L’acquaticità

L’acqua è amica dei nostri bambini.

Favorisce il loro sviluppo psicomotorio e li rende più intelligenti, infatti l’uso del tatto e dei riflessi stimola il cervello del bambino.

 

COS’E’

Con il termine acquaticità si intende l’innata confidenza con l’acqua che hanno i bambini nei primissimi anni di età ossia l’assenza di timore nel rapporto con l’elemento liquido, timore che invece molti adulti hanno.

Con l’acqua un bimbo di pochi mesi può giocare perchè può toccarla e interagire con essa senza bisogno di afferrarla, cosa che non è ancora in grado di fare.

L’acqua rilassa il piccolo favorendone il sonno.

I bambini fino a circa due anni non hanno paura di questo elemento, anzi più sono piccoli più si trovano a loro agio in esso, infatti hanno vissuto per nove mesi in un ambiente liquido, senza sentire su di essi la forza di gravità, muovendosi liberamente e in modo fluido, senza resistenze.

Per loro essere immersi in acqua è un ritrovare un ambiente noto, e se hanno con sé i genitori, è un momento piacevole da condividere, senza timori.

E’ consigliato mettere il piccolo in acqua, inizialmente nella vasca per il bagnetto, il prima possibile,appena cade il moncone del cordone ombelicale.

Si deve evitare solo se dalla ferita uscisse pus, indice di infezione o se la garzina della medicazione fosse ancora macchiata di sangue.

In questo modo si aiuta il bimbo a non perdere il suo naturale amore per l’acqua.

Da quando cade il moncone sono possibili anche i bagni in mare e piscina sempre stando attenti alla temperatura dell’acqua e facendo uscire il piccolo quando ha i brividi.

Dai due o tre mesi in avanti è possibile frequentare in piscina, insieme al proprio bambino, un corso di acquaticità  il cui obiettivo è quello di mantenere e rafforzare la naturale confidenza del piccolo con l’acqua in un clima giocoso e tranquillo.

I corsi si svolgono in piscine in cui la temperatura dell’acqua è mantenuta tra i 30°C e i 34°C.

I bimbi devono adeguarsi gradualmente all’acqua e il loro primo contatto deve rigorosamente avvenire in presenza dei genitori, solo così sarà, per loro, un’esperienza piacevole.

Se il bambino piange, sia che sia a casa sia che si trovi in piscina o al mare è bene tirarlo fuori dall’acqua, consolarlo e riprovare dopo alcuni minuti, solitamente basta questo per calmarlo.

E’ molto importante non avere timore quando si mette il bambino in acqua altrimenti si trasmette insicurezza al piccolo, quindi se un genitore è più acquatico dell’altro meglio sia lui ad accompagnarlo. Spesso i genitori non hanno un buon rapporto con l’acqua, questo perchè non hanno coltivato la loro innata acquaticità che è molto difficile recuperare in età adulta.

A volte si ha timore che il neonato beva se va sotto l’acqua con la testa, ma non è così, infatti fino a sei mesi circa ha il riflesso di apnea che fa in modo che la glottide si chiuda impedendo il passaggio dell’acqua.

I bimbi di pochi mesi possono restare alcuni minuti sott’acqua e muoversi tranquillamente per nulla intimoriti.

Riescono a muoversi in acqua meglio degli adulti perchè in questo elemento non serve la forza bruta ma la scioltezza e la morbidezza dei movimenti.

Non è necessario aspettare due ore dai pasti prima di entrare in acqua l’importante è evitare gli sbalzi di temperatura. Il bebè può anche essere allattato, nel periodo in cui sta in acqua, magari lasciando il suo corpo immerso se l’ambiente esterno è troppo freddo.

Fino ai sei anni non si insegna ai bambini a nuotare, ma si rafforza la loro confidenza con l’acqua, base per il futuro apprendimento, i piccoli non hanno ancora la capacità di coordinazione necessaria per imparare i vari stili di nuoto.

 

CONSIGLI

Consiglio a tutti di frequentare un corso di acquaticità con il proprio piccolo per vivere un momento rilassante e divertente oltre che molto utile al bambino e consiglio anche di continuare a portare il piccolo in acqua, al mare o in piscina, in modo che non perda il suo rapporto privilegiato con questo elemento.

 

 

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