Allattamento al seno e farmaci

Negli ultimi anni sono apparsi numerosi studi scientifici che sottolineano gli innumerevoli vantaggi dell’allattamento al seno per il bambino , per la mamma e per l’intera famiglia.

L’OMS raccomanda l’allattamento al seno esclusivo fino ai sei mesi di vita del bambino e il suo proseguimento in associazione con altri cibi almeno fino all’anno di età.

Molte donne si chiedono quindi se e quali farmaci è possibile assumere senza sospendere o interrompere l’allattamento.

Se ci si rifà al foglietto illustrativo l’80% dei farmaci risulta da evitare, ma in realtà le case farmaceutiche lo scrivono per non incorrere in contenziosi medico legali e non a seguito di studi scientifici.

In realtà un farmaco non va somministrato solo se vi sono  fondati motivi che ne sconsiglino l’utilizzo e l’allattamento va sospeso solo se c’è un reale rischio di danno per il bambino perchè diversamente i benefici dell’allattamento al seno superano i rischi.

Innanzitutto la neo mamma deve valutare la reale necessità di assumere un farmaco e nel caso rivolgersi al pediatra che la saprà indirizzare verso farmaci sicuri.

La maggior parte dei farmaci passa nel latte materno ma in minima quantità, secondo l’Accademia  Americana di pediatria la concentrazione del principio attivo nel latte è pari all’1% di quella introdotta dalla madre, quindi a dosi terapeutiche la maggior parte dei farmaci non ha effetto sulla lattazione né produce danni al lattante.

La quantità di farmaco presente nel latte dipende poi dalla dose assunta, dalla via di somministrazione,dalla capacità del farmaco di legarsi alle proteine che rende più difficile il suo passaggio  nel latte, dalla lipofilia del farmaco ossia dalla sua capacità di sciogliersi nei grassi che ne aumenta la concentrazione nel latte e dall’emivita del farmaco, quelli ad emivita breve si concentrano meno nel latte.

Inoltre è importante l’età del lattante che introduce più latte nei primi sei mesi ed ha, in quel periodo, una minore capacità di escrezione del farmaco.

Se la mamma è affetta da una patologia cronica sicuramente si sarà consultata già in gravidanza con medico e pediatra scegliendo,tra i farmaci indicati per la sua patologia, quelli più sicuri in allattamento.

Diversamente per i malanni stagionali o occasionali ci si può rivolgere comunque al pediatra,  al numero verde del Centro Mario Negri 800883300 che risponde 24 ore su 24 o consultare le liste dei farmaci sicuri.

I farmaci per i quali è indispensabile interrompere o sospendere , fino a fine cura,  l’allattamento sono davvero pochi.

Sono gli antitumorali,le sostanze radioattive, gli antitiroidei tranne il tiouracile e infine il cloramfenicolo.

Altri farmaci sono considerati compatibili con l’allattamento anche se possono dare lievi effetti collaterali come la sonnolenza del lattante e la difficoltà di suzione. Tra questi troviamo gli antidepressivi, gli ansiolitici ed alcuni antistaminici.

Gli antistaminici di ultima generazione sono invece privi di effetto sedativo e sono quindi da preferire.

Alcuni farmaci possono dare effetti collaterali anche seri, ma se si devono prendere, l’allattamento non va sospeso. Sono l’ ergotamina, il metimazolo, alcuni antibiotici come le  tetracicline, i sulfamidici, il litio e l’ amiodarone. Questi farmaci vanno assunti solo se non si possono sostituire con altri meno dannosi.

Ci sono poi farmaci come la bromocriptina, gli anti-MAO, i diuretici e le pillola estroprogestinica che possono ridurre la produzione di latte.

Per alcuni farmaci non ci sono studi sufficienti per cui nel dubbio è meglio evitarne l’assunzione o sostituirli con altri dagli effetti più noti.

 

Esistono però molti farmaci, in particolare quelli usati nel caso di disturbi occasionali, che sono sicuri in allattamento.

In primo luogo sono sicuri i farmaci che sono approvati anche per l’uso nei bambini piccoli o in gravidanza.

Via libera quindi al paracetamolo in caso di sintomi influenzali e febbre, all’ibuprofene antinfiammatorio utile nel caso di mal di testa, mal di schiena e mal di denti e all’acido acetilsalicilico.

Sicuri sono anche l’idrossido di magnesio e l’idrossido di alluminio utili per i disturbi gastrointestinali e la ranitidina come antiacido.

Sono sicuri la maggior parte dei farmaci antipertensivi,l’insulina e molti antibiotici tra cui eritromicina, cefalosporine, e derivati della penicillina come l’amoxicillina e l’amoxicillina con acido clavulanico.

In caso di asma o allergia si possono assumere con tranquillità antistaminici, broncodilatatori e cortisonici per via inalatoria.

Ferro e vitamine non danno problemi.

Se si ricerca l’effetto contraccettivo, in quanto l’allattamento non esclude l’instaurarsi di una nuova gravidanza, si può utilizzare la pillola esclusivamente progestinica in modo da non ridurre la produzione di latte.

Per quanto riguarda invece i prodotti erboristici meglio evitarli in quanto non ci sono studi approfonditi, come per i farmaci, sulla loro innocuità, anzi alcuni prodotti come il fieno greco o l’iperico(erba di sant’Antonio) sono dannosi per il lattante.

E’ in ogni caso consigliabile, al fine di ridurre ulteriormente la quantità di farmaco ingerita dal lattante, assumere il medicinale subito dopo una poppata o prima del periodo di sonno più lungo del bambino.

Inoltre assumere il medicinale solo per effettiva necessità, precauzione che vale sempre, ma ancora di più nel periodo dell’allattamento.

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  1. GIOVANNI GIORGIO 23 Dicembre 2014

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