Doping e Integratori alimentari parte 1

Una dieta varia ed equilibrata è sufficiente a rispondere alle esigenze energetiche, di sali minerali, aminoacidi e vitamine richieste dal proprio fisico da chi pratica sport in modo amatoriale o saltuario. L’utilizzo degli integratori è nato dagli atleti professionisti pensando che un elevato consumo di queste sostanze creasse carenze nutrizionali richiedendo quindi che siano ristabiliti in tempi rapidi per non far calare le performance. I nutraceutici sono quindi preparazioni farmaceutiche naturali con elevato valore nutritivo assunte con l’alimentazione. Il problema vero è che questi sono in commercio senza quella serie di regole e di controlli di qualità e quantità che sono invece applicati ai farmaci in quanto non sono considerati tali, e quindi la possibilità che vi siano tracce di sostanze non apposte in etichetta o tossiche. Inoltre le quantità consigliate, per es. in quelli contenenti vitamine, sono spesso equiparabili se non superiori ai farmaci contenenti gli stessi principi attivi e senza l’obbligo di adeguati studi di tossicità e sicurezza sul loro impiego.

Detto ciò, e quindi come tutte le cose prestando attenzione a non abusarne anche se legalmente autorizzati, andiamo ad approfondire le varie categorie di nutraceutici.

La prima e più diffusa sono i composti che ripristinano le scorte idro-saline, in quanto dopo un’attività fisica intensa e con ipersudorazione la sola alimentazione non è sufficiente a riequilibrare quanto perso con il sudore; in realtà per le persone comuni sembra sia sufficiente l’alimentazione normale, solo ad alti livelli di performance si notano realmente differenze, oppure chi non ha un adeguato livello di preparazione atletica rispetto allo sforzo che sta facendo possono venire in aiuto per prevenire problemi muscolari. Potassio, indispensabile agli sportivi che utilizzano dei diuretici per la possibilità di ipokaliemie e quindi per prevenire l’insorgere di aritmie cardiache, utile anche a coloro che sono sottoposti a diete rigide per il controllo del peso; viceversa sconsigliato a chi utilizza antinfiammatori non steroidei (FANS), ACE-inibitori (enalapril, ramipril…) poiché causano accumulo di potassio con possibili manifestazioni aritmiche e iper-eccitazione del sistema nervoso.  Magnesio, che troviamo nei cereali, pesce e frutta, serve per aumentare la resistenza e la produzione di acido lattico, molto usato in chi pratica sport di fatica; un abuso porta a nausea, vomito e dissenteria. Calcio, essenziale per la contrazione muscolare e cardiaca, trasmissione nervosa, ossa e metabolismo, presente in grandi quantità nei latticini, legumi, se carente causa crampi muscolari; attenzione ad un’eccessiva assunzione che può portare alla formazione di calcoli renali. Boro, utilizzato dai sollevatori di pesi poiché sembra aumentare il metabolismo del calcio, del magnesio e dei livelli di testosterone e quindi per ottenere un effetto anabolizzante. Rame, viene coinvolto con lo zinco in molti enzimi nei processi di detossificazione cellulare, ergo come antiossidante; lo si trova nelle arachidi, ostriche e fegato. Zinco, attivo insieme a molti enzimi, si ritiene aumenti la performance aerobica accelerando l’eliminazione dell’acido lattico, è presente nelle carni rosse, cereali, legumi e patate. Lo sforzo fisico intenso ne causa perdite consistenti e di conseguenza, essendone coinvolto, anche una possibile riduzione delle difese immunitarie e ritardo nei processi di rimarginazione delle ferite. Ferro, essenziale in quanto una carenza porta ad anemia, si consiglia solo ad atleti con alterazioni dell’emoglobina; presente in carni rosse e verdure, gli si attribuisce comunque la capacità di aumentare la resistenza aerobica, aumenta il trasporto dell’ossigeno, innalza la soglia della fatica e intolleranza al freddo.

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