La sindrome di Reye

Perchè non si deve somministrare l’Aspirina® ai bambini sotto i 12 anni ed è sconsigliata la sua assunzione anche tra i 12 e i 16 anni?

Proprio perchè l’uso di questo farmaco e di tutti i farmaci a base di acido acetilsalicilico e salicilati sono stati associati allo sviluppo di una sindrome rara ma grave, la sindrome di Reye.

 

Cos’è

La sindrome di Reye è  caratterizzata da encefalopatia acuta e da infiltrazione grassa del fegato, si ha un aumento della pressione intracranica  con edema cerebrale causato da un aumento notevole dell’ammoniaca nel sangue e a livello del fegato si nota infiammazione e si  ha depauperamento delle riserve di glicogeno con conseguente ipoglicemia.

Questa sindrome colpisce prevalentemente i bambini sotto i 12 anni, ma può insorgere anche negli adulti.

Non è nota la causa di questa malattia,si sa solo che si presenta a seguito di infezioni virali o per contatto con alcune aflatossine come quella  del fungo Aspergillus flavus.

Le infezioni virali a seguito delle quali insorge la sindrome, sono quelle causate dal virus influenzale, dal virus della varicella e dal rotavirus, l’agente eziologico di alcune gastroenteriti.

La sindrome si sviluppa più frequentemente se, a seguito di queste infezioni, si è assunto acido acetilsalicilico.

Sembra che le tossine liberate dal virus interagiscano con l’acido acetilsalicilico innescando processi dannosi per fegato e sistema nervoso.

 

Sintomi

La sindrome esordisce dopo alcuni giorni dall’infezione virale, dopo tre o quattro giorni dall’eruzione cutanea nel caso della varicella, con diarrea, vomito profuso che aumenta dopo 8-12 ore, sonnolenza e in seguito evolve con un deterioramento delle facoltà mentali che va dalla lieve amnesia e letargia ad episodi di disorientamento e agitazione e può progredire fino al coma e alla morte.

Le analisi del sangue risultano alterate con iperammoniemia e ipoglicemia, aumento notevole delle transaminasi e tempo di protrombina prolungato.

Se riconosciuta e curata subito la malattia regredisce senza lasciare sequele ma se si raggiungono le fasi successive si possono avere gravi danni ed arrivare alla morte.

E’ fondamentale quindi ricorrere al più presto alle cure mediche.

La sindrome dà sintomi ed un quadro clinico che potrebbe essere confuso con altre malattie metaboliche da deficit enzimatici ma l’aver avuto una recente infezione virale e l’aver assunto acido acetilsalicilico rendono la diagnosi più semplice.

 

Cura

La cura consiste nel ricovero in terapia intensiva dove si utilizza una terapia di supporto,si cerca cioè di ripristinare l’equilibrio metabolico.

Si somministrano endovena soluzioni elettrolitiche glucosate, vitamina k per la coagulazione, mannitolo o glicerolo per contrastare l’edema cerebrale.

Può essere utile l’emodialisi per eliminare le tossine dal sangue e l’uso di diuretici per ridurre la pressione intracranica.

Si può anche indurre il coma con i barbiturici sempre per evitare l’eccessivo aumento della pressione intracranica.

Se il trattamento è iniziato tempestivamente si riesce a recuperare e le condizioni generali tornano normali in due settimane.

 

Consigli

Siccome non esiste una vera e propria cura di questa malattia la prevenzione è fondamentale.

L’unica arma di prevenzione è l’evitare assolutamente l’uso dell’acido acetilsalicilico nei bambini sotto i 12 anni di età infatti l’incidenza di questa sindrome si è ridotta da quando è diminuita la somministrazione di Aspirina® ai bambini.

Se dobbiamo curare i sintomi delle infezioni virali come febbre e malessere possiamo utilizzare paracetamolo ed ibuprofene che sono farmaci sicuri per i nostri bambini.

Detto ciò non si deve demonizzare l”acido acetilsalicilico che anzi si deve utilizzare nei bambini, sotto i 12 anni, in caso di particolari patologie come l’artrite reumatoide giovanile e la sindrome di Kawasaki,casi in cui sarà il medico a prescriverlo.

 

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