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Alimentazione,  Wellness

Ad occhio e… cuore

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Il ruolo della nutrizione nella salute degli occhi ha sempre suscitato molto interesse. Centinaia di studi di osservazione hanno confermato l’esistenza di una connessione tra numerosi aspetti della dieta e diversi benefici riportati alla vista. Le conclusioni di quasi tutti gli studi concordano nell’affermare che chi di noi è preoccupato per la salute dei propri occhi dovrebbe assumere gli stessi alimenti che si dimostrano efficaci per la salute del cuore.

Per ragioni pratiche, la maggior parte delle sperimentazioni cliniche condotte sull’alimentazione e la salute degli occhi utilizza supplementi, sebbene finora non siano state rilevate evidenze circa un potenziale ruolo protettivo della vista da parte di un integratore alimentare, ad eccezione della formula utilizzata nello studio sulla patologia oculare correlata all’età, nota come AREDS (a base di vitamine C ed E, beta carotene e zinco) per  i soggetti con degenerazione maculare media legata all’età (AMD).

VISTA E VITAMINE

Come è ben noto, la malnutrizione può danneggiare la vista. Se, ad esempio, non si sta assumendo abbastanza vitamina A, si può incorrere in cecità notturna ed altri problemi. In questi casi, un valido aiuto proviene dalle carote, ricche in beta carotene che il nostro organismo converte in vitamina A.
Altri nutrienti e composti vegetali possono contribuire a proteggere la vista, agendo come antiossidanti e riducendo l’infiammazione. Tra questi figurano altri due carotenoidi, luteina e zeaxantina. Entrambi si trovano anche a livello della retina dei nostri occhi, dove agiscono da filtro contro le radiazioni ultraviolette e altre componenti nocive della luce solare, proprio come una sorta di occhiali da sole incorporati. Gran parte degli studi osservazionali hanno rilevato che le persone con un elevato apporto dietetico o con alti livelli ematici di questi carotenoidi presentano un rischio ridotto di AMD e cataratta. Risultati simili si sono ottenuti anche per vitamina C, E e selenio, antiossidanti presenti in abbondanza in molta frutta e verdura. A tal proposito, uno studio britannico del 2011 pubblicato su American Journal of Clinical Nutrition ha scoperto che i vegetariani più anziani hanno il 30-40% in meno di probabilità di sviluppare la cataratta, rispetto ai carnivori.
Come la luteina e la zeaxantina, anche lo zinco si trova nella retina e può proteggere il tessuto oculare dagli effetti dannosi della luce e dall’infiammazione. Se non si è affetti da AMD, si può assumere tranquillamente lo zinco attraverso il cibo; lo zinco supplementare non si è mai dimostrato benefico per gli occhi sani e, anzi, al alte dosi può determinare effetti avversi. Le fonti più ricche di zinco sono la carne, i frutti di mare (specialmente le ostriche) ed il fegato.

SUGGERIMENTI E CONFERME

Alcune ricerche, tra cui i dati della Women’s Health Initiative (Iniziativa sulla Salute delle Donne), suggeriscono che una dieta sana per il cuore (a differenza dei singoli nutrienti contenuti nelle formule degli integratori) possa proteggere dai disturbi degli occhi. In particolare, verdure a foglia verde come cavoli e spinaci sono ricchi in carotenoidi e possono proteggere contro AMD e cataratta. Anche mirtilli, more, barbabietole, broccoli e carote sono da considerarsi ottime scelte. Come parte di un regime alimentare sano, anche i grassi insaturi presenti nel pesce e nella frutta a guscio possono apportare diversi benefici alla retina. In generale, sarebbe sufficiente attenersi il più possibile alla dieta mediterranea che ci è familiare.
I risultati pubblicati nel 2015 su American Journal of Clinical Nutrition offrono prove incoraggianti secondo cui seguire un piano alimentare mediterraneo può migliorare la salute degli occhi oltre che del cuore. I ricercatori hanno analizzato i modelli alimentari di 2.525 partecipanti allo studio originale AREDS, che avevano già avuto una AMD intermedia. Coloro che aderivano più strettamente a una dieta in stile mediterraneo avevano circa il 25% in meno di probabilità di progredire verso una AMD avanzata nell’arco di 13 anni rispetto a quelli che si allontanavano più da questo schema alimentare.

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