La bronchiolite

Purtroppo per tutti , questi mesi sono quelli in cui imperversano virus influenzali e parainfluenzali.
Mentre per gli adulti e per i bambini più grandi contrarre questi virus è spiacevole, ma porta al massimo alla perdita di giorni di lavoro o di scuola, per i più piccoli si può rivelare pericoloso.
Questi virus possono infatti causare nei bimbi fino ai due anni di età, un’insidiosa malattia: la bronchiolite.
La bronchiolite è un’infezione virale acuta delle piccole vie respiratorie ossia dei bronchioli, le ramificazioni dei bronchi che sfociano negli alveoli. Questa infezione provoca infiammazione dei bronchioli che si riempiono di secrezioni rendendo difficile la respirazione.bronchiolite
Ciò si rivela  particolarmente pericoloso per i lattanti sotto i sei mesi di età in quanto limita molto la loro capacità respiratoria.
E’ la prima causa di ospedalizzazione sotto l’anno di vita.
I virus che la causano sono il virus influenzale, quelli parainfluenzali, l’adenovirus ed in particolare il virus respiratorio sinciziale.
Il periodo di incubazione è di sei ,dieci giorni e il contagio avviene per goccioline aerotrasportate o contatto con secrezioni infette, spesso  i piccoli sono contagiati da fratellini più grandi che frequentano scuole e asili.
All’esordio la malattia si presenta come un raffreddore con rinorrea, tosse e a volte febbre ma dopo due o tre giorni si può avere una seconda fase che è caratterizzata da difficoltà respiratoria con respiri corti e sibilanti, fame d’aria, difficoltà a nutrirsi e conseguente disidratazione e peggioramento delle condizioni generali.
Il bambino appare pallido, anche cianotico, lamentoso e debole. Si notano rientramenti intercostali.
Se si instaura questa seconda fase è opportuno contattare il pediatra e se il lattante ha meno di sei mesi è consigliato il ricovero in ospedale.
E’ necessario infatti tenerlo sotto controllo e aiutarlo nella respirazione tramite la somministrazione di ossigeno e l’alimentazione parenterale, se non riesce ad assumere il latte.
Viene tenuta sotto controllo la saturazione arteriosa che non deve scendere sotto il 95%.
L’infezione potrebbe ripresentarsi perchè non si ha immunità permanente.
Essendo un’infezione virale è autolimitante ossia si risolve da sola, non sono indicati antibiotici ed è controverso l’uso di broncodilatatori e cortisonici.
Gli antivirali se somministrati precocemente possono essere utili nei casi più gravi, per curare piccoli nati prima della trentaduesima settimana di gestazione o affetti da malattie respiratorie croniche.
Per questi bambini non esistendo ancora un vaccino si può ricorre ad iniezioni intramuscolari mensili di palivizumab un anticorpo monoclonale che protegge dalla malattia.
Il trattamento è molto costoso ma è a carico del sistema sanitario nazionale.
Per tutti sono utili lavaggi nasali con soluzione fisiologica e aerosol sempre con soluzione fisiologica per mantenere umidificate e libere le vie respiratorie.
Si può somministrare paracetamolo in caso di febbre e malessere.
Per i più piccini invece la terapia di elezione rimane la somministrazione di ossigeno che porta ad un netto miglioramento delle condizioni nella maggior parte dei casi.
Il 3% dei piccoli ricoverati può richiedere la terapia intensiva,ma si tratta per lo più di neonati prematuri o con altre patologie preesistenti.
Il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale è allo studio e dovrebbe essere disponibile tra qualche anno.

A livello preventivo è utile lavarsi spesso le mani quando si ha a che fare con un bimbo piccolo, evitare i luoghi affollati e dove possibile il contatto con altri bambini che frequentano asili e scuole. Certo non si potrà impedire il contatto con i fratellini più grandi spesso veicolo dell’infezione.

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