Onicomicosi

ONICOMICOSI

Questa settimana vorrei trattare di un problema che in estate, con l’uso di infradito e calzature aperte può essere causa di inestetismi anche molto fastidiosi, ovvero l’onicomicosi.

E’ una patologia dell’unghia derivante dall’azione di funghi patogeni (principalmente Trichophyton rubrum e il Trichophyton mentagrophytes). Inizialmente si presenta come una macchia bianco-giallastra a seconda che sia colpita la matrice, il letto o la lamina ungueale. L’unghia tende ad inspessirsi e a sgretolarsi. Non fa distinzione tra maschi e femmine anche se presumibilmente, per via di una maggiore cura del corpo di quest’ultime, è statisticamente più diffusa nei maschi. I funghi si nutrono della cheratina presente nelle unghie e le onicomicosi possono distinguersi in sub-ungueale distale, sub-ungueale prossimale, superficiale bianca, infezioni da Candida Albicans e la distrofica totale, in sequenza crescente per il tipo di danno ed entità dello stesso. Nei casi in cui sia presente simultaneamente in più dita e la sua estensione sia importante, sarebbe opportuno valutare anche un consulto con il proprio medico di base per poter associare oltre al trattamento topico anche uno per via orale, che aumenterebbe la percentuale di guarigione totale e soprattutto limiterebbe l’insorgenza di recidive, ovvero la ricomparsa dopo breve periodo del problema. In questi casi la determinazione del ceppo fungino che ha colpito l’unghia, mediante un piccolo prelievo ed un’analisi al microscopio aiuta a realizzare una terapia mirata e più efficace. Le terapie orali più diffuse sono a base di terbinafina, itraconazolo, fluconazolo e cicloprox: in questi casi il controllo dell’emocromo ed enzimi epatici mostrerebbe eventuali problemi farmacologici con il fegato.

Nei casi più comuni è sufficiente l’applicazione locale di specifici prodotti, almeno due volte al giorno, alcuni con veri e propri antifungini (es.: Canesten, Trosyd), altri che agiscono modificando il pH delle unghie (es.: Excilor) acidificandolo e rendendolo inadatto alla proliferazione dei funghi. Vorrei ricordare che l’unghia cresce molto lentamente e le parti già danneggiate, qualora si riesce a debellare la causa, non si ristrutturano da sole per cui a tempo debito sarà necessario rimuoverle tagliandole; i tempi medi di una guarigione vanno dai 40 giorni fino ad alcuni mesi per cui armatevi di molta costanza e pazienza.

Ma è possibile mettersi lo smalto per le unghie se ho un’onicomicosi? La risposta ovviamente è No poiché lo smalto permette il diffondersi del fungo ad unghie sane ed impedisce la penetrazione della crema.

Veniamo ora sia alla prevenzione sia alle norme da utilizzare per chi è in terapia: tenendo conto che i funghi prediligono gli ambienti caldi ed umidi occorre un’igiene dei piedi e delle mani accurata ed asciugarli sempre bene al termine, calzature che permettano la traspirazione e cambiare sovente i calzini se si suda molto, tenere le unghie corte, utilizzare dispositivi adeguati per evitare il contatto diretto con superfici umide di ambienti affollati tipo piscina.

Terminiamo come sempre con uno sguardo anche ai rimedi naturali, applicando localmente sulle zone infette due volte al giorno il tea tree oil, e per sorridere un po’ ai rimedi fai da te, ovviamente privi di qualunque valenza scientifica ma che riporto per i più curiosi tra quelli che si trovano in rete: schiacciare uno spicchio d’aglio e applicarlo due volte al giorno; pediluvi in acqua ed aceto di circa 15 minuti; oppure, e questo merita il primo posto, applicare il Vicks Vaporub due volte al giorno (merito della canfora?).

Dott. Marco Rossaro – Farmacista –

 

Per qualunque informazione potete scrivermi a: info@iconsiglidelfarmacista.it

 

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