo di quelli ricchi in mercurio a favore degli altri.

Appendice

Elenco pesci in concentrazioni di mercurio crescenti

Bassissimo mercurio

Alici e acciughe
Pesceburro o Ruvetto (Oceano Pacifico)
Pescegatto
Molluschi (Vongole)
Granchi
Aragosta
Scienidi (Atlantico e Mediterraneo, tra cui “corvina”, “boccadoro” e “ombrina”)
Pesci sottili di costa (come la Platichthys flesus “passera pianuzza”)
Haddock (Atlantico, conosciuto come “asinello di mare”)

Segue elenco completo (in inglese)

Hake
Herring
Mackerel (N. Atlantic, Chub)
Mullet
OysterPerch (Ocean)
Plaice
Pollock
Salmon (Canned)**
Salmon (Fresh)**
Sardine
Scallop*
Shad (American)
Shrimp*
Sole (Pacific)
Squid (Calamari)
Tilapia
Trout (Freshwater)
Whitefish
Whiting

MODERATE MERCURY

Da consumarne meno di 6 al mese

Bass (Striped, Black)
Carp
Cod (Alaskan)*
Croaker (White Pacific)
Halibut (Atlantic)*
Halibut (Pacific)
Jacksmelt
(Silverside)
Lobster
Mahi Mahi
Monkfish*
Perch (Freshwater)
Sablefish
Skate*
Snapper*
Tuna (Canned chunk light)
Tuna (Skipjack)*
Weakfish (Sea Trout)

HIGH MERCURY

Da conumarne meno di tre al mese:

Bluefish
Grouper*
Mackerel (Spanish, Gulf)
Sea Bass (Chilean)*
Tuna (Canned Albacore)
Tuna (Yellowfin)*

HIGHEST MERCURY

Da evitare:

Mackerel (King)
Marlin*
Orange Roughy*
Shark*
Swordfish*
Tilefish*
Tuna (Bigeye, Ahi)*

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