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Fluoro, acqua e Disturbi dell’attenzione e iperattività nei bambini

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Sulla rivista Environment Internation è stato presentato lo studio “Prenatal Fluoride Exposure and Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) Symptoms in Children at 6-12 Years of Age in Mexico City” nel quale si rileva come dice il titolo che in Messico, dove il fluoro viene aggiunto insieme allo iodio nel sale da cucina, su un campione di 213 neomamme misurandone la quantità nelle urine durante la gravidanza ha mostrato che elevati livelli causano una maggiore incidenza di sintomi di deficit da iperattività* nei bambini dai 6 ai 12 anni.

L’Italia è uno dei paesi con le acque migliori del pianeta sotto ogni profilo grazie alle nostre montagne, e per le proprietà delle nostre acque non è necessario integrare il fluoro in quanto le concentrazioni di questo elemento sono mediamente sufficienti (circa 1mg/lt) per il fabbisogno del nostro corpo con una sana e corretta alimentazione [fonte Istituto Superiore di Sanità], mentre nel resto del mondo usano quasi tutti l’acqua del “rubinetto” che per molti stati, come Canada, Australia, e gran parte degli Stati Uniti viene aggiunta direttamente nell’acquedotto.

Ma perchè il fluoro viene addizionato?

Esso aiuta a combattere e prevenire le patologie dentarie che sono un costo sociale molto elevato, riduce infatti di circa il 40% l’insorgere di carie.

Tornando al nostro studio sembrerebbe che il fluoro abbia qualche ruolo di interferenza durante il periodo gestazionale nella formazione della rete neurale del nascituro, portanto a sviluppare molto al di sopra della media statistica la sindrome ADHD (di cui al titolo dell’articolo), mentre sembrerebbe innocua una volta che si assume dall’alimentazione o integrata come consigliano i pediatri già dai primi anni di vita per ridurre il rischio di carie.

Inoltre non dimentichiamoci che praticamente quasi tutti i dentrifici per adulti e bambini sono già addizionati di fluoro per cui l’integrazione per bocca potrebbe essere limitata a casi più particolari, sempre a discrezione del pediatra che farà in scienza e coscienza le sue dovute valutazioni. Per gli adulti ovviamente non è necessario se non ove indicato dal dentista.

Gli integratori di fluoro in Italia sono di libera vendita [Zymafluor®, Fluormill®, FluorD®, ecc..], reperibili presso farmacie e parafarmacie, ma chiedete sempre il consiglio per il dosaggio adeguato o consultate sempre il foglietto illustrativo qualora vogliate usarli, e mi permetto di dire che se i vostri figli imparano a lavarsi i denti come un gioco fin da piccolissimi l’integrazione alimentare risulta inutile.

Per quanto riguarda le concentrazioni effettive nelle acque l’unico riferimento normativo è il D.L. 2/2/2001 n. 31, che recepisce la direttiva comunitaria 98/83/CE stabilendo in 1.5 mg/l la concentrazione massima di fluoro nelle acque potabili.

Conclusioni

In Italia i casi di ADHD sono statisticamente inferiori (da noi 1% dei casi analizzati) rispetto ad altri paesi come gli USA (fino al 9,4% nel 2016). Se questo sia causato dall’assunzione di troppo fluoro dalle mamme in gravidanza resta ancora da accertare però i dati di questo studio pongono molti interrogativi. Penso che l’unica conclusione plausibile sia che, nel caso dobbiate andare per lavoro o altri motivi per lunghi periodi all’estero e iniziate una gravidanza, probabilmente non vi rimane altra scelta che bere solo dalle bottiglie verificando sulle etichette che le concentrazioni di fluoro risultino entro i valori massimi consigliati che per l’OMS è 1,5 mg/litro.

*Il disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività, meglio conosciuto con l’acronimo ADHD, è un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente caratterizzato, secondo i criteri del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder (DSM-IV), da inattenzione e da impulsività/iperattività.

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