Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!

Adattogeni e stress: un po’ di “spirito di adattamento” dalle piante (parte II)

Condividi con:

Come accade per la maggior parte delle piante, gli studi umani ben progettati sugli adattogeni sono scarsi. Inoltre, essi usano spesso miscele di erbe, quindi risulta impossibile sapere esattamente quale componente stia avendo un effetto. Diverse specie o varietà presentano diversi composti e proprietà biologiche, e anche le diverse parti della stessa pianta (radici, foglie, steli) contengono differenti sostanze chimiche. Il modo in cui vengono lavorate le erbe influisce, poi, ulteriormente sulla loro attività biologica.

Premesso ciò, vi sono, tuttavia, alcuni studi che hanno riportato risultati interessanti. Ecco di seguito alcuni esempi.

GINSENG (Panax ginseng L.)

Il ginseng è stato usato come panacea fin dai tempi antichi ed è una delle erbe più ricercate. I suoi composti attivi comprendono più di 40 ginsenosidi, dalle proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, antitumorali e immunomodulanti.

Piccoli studi suggeriscono che il ginseng contribuisca a controllare il livello di zuccheri nel sangue, aumentando la produzione di insulina; altri dimostrano che sia in grado di incrementare diversi marcatori immunitari; altri ancora che possa ridurre la frequenza o la gravità del raffreddore. D’altro canto, invece, non vi sono prove convincenti che il ginseng possa favorire un potenziamento cognitivo, né trattare o prevenire l’affaticamento e l’ipertensione.

ELEUTEROCOCCO (Eleutherococcus senticosus Maxim.)

Impiegato per secoli come rimedio tradizionale in alcune parti dell’Asia, l’eleuterococco contiene composti chiamati eleuterosidi, i quali hanno manifestato effetti neuroprotettivi e di potenziamento immunitario negli studi di laboratorio e sugli animali.

Nonostante le scarse prove cliniche circa l’efficacia di questa pianta nel trattare le condizioni mediche negli esseri umani, un piccolo studio francese del 2015 condotto su soggetti affetti da stress legato al lavoro, a cui è stata somministrata una formula contenente eleuterococco o placebo, ha ottenuto risultati positivi. Nel gruppo che ha assunto eleuterococco, infatti, si sono registrati miglioramenti riguardo a sonno, stanchezza, depressione e altri parametri legati allo stress maggiori rispetto al gruppo placebo. (1)

ASHWAGANDHA (Withania somnifera L.)

La radice di questa pianta è stata a lungo utilizzata nell’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana, ed è considerata il miglior adattogeno da molti professionisti. Studi di laboratorio e su animali dimostrano che l’ashwagandha possiede proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive, contribuisce a controllare la glicemia e potenzia gli aspetti del sistema immunitario.

In uno studio pubblicato nel Journal of the International Society of Sports Nutrition nel 2015, uomini di età compresa tra i 18 e i 50 anni hanno assunto ashwagandha o un placebo mentre partecipavano al programma di allenamento per la forza. Dopo otto settimane, il gruppo trattato con l’erba ha manifestato un aumento significativo dei livelli di testosterone nel sangue e della forza muscolare, nonché una riduzione del grasso corporeo e dei danni muscolari indotti dall’esercizio rispetto al placebo. (2)

CONCLUSIONI

È difficile valutare gli adattogeni in maniera obiettiva. Il modo in cui vengono tipicamente studiati e impiegati in Occidente (come estratti purificati di una singola pianta), non è il modo in cui sono usati tradizionalmente (spesso combinati con altre erbe). I composti contenuti in queste piante potrebbero un giorno dimostrare dei benefici, soprattutto per il sistema immunitario e il controllo degli zuccheri nel sangue, ma si rendono necessari studi più ampi prima di raccomandarne l’uso.

  1. Alain Jacquet , Adeline Grolleau, Je´re´my Jove, Re´gis Lassalle, Nicholas Moore, Burnout: Evaluation of the efficacy and tolerability of TARGET 1 (a combination of casozepine, taurine, Eleutherococcus senticosus and extramel) for professional fatigue syndrome. Journal of International Medical Research 2015, Vol. 43(1) 54–66.
  2. Wankhede S, Langade D, Joshi K, Sinha SR, Bhattacharyya S, Examining the effect of Withania somnifera supplementation on muscle strength and recovery: a randomized controlled trial, J Int Soc Sports Nutr. 2015 Nov 25;12:43. doi: 10.1186/s12970-015-0104-9. eCollection 2015.

Rispondi