La gastroenterite virale nei bambini

maldipanciaChi ha bambini che frequentano nidi o asili sa che la gastroenterite virale, spesso erroneamente definita influenza intestinale, è una patologia diffusissima in questo periodo. Se i vostri cuccioli non ne sono ancora stati vittime siete davvero fortunati, anche perché spesso, dopo averla contratta, contagiano fratelli, genitori, nonni e tutti coloro che stanno loro vicino.

Siccome, in circolazione ci sono diversi virus che la causano, è possibile contrarla più di una volta.

La gastroenterite virale è un’infezione virale che provoca nausea, vomito, crampi addominali, diarrea e specie nei bambini può causare anche febbre. Il contagio avviene per contatto con le secrezioni di un individuo infetto o per ingestione di cibo o acqua contaminati.

Il periodo di incubazione è di tre, sei giorni e i sintomi si risolvono nel giro di tre giorni. Bisogna però fare attenzione perché il virus può sopravvivere per diversi giorni nelle feci anche se sono passati i sintomi.

La gastroenterite è molto contagiosa ed è ancora più facile la sua trasmissione negli asili, dove i bambini stanno a stretto contatto tra loro. Proprio in questi luoghi hanno origine vere e proprie epidemie a causa delle quali si può arrivare anche a revisione del menù scolastico, che per alcune settimane prevederà cibi più leggeri.

I virus responsabili della patologia sono:

  • il rotavirus che colpisce per lo più i bimbi sotto i due anni da ottobre ad aprile e per cui esiste un vaccino.
  • l’adenovirus che imperversa nel periodo invernale.
  • il norovirus presente tutto l’anno.
  • l’astrovirus.

 

Essendo un’infezione virale non esistono farmaci curativi. Gli antibiotici non servono anzi possono peggiorare la situazione andando ad indebolire ulteriormente la flora batterica intestinale.

I farmaci che bloccano vomito e diarrea non sono indicati, tanto meno nei bambini, in quanto ritardano l’eliminazione del virus.

Se i piccoli hanno la febbre e sono in sofferenza si può somministrare il paracetamolo ricordando che l’innalzamento della temperatura è un meccanismo atto a distruggere il virus e quindi non deve essere contrastato eccessivamente.

E’ invece di fondamentale importanza evitare la disidratazione. Facile in un adulto, più difficoltoso nei lattanti e nei bambini che perdono liquidi molto velocemente. Per reintegrare i liquidi sono utili le soluzioni reidratanti o i sali minerali che si trovano in farmacia e parafarmacia, da somministrare a piccoli sorsi se c’è il vomito. Nel caso il bambino non riesca a trattenere i liquidi si possono far succhiare cubetti di ghiaccio o ghiaccioli. A volte aiutano bevande a base di cola che funzionano da antiemetico e forniscono zuccheri. Vanno evitati succhi di frutta che aumentano l’acidità e latte che è più difficile da digerire. Naturalmente nei lattanti allattati al seno è bene proporre il seno molto spesso e rivolgersi al pediatra se il piccolo non riesce a trattenere il latte o se ha molte scariche diarroiche. E’ sicuramente utile l’assunzione di fermenti lattici da continuare anche dopo la scomparsa dei sintomi per almeno sei giorni in modo da ripristinare l’equilibrio intestinale.

Importante poi non forzare il bambino a mangiare infatti un po’ di riposo per lo stomaco è utile. Quando avrà nuovamente appetito proporre cibi semplici e digeribili.

Importantissimo ricordare che per evitare il contagio non si devono usare posate e oggetti della persona malata e ci si devono lavare spesso ed accuratamente le mani.

 

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