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Al via la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2018-2019

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L’inverno è ormai alle porte e memori dell’ondata influenzale dello scorso anno è consigliabile fare il vaccino antiinfluenzale per prevenire i rischi di contrarre il virus nei prossimi mesi.

L’influenza è una delle classiche patologie della stagione fredda. Il responsabile di questa malattia un virus e il contagio avviene attraverso le vie respiratorie, anche se si può cercare evitarlo grazie ad una precisa strategia per la prevenzione della influenza.

Siamo abituati a considerare quest’ultima una malattia tutto sommato banale e facile da debellare. In effetti, di per sé, l’influenza non è pericolosa, ma può avere delle complicazioni che invece espongono la nostra salute a diversi rischi, soprattutto per quanto riguarda determinate fasce della popolazione, come ad esempio gli anziani.  Nel vaccino antinfluenzale sono contenuti 3 o 4 ceppi del virus influenzale fra quelli che si attendono per il periodo successivo. Ecco perché vaccinarsi contro l’influenza è fondamentale, sebbene non sia obbligatorio e, sempre per questa ragione, il Ministero della Salute ogni anno si impegna in una importante campagna per il vaccino antinfluenzale, così da proteggere chi è fisicamente più fragile rinforzandone il sistema immunitario e permettendogli di trascorrere un inverno sereno.

La stagione 2018/2019 dovrebbe risultare di media intensità, meno forte di quella scorsa, che ha messo a letto complessivamente 8.677.000 persone da (dati InfluNet).

Ciononostante, non meno di 5 milioni di persone si ammaleranno, spiega il dott. Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano.

La sua affermazione si basa sui dati che provengono dall’Australia e dalla Nuova Zelanda, dove si è appena conclusa la stagionale epidemia influenzale. Il virus che ha circolato di più in quei Paesi è l’AH1N1 e l’intensità dell’epidemia è stata media, anche se non si possono azzardare valutazioni conclusive data la possibile circolazione in fase terminale del virus B, che potrebbe ancora infettare molte persone.

Anche per il 2017/2018 ci si aspettava una diffusione media e invece si è dimostrata la peggiore epidemia degli ultimi 15 anni.

La variabile metereologica potrebbe giocare un ruolo sia in senso positivo che negativo

Quando fare il vaccino antinfluenzale?

Il periodo migliore per vaccinarsi, in base alla nostra situazione climatica e all’andamento delle epidemie influenzali in Italia, è quello autunnale, quindi a partire dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre, fatta eccezione per altre eventuali indicazioni specifiche. La vaccinazione potrà essere effettuata, a seconda dei casi, dal proprio medico di famiglia o pediatra, presso le strutture sanitarie o ambulatori vaccinali, e in alcuni casi anche dal medico del lavoro, nella sede in cui si lavora. Subito dopo essersi sottoposti al vaccino, il corpo inizierà a produrre anticorpi, costruendo così una difesa necessaria al virus valida 1 semestre.

Chi dovrebbe fare il vaccino antinfluenzale?

Come si legge nel sito del Ministero della Salute, alcune fasce di popolazione, come ad esempio i bambini piccoli e gli anziani, possono essere maggiormente a rischio di gravi complicanze influenzali (come polmonite virale o batterica secondaria e un aggravamento delle condizioni mediche sottostanti), quindi queste persone dovrebbero sottoporsi alla dovuta vaccinazione. Lo stesso vale per i pazienti a rischio come gli OVER 65 anni e gli operatori sanitari che sono spesso a contatto con i pazienti a rischio di acquisizione o trasmissione della malattia. Devono sottoporsi a vaccinazione anche le donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, per proteggere la propria salute e quella del bambino.

Un’attenzione particolare va posta anche al personale sanitario, in particolare quello operante nei reparti ospedalieri a rischio più elevato, che è particolarmente esposto alle interazioni con le persone affette da influenza e i loro familiari.

Come ogni anno l’elenco dei soggetti a rischio resta invariato.

I vaccini disponibili

Attualmente in Italia sono disponibili vaccini antinfluenzali trivalenti (TIV) che contengono due virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e un virus di tipo B, oltre a vaccini quadrivalenti che contengono due virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e due virus di tipo B. Un riassunto delle caratteristiche dei vaccini disponibili è riportato sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco: http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/vaccini

Dosi e somministrazioni del vaccino antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale si somministra in un’unica dose, niente richiami dunque, si può risolvere tutto con una sola iniezione. Questo discorso è valido per i bambini che hanno compiuto 9 anni e per gli adulti, mentre invece per i più piccoli il medico potrebbe invece stabilire l’opportunità di somministrare il vaccino antinfluenzale in due soluzioni a distanza di un mese l’una dall’altra.

Effetti collaterali

Entro 6-12 ore dall’inoculazione del vaccino possono verificarsi delle reazioni avverse, generalmente di entità leggera, come ad esempio febbre e nausea che possono protrarsi per 1 o 2 giorni. Bisogna evitare la vaccinazione nei neonati al di sotto dei 6 mesi di età e in coloro che hanno delle specifiche allergie a delle componenti del vaccino (come ad esempio le proteine dell’uovo). Se si ha in programma la vaccinazione ma si contrae la febbre non ci si deve vaccinare, o meglio bisogna posporre la data della somministrazione del vaccino antinfluenzale e attendere che la febbre passi. Bisogna poi valutare con il medico curante l’opportunità di vaccinazione nel caso di persona affetta dalla sindrome di Guillain-Barré.

L’importanza della prevenzione

Il ricorso alla vaccinazione non deve far perdere di vista l’importanza di mettere sempre in atto le basilari misure di igiene e protezione individuale come mezzo fondamentale per prevenire la diffusione del virus tra persone diverse. Basta uno starnuto o un colpo di tosse, o un contatto con chi abbia le mani contaminate dalle secrezioni respiratorie, per avviare il contagio. È improntante evitare di toccarsi occhi, naso o bocca per non trasmettere al proprio corpo il virus dopo essere entrati in contatto con una persona malata.
Tra le misure misure di protezione personale non farmacologiche raccomandate dal Centro europeo di prevenzione e controllo della malattia (Ecdc) vi è il regolare ricorso al lavaggio delle mani, per almeno 40-60 secondi ogni volta, che devono anche essere accuratamente asciugate. In assenza di acqua è possibile far ricorso ai prodotti disinfettanti per le mani a base alcolica.
È bene anche coprire sempre con la mano la bocca e il naso quando si starnutisce o tossisce, utilizzare fazzoletti monouso da smaltire correttamente, lavandosi le mani subito dopo. Se malati, riposate il più possibile.

Potete trovare tutte le informazioni sull’influenza e sul vaccino antinfluenzale sul dito del Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/portale/influenza/homeInfluenza.jsp

 

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