La Varicella

La varicella è una malattia esantematica, virale ed altamente contagiosa.

Il virus responsabile di questa malattia  circola principalmente ad inverno inoltrato e inizio primavera.

 

Cos’è

La varicella è una malattia virale causata dal virus Varicella Zoster appartenente alla famiglia degli Herpes virus.

La malattia si trasmette solo da uomo a uomo in quanto solo l’uomo è serbatoio di tale virus.

Una volta contratta la malattia si acquisisce l’immunità quasi totale, raramente è possibile ripetere la malattia in forma lieve.

Come gli altri Herpes virus una volta entrato nell’organismo, il virus della varicella rimane latente nei gangli delle radici nervose spinali e può,  in genere dopo i cinquant’anni,  risvegliarsi dando origine all’Herpes Zoster ( Fuoco di Sant’Antonio), che comporta la comparsa di lesioni vescicolari a grappolo su un lato del torace con dolore localizzato e generalizzato che se persiste per più di un mese è definito neuralgia posterpetica.

Un individuo affetto da Herpes Zoster non può trasmettere l’Herpes Zoster ma può trasmettere la varicella a chi non ne è immune.

 

Sintomatologia

La varicella ha un periodo di incubazione di due-tre settimane, poi si ha febbre lieve, malessere generale, stanchezza e la comparsa dell’esantema.

L’esantema della varicella è facilmente riconoscibile, appaiono per tre-quattro giorni delle papule rosa pruriginose prima sulla testa poi sul tronco e infine sugli arti. Dopo due giorni dalla comparsa, le papule  si trasformano in vescicole poi in pustole e infine in croste granulari che dopo sette dieci giorni cadono spontaneamente.

Le varie fasi dell’esantema coesistono per cui l’individuo affetto presenta contemporaneamente papule, vescicole, pustole e croste.

L’individuo è contagioso da uno-due giorni prima della comparsa dell’esantema fino a circa cinque giorni dopo.

La varicella è altamente contagiosa in quanto il virus si trasmette per via aerea con le goccioline respiratorie diffuse nell’aria e per contatto con le lesioni da Varicella o da Herpes Zoster.

La malattia è più aggressiva nei giovani e negli adulti che nei bambini e si presenta in forma più grave nei famigliari colpiti secondariamente.

Su tre fratelli per esempio l’ultimo che la contrae la fa in forma più aggressiva.

Se un bambino la contrae i famigliari, se non immuni, hanno un’altissima probabilità di essere contagiati, di solito  mostrano i sintomi quindici giorni dopo il primo che si è ammalato.

Le complicanze sono molto rare nei bambini sani mentre si presentano spesso nei neonati, negli anziani e negli individui immunocompromessi.

Queste complicanze sono la superinfezione batterica delle lesioni cutanee, la trombocitopenia,l’artrite, l’epatite, l’atassia cerebellare, l’encefalite, la glomerulonefrite e la polmonite.

La varicella può essere pericolosa in gravidanza infatti, se contratta durante il primo o il secondo trimestre della gestazione, il virus può attraversare la barriera placentare causando un’embriopatia detta varicella congenita con problemi nello sviluppo dell’embrione e ritardo nella crescita fetale; se contratta  dalla madre da cinque giorni prima del parto fino a due giorni dopo il parto, può passare al neonato causandogli una forma grave, mortale nel 30% dei casi.

Se la madre è immunizzata , o perchè ha contratto la malattia o perchè si è vaccinata, trasmette gli anticorpi al feto tramite la placenta e al bambino con il latte, quindi il neonato è immune per i primi mesi di vita.

Cura

Essendo un’infezione virale che si risolve spontaneamente non si usano farmaci curativi negli individui sani, si utilizza l’aciclovyr endovena solo nei pazienti immunocompromessi o si somministrano loro le immunoglobuline entro 96 ore dal contagio.

Si può dare l’aciclovyr per bocca a 24 ore dal contagio anche ai famigliari di un individuo infetto per limitare i sintomi.

Si utilizzano invece farmaci sintomatici come il paracetamolo o l’ibuprofene per febbre e dolore e gli antistaminici per ridurre il prurito.

Non si deve mai utilizzare nei bambini l’acido acetilsalicilico(Aspirina®) perchè si può sviluppare la sindrome di Reye.

Sempre per ridurre il prurito si può cospargere la pelle con polveri a base di timo e mentolo evitando il talco mentolato che può causare broncospasmo.

Se è possibile lasciare il bambino senza vestiti in modo che non ci sia sfregamento sulle papule ed immergerlo in acqua tiepida.

Per la varicella esiste fortunatamente il vaccino costituito da virus vivo attenuato che dà immunità nel 95% dei casi.

Il vaccino non è proposto attivamente dal servizio di medicina preventiva ma può essere richiesto, si somministra a partire dall’anno di età e se è somministrato dopo i dodici anni sono necessarie due dosi.

E’ fortemente consigliato alle persone non immunizzate che sono a contatto con i bambini o con categorie a rischio di complicanze gravi quindi al personale scolastico e sanitario, ed anche alle donne che progettano una gravidanza e non hanno mai avuto la malattia.

 

Consigli

Siccome in questo periodo scoppiano le epidemie di varicella tra i nostri bambini è utile avere a portata di mano il paracetamolo, per alleviare i sintomi e qualche polvere al timo o mentolo o  un antistaminico adatto ai bambini per  contrastare il prurito, sintomo più difficile da affrontare per i piccoli che tendono a grattarsi.

Sarebbe meglio evitare che le lesioni vengano grattate per il rischio della superinfezione batterica.

Se il vostro bambino ha già compiuto un anno potete, in occasione del vaccino per morbillo parotite e rosolia, richiedere anche quello per la varicella, evitandogli così di contrarla.

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