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Miele, un antibatterico naturale

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Con oltre 50 tipi di miele il nostro Paese detiene il record mondiale per la più grande varietà di mieli monoflorali.
Ogni miele è differente dagli altri proprio per la composizione dei fiori che vengono visitati dalle api. Possiamo avere mieli monoflora quando le api raccolgono polline da un solo tipo di fiore come ad esempio il miele di acacia, di castagno o di sulla, e altri mieli invece che sono composti da più tipi di pollini florali come il millefiori e il miele di spiaggia.
Il miele è un prodotto alimentare che le api producono e trasformano dal nettare dei fiori; è , quindi, naturale, sano, genuino, nutriente, di facile digestione, energetico (100 gr apportano ben 320 Kcal.), ricco di vitamine, sali minerali ed enzimi che lo rendono un ottimo integratore alimentare.
Ha un alto potere dolcificante ma con un apporto calorico inferiore rispetto allo zucchero, questo grazie alla presenza del fruttosio.
Nel mondo greco-romano il miele era utilizzato quotidianamente come alimento dolcificante e come medicamento nella cura delle vie respiratorie (tosse, catarro, bronchiti, tracheiti) e delle vie digerenti (per esempio, per la stitichezza) Ancora oggi, il miele rimane uno strumento valido e benefico di gran lunga utilizzato nella moderna medicina naturale perché assolutamente privo di controindicazioni.
Il miele è ottimo contro tosse e mal di gola perché ha notevoli capacità antibatteriche. Tutti i tipi di miele, infatti, hanno questa proprietà in virtù del perossido di idrogeno (meglio conosciuto come acqua ossigenata) che contengono e di come le molecole degli zuccheri si legano all’acqua, affamando i batteri dei nutrimenti necessari per sopravvivere. Uccidendo i batteri il miele velocizza il processo di guarigione delle infiammazioni e, nella medicina popolare, fin dall’antichità, veniva usato esternamente per trattare le ferite e le scottature.
I ricercatori svedesi guidati dal dott. Tobias Olofsson hanno scoperto che nel miele fresco vi sono 13 batteri lattici, che formano un unico gruppo, che producono una miriade di composti antimicrobici attivi. Dopo averli identificati, gli scienziati hanno testato l’efficacia antibatterica dei composti sui più noti agenti patogeni che causano gravi infezioni nell’uomo, come per esempio lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), lo Pseudomonas aeruginosa e l’Enterococcus vancomicina-resistente (VRE) e altri ancora.
A sorpresa – giacché si tratta di un prodotto naturale, e per questo spesso ritenuto da molti poco efficace – una volta applicati i batteri lattici sugli agenti patogeni in laboratorio, questi li hanno neutralizzati tutti. Una bella scoperta, se teniamo conto che le infezioni resistenti agli antibiotici sono oggetto di un’inarrestabile diffusione che sta mietendo sempre più vittime in tutto il mondo.

Quale tipo di miele scegliere

Ciascun tipo di miele ha colorazione, consistenza, composizione, odore e sapore differenti. Ogni miele racconta il particolare momento di fioritura di un determinato ambiente e raccoglie così tutte le proprietà che le laboriose api possono prendere dalle varie piante che visitano.

Miele d’acacia: ha proprietà lassative, antinfiammatorie per la gola, disintossicanti per il fegato e tonificanti in genere. Inoltre aiuta a ridurre l’acidità di stomaco. Ha un colore molto chiaro, con fragranze floreali, e un sapore vanigliato.
Miele di agrumi: ha proprietà antispastiche, sedative e cicatrizzanti per le ulcere, un colore chiarissimo e un sapore floreale-fruttato, un po’ acidulo.
Miele di castagno: agevola la circolazione sanguigna oltre ad avere azione astringente, antispasmodica e disinfettante delle vie urinarie; ha un colore piuttosto scuro e un sapore deciso dal retrogusto amaro.
Miele di erica: ha proprietà antireumatiche e diuretiche oltre a disinfettare le vie urinarie; cristallizza velocemente e ha un aspetto denso, per un colore che va sull’arancione. Il sapore è tipicamente caramellato.
Miele di eucalipto: dalle proprietà antiasmatiche, espettoranti e antibiotiche è buono per alleviare raffreddore e tosse. Ha un colore ambrato, un profumo pungente e un sapore maltato e molto aromatico.
Miele millefiori: tra i tipi di miele più noti e diffusi, il millefiori ha mille proprietà: ottimo un po’ per tutti, dai giovani in crescita agli anziani agli sportivi, rinvigorisce e decongestiona, oltre ad avere proprietà calmanti della tosse e azione cardiotropa. In più disintossica il fegato, regola l’attività dell’intestino, è antianemico e diuretico. Il colore può essere più o meno scuro, dipende della stagione e dai fiori più presenti nel territorio, fattore che ne influenza, caratterizzandoli, anche l’odore e il sapore.
Miele di sulla: dal sapore “vegetale”, dall’odore molto delicato e dal colore chiaro (quasi bianco quando è cristallizzato) questo miele ha proprietà tonificanti, energetiche e diuretiche. Buono per purificare il fegato e come regolatore intestinale, ha una fragranza che sa di fiori e contiene buone percentuali di vitamine A, B e C.
Miele di tiglio: dalle proprietà calmanti, diuretiche e digestive funge anche da sedativo per i dolori mestruali e può essere di aiuto contro l’insonnia. Buono anche per tisane espettoranti, è di colore chiaro o anche scuro (dipende dal contenuto in melata), ha un odore balsamico e un sapore dal retrogusto amaro.
Miele di timo: anche questo tipo di miele ha proprietà calmanti, e poi antisettiche e febbrifughe oltre a essere consigliato nei casi di debolezza di reni. Dalla cristallizzazione veloce, il colore è ambrato, più scuro quanto più diventa denso. Ha un aroma decisamente forte, di erbe aromatiche, che a volte può sembrare quasi chimico, cosa che si riflette nel caratteristico sapore.
Miele di tarassaco: è ricco di glucosio e, per questa sua caratteristica, tende a diventare compatto e a cristallizzare, di conseguenza è assolutamente sconsigliato conservarlo in frigo, meglio sarebbe tenerlo in un luogo asciutto senza odori. Ha proprietà diuretiche, depurative e disintossicanti. Ottimo per depurare fegato e reni.
Miele di manuka: questa tipologia di miele rientra di diritto tra i superfood, a causa delle sue straordinarie proprietà, ancora al centro di numerosi studi. Di recente, questo miele, estratto dai fiori di una pianta neozelandese, la manuka, è stato riconosciuto come un rimedio 100% naturale.Tra le problematiche in grado di curare, o almeno di attenuare, ci sarebbero quelle legate al tratto intestinale, come l’ulcera, il reflusso, a colite e la candida. Inoltre, si rivelerebbe efficace come rimedio per il trattamento di escoriazioni e ferite: grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e cicatriziali, ne trarrebbero beneficio anche coloro che sono affetti da eczemi, dermatiti, acne e psoriasi.
Miele di melata: una delle caratteristiche peculiari del miele di melata è dovuta proprio al fatto che si ottiene, appunto, dalla melata e non da un nettare. La melata è una sostanza zuccherina e vischiosa (la linfa che, nei periodi dell’anno molto umidi, ricopre abbondantemente in modo appiccicoso le foglie delle piante) che si forma sulla vegetazione, in particolare sulle foglie degli alberi, in prossimità di colonie di afidi e di altri insetti che si nutrono della linfa di queste piante. Mediamente il colore è scuro, il profumo ed il sapore sono forti, molto dolci ed inconfondibili con un sentore di caramello. E’ un miele ricco di sali minerali organici con alta bio-disponibilità ed è molto usato da chi pratica sport e nei casi di disidratazione dovuta sia a sudorazione sia a vomito e diarrea.

Il miele è costituito prevalentemente da zuccheri semplici (glucosio e fruttosio) ed è per questo che è molto digeribile. Il glucosio, infatti, entra direttamente in circolo e viene utilizzato immediatamente, il fruttosio, invece, viene consumato più lentamente e garantisce un apporto energetico diluito nel tempo. Per questo motivo viene consigliato agli sportivi, agli anziani, ed ai bambini a partire dai due-tre anni di età mentre è meglio non dare il miele ai neonati almeno fino al compimento di 1 anno di età (il miele è un prodotto naturale che può contenere un batterio , il Clostridium botulinum, capace di provocare il botulismo. Questo microrganismo può sopravvivere nel miele e quando arriva nell’intestino del neonato, non ancora maturo, può dare problemi importanti).

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