Incidenti domestici: è possibile prevenirli?

Il ministero della Sanità ha rilasciato un’interessante statistica, con il supporto dei dati dell’INAIL, in cui in Italia ci sono ogni anno quasi 3 milioni di infortuni domestici, a partire da piccole contusioni fino ai traumi più gravi che richiedono l’ospedalizzazione e tempi di guarigione molto più lunghi, o nei peggiori dei casi, invalidanti. I danni, oltrechè fisici, per un settore come quello sanitario da anni in spending review, sono economici e sociali, per i tempi che si perdono in riabilitazione, ed i disagi nelle famiglie. Le donne, essendo coloro che maggiormente si prendono cura della casa, dei bambini e degli anziani e sui spesso ruota l’intero nucleo famigliare, sono la categoria più a rischio passando più tempo mediamente degli uomini nell’ambiente di casa; Le statistiche parlano chiaro: il 68% degli incidenti coinvolge le donne con il maggior tasso di infortuni gravi proprio nel nostro nord-ovest. Riguardo al tipo di incidenti i più diffusi sono le ferite da taglio (coltello ed oggetti contundenti), cadute (da scale, sgabelli o tappetini) ed ustioni (pentole, ferri da stiro, fornelli, acqua e olio bollente). scivolataLe tipologie di lesioni, in conseguenza a quanto appena detto sono ferite, specie alle mani, contusioni, fratture ed ustioni; in merito ai locali dove avvengono, la cucina da sola rappresenta quasi il 40% del totale. Anche le caratteristiche strutturali dell’appartamento e dell’arredamento influenzano sulla casistica degli incidenti. Quello che mi preme focalizzare, a livello di prevenzione, è il modello comportamentale, ovvero l’uso improprio delle apparecchiature e degli utensili, l’uso di fili elettrici e prolunghe sul quale si può facilmente inciampare, sporgenze e spigoli in prossimità dei mobili non adeguatamente protette (es. con dei semplici gommini), tappetini e gadget non conformi e pericolosi nei bagni dove scivolare per l’acqua è molto più facile, ed in generale sottovalutare i pericoli intrinsechi dell’ambiente domestico. Essendo tra le donne, quelle con più 75 anni le più coinvolte in incidenti gravi, tra le cause vediamo l’uso di farmaci, soprattutto sedativi, che abbassano la soglia di attenzione e danno sonnolenza, e condizioni fisiologiche tra cui l’osteoporosi, di cui riparleremo presto; non sottovalutiamo anche problemi psicologici poichè la paura di cadere e farsi male alimenta sovente ansia e depressione.
Ultimi ma non minori fattori di rischio sottovalutati sono quello chimico per l’uso di sostanze detergenti e nocive per contatto diretto con la pelle o respirandoli come naftalina, candeggina, soda caustica, trielina e acetone; il fattore elettrico presenta folgorazioni per l’uso errato di apparecchiature elettriche, spine o prese difettose, maneggiati in presenza di acqua o sapendo che provocano scintille e salti di corrente, circuiti elettrici non a norma.
Come vedete le possibilità di prevenzione senza bisogno di imponenti campagne pubblicitarie da parte del ministero o corsi di aggiornamento, ma prestando un po’ più di attenzione nelle piccole attività quotidiane, rappresenta non solo un investimento per la comunità in termini di soldi risparmiati in cure e ospedalizzazioni, ma specie per se stessi in termini di qualità della vita.
Prevenire, in questo caso, è veramente meglio che curare.

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