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Pet therapy: i nostri migliori amici si prendono sempre cura di noi

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Solo chi ha avuto almeno una volta nella vita un animale domestico può comprendere quanto possa essere importante avere un amico che ci attende ed è sempre contento di vederci tornare a casa.

Cane, gatto, coniglietto o qualsiasi altro animale non solo sono in grado di donarci, ognuno a modo proprio, affetto e dolcezza, ma in alcuni casi rappresentano una vera e propria terapia per diversi tipi di patologie, sia nell’adulto che nel bambino.

Il termine inglese “Pet Therapy” ha origine dalle parole “Pet”, ossia animale d’affezione, e “Therapy” cioè terapia o cura. Questi “interventi assistiti con gli animali” sono stati attivati per bambini, anziani, persone con disabilità o disturbi psichiatrici e hanno dimostrato di portare notevoli giovamenti su più fronti.

Fondamentale la finalità psicologica-educativa: instaurare un rapporto di amicizia con un animale ha dimostrato notevoli miglioramenti nei bambini con disturbi comportamentali quali l’insufficiente o la totale mancanza di capacità di socializzare e relazionarsi col prossimo, la Pet Therapy infatti risulta essere di grandissima utilità nei bambini affetti da autismo, stati d’ansia spesso associati a scarsa autostima e basso rendimento scolastico. L’animale infatti non giudica mai, né l’aspetto estetico né il disturbo di cui soffre il suo piccolo amico umano e questo rende il bambino più sicuro, più tranquillo.

Le azioni buffe dell’animale e i suoi comportamenti affettuosi stimolano il sorriso, e ridere va a stimolare le vie biochimiche del rilassamento, con conseguente riduzione della pressione arteriosa e rallentamento del ritmo cardiaco e di quello respiratorio. Il gioco è molto importante, divertirsi ad esempio in compagnia di un cane, di un gatto o di un coniglio va ad aumentare le difese dell’organismo e promuove la guarigione.

L’idea di doversi prendere cura di un animale, di doverlo ad esempio nutrire e pulire, aiuta ad “uscire dal proprio problema” e ad “aprirsi” proprio grazie alla necessità di doversi occupare della salute di un altro essere vivente.

Da non dimenticare inoltre la componente fisica, infatti l’interazione con l’animale possiede inoltre un’utile finalità motoria-riabilitativa: molto impiegate oggi sono l’Ippoterapia, consistente in passeggiate a cavallo, e la Delfinoterapia, durante la quale il paziente viene coinvolto in giochi in acqua insieme ai delfini, entrambe volte al trattamento di deficit motori.

Il coinvolgimento affettivo ed emozionale che viene a crearsi tra uomo e animale ha dimostrato dare ottimi risultati anche in situazioni critiche come ad esempio la riduzione dell’aggressività nelle prigioni e nel trattamento e prevenzione della depressione negli anziani.

La Pet Therapy gioca un ruolo rilevante anche nei pazienti con malattie croniche di tipo neuro-muscolare, nelle convalescenze, nei pazienti con attacchi d’ansia.

Più di recente è stato sperimentato questo particolare tipo di terapia anche negli adolescenti, con lo scopo di allontanare il pericolo del bullismo mediante una riflessione su tematiche importanti come il rispetto e la fiducia.

Importante ricordare che gli animali impiegati nella Pet Therapy devono essere addestrati e il conduttore dell’animale deve sempre essere presente ad ogni seduta ai fini di un corretto trattamento del paziente.

La Pet Therapy non vuole chiaramente sostituire la terapia farmacologia ma va invece a sostenerla, comportando così un effetto sinergico con i farmaci in modo da promuovere la guarigione del paziente.

Alla luce di tutto questo non posso che concludere così: ricordiamoci sempre quanto i nostri amici animali siano preziosi e impariamo a rispettarli!

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