Le difficoltà dell’allattamento al seno

Il latte materno è l’alimento ideale per i nostri bambini e tutte le donne sono in grado di allattare.

Spesso però l’avvio dell’allattamento non è semplice, molte mamme temono di non avere latte a sufficienza e possono incontrare alcune difficoltà.

 

La discesa del latte si ha grazie alla suzione del neonato, questi attaccandosi al seno stimola il capezzolo e lo stimolo unito al coinvolgimento emotivo della mamma fa sì che partano impulsi nervosi che fanno secernere ossitocina dall’ipofisi.

L’ossitocina raggiunge i suoi recettori intorno agli alveoli mammari e ai dotti galattofori che fanno fluire il latte.

I dotti si riempiono alla stessa velocità a cui succhia il piccolo.

La suzione provoca la liberazione di prolattina dall’ipofisi e quest’ormone mantiene la produzione di latte a lungo termine.

Considerato il meccanismo di produzione del latte si capisce come l’unico modo per averne la giusta quantità è far succhiare da subito e a richiesta il neonato.

Inizialmente si produce il colostro un liquido giallastro ricchissimo di anticorpi e di zuccheri.

Bastano poche gocce di colostro per saziare il neonato, questa sostanza riveste di anticorpi le pareti del tubo digerente preparando il neonato alla sua nuova vita e lo aiuta ad espellere il meconio ossia le prime feci.

Dopo due-tre giorni, se il neonato è attaccato spesso al seno arriva la montata lattea, il seno si riempie, diventa duro, caldo e pesante,ma il latte fuoriesce e non c’è febbre.

Bisogna attaccare spesso il bambino così il seno non sarà più teso e si adeguerà a produrre la quantità di latte adatta al neonato.

Una buona riuscita dell’allattamento al seno è favorita da alcuni comportamenti:

  • attaccamento precoce del neonato, nelle prime due ore dopo il parto il neonato è vigile, pronto a cercare il seno e a succhiare, l’istinto di suzione è massimo. La suzione risponde anche al bisogno di contenimento e affetto del neonato.
  • allattamento a richiesta, la frequenza e la durata delle poppate devono basarsi sulla richiesta del neonato che potrebbe voler succhiare ogni ora.  Anche di notte si deve assecondare il neonato perchè le poppate notturne stimolano maggiormente la liberazione di prolattina.
  • allattamento esclusivo, meglio non offrire acqua o altri liquidi al piccolo fino ai sei mesi e evitare anche il ciuccio fino a quando l’allattamento non è ben avviato. Questo perchè altri liquidi possono saziare il piccolo che non si attacca più quanto dovrebbe, portando il latte a diminuire, il ciuccio invece comporta una suzione diversa e può confondere il neonato.
  • posizione comoda e rilassata della mamma che deve portare il bambino al seno e non il seno al bambino.
  • posizione corretta del bambino che deve avere orecchio, spalla e anca sulla stessa linea, naso davanti al capezzolo, mento che tocca il seno, buona parte dell’areola e non solo il capezzolo in bocca, labbro inferiore incurvato in fuori e guance arrotondate. Importante non sentire schiocchi , ma sentire che il bambino deglutisce. La suzione sarà prima veloce poi lenta e profonda.

 

L’alimentazione della mamma che allatta dovrebbe continuare ad essere equilibrata, ricca di cibi nutrienti, genuini e facili da digerire, non ci sono alimenti da evitare, il sapore di tutto ciò che la mamma ha mangiato in gravidanza è già noto e gradito al piccolo perchè già presente nel liquido amniotico.

Importante ricordare che alcool e nicotina passano nel latte quindi andrebbero evitati, mentre la maggior parte dei farmaci possono essere assunti, sempre dopo aver consultato il medico.

 

Posto che per aumentare la produzione di latte il metodo migliore è attaccare frequentemente il bambino, possono essere utili le tisane a base di finocchio, cumino e semi di anice e anche i fiocchi di avena.

Inoltre il domperidone, farmaco utilizzato per aumentare la motilità gastrica, aumenta anche la prolattina e viene somministrato a mamme di neonati prematuri che devono tirarsi il latte, importantissimo per i loro piccoli.

Fondamentale, per la mamma che allatta, è bere molta acqua in quanto necessaria per la produzione del latte.

Di solito la sete aumenta in allattamento.

 

Ci sono alcuni problemi che possono insorgere durante l’allattamento, in particolare all’inizio, ma nessuno di essi deve portare la mamma a sospenderlo o ad abbandonarlo.

I principali problemi che possono insorgere sono:

  • le ragadi
  • l’ingorgo mammario
  • l’ostruzione di un dotto
  • la mastite

 

Le RAGADI sono piccoli tagli sul capezzolo che provocano dolore, e sanguinano quando il bambino si attacca al seno.

La loro comparsa è più frequente se la pelle è molto delicata, ma la miglior prevenzione è l’attaccamento corretto del neonato che deve mettere in bocca gran parte dell’areola e non solo il capezzolo. Non risulta preventivo delle ragadi strofinare i capezzoli con guanto di crine o asciugamani a fine gravidanza come si consigliava una volta.

Nel caso ci siano ragadi bisogna attaccare comunque il bambino.

Per favorire la cicatrizzazione è bene:

  • tenere il seno scoperto
  • applicare oli a base di vitamina E
  • fare, tra una poppata e l’altra, impacchi di argilla verde ventilata
  • utilizzare le coppette d’argento, antibatteriche e cicatrizzanti

 

L’INGORGO MAMMARIO si può avere in corrispondenza della montata lattea, in questo caso il seno è lucido, dolorante, arrossato e teso, il latte non fuoriesce e può esserci febbre per 24 ore.

In caso di ingorgo è bene fare impacchi o docce calde, spremere manualmente il seno, fare impacchi di argilla verde, usare un reggiseno comodo e soprattutto attaccare spesso il bambino.

 

L’OSTRUZIONE DI UN DOTTO  può avvenire in qualsiasi periodo dell’allattamento, nel primo mese è più frequente perchè spesso la produzione non si è ancora assestata in base alla richiesta, ma si può anche avere quando si iniziano a proporre altri cibi o quando si interrompe l’allattamento o anche a causa di reggiseni troppo stretti.

Il latte si accumula in un dotto e non riesce più a defluire così la pelle del seno si arrossa in corrispondenza di tale dotto e si ha dolore alla suzione e seno teso, si può avere febbre per 24 ore.

Anche in questo caso, è importante attaccare il bambino magari variando la sua posizione così che svuoti tutti i dotti e poi spremere manualmente il seno , applicare argilla verde e fare impacchi o docce calde.

 

La MASTITE è un’infiammazione del seno su base infettiva e si sviluppa in seguito ad un ingorgo o all’ostruzione di un dotto o in presenza di ragadi attraverso cui possono penetrare i batteri.

Il latte che ristagna diventa terreno di coltura batterica e si ha seno teso, arrossato e dolorante, prima in corrispondenza di un dotto e poi diffusamente. Si ha febbre per più di 24 ore e dolori simili a quelli influenzali.

Il bambino può continuare a succhiare perchè i batteri non sono pericolosi per lui e anche in questo caso vanno bene la spremitura manuale, gli impacchi caldi, l’argilla, ma servono anche gli antibiotici e sarà il medico a prescriverne di compatibili con l’allattamento.

 

Tutti questi problemi si possono risolvere senza sospendere l’allattamento.

Se il seno ingorgato procura troppo dolore conviene attaccare il bambino dall’altro seno e svuotarlo manualmente, anche perchè il piccolo può far fatica ad attaccarsi ad una mammella troppo piena e tesa.

 

CONSIGLI

Se, ad inizio o in corso di allattamento, si incontra qualche difficoltà, conviene sempre rivolgersi ad una consulente della lega del latte o alle ostetriche che sanno consigliare e sono anche disponibili a fornire un aiuto pratico ed un supposto psicologico.

Leave a Reply