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Wellness

Un buon rapporto con il nostro microbiota giova alla salute (parte II)

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È possibile supportare la funzione immunomodulatoria e di barriera del microbiota umano (specie in condizioni di cattiva alimentazione, utilizzo di farmaci ad azione antibiotica, stress, problemi digestivi ecc.) con l’assunzione dei cosiddetti probiotici , dal greco “pro-bios” che significa “a favore della vita”. Si tratta di organismi vivi, in grado di raggiungere l’intestino in forma attiva e vitale, colonizzare la mucosa, apportando effetti benefici per la salute dell’ospite. Sono già parecchi i batteri individuati come probiotici (Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus gasseri, Lactobacillus casei e Lactobacillus johnsonii ecc.) che appartengono alla normale flora intestinale umana e che sono capaci di sopravvivere al passaggio nello stomaco.  Per essere efficaci i probiotici dovrebbero essere assunti sempre e solo a stomaco vuoto, per un tempo medio di 3-4 settimane e in un quantitativo di almeno un miliardo di batteri al giorno, ragion per cui è impossibile introdurli con la semplice dieta. Va da sé, pertanto, che i probiotici sono aggiunti specificatamente agli alimenti, e non vanno confusi con i fermenti lattici o i batteri contenuti nello yogurt, i quali sono anch’essi vivi ma non vitali, ossia non hanno la capacità di riprodursi nell’intestino.

Si può agire a favore del nostro microbiota intestinale anche attraverso l’assunzione di prebiotici, ovvero sostanze non digeribili contenute in alcuni alimenti, principalmente fibre idrosolubili, non gelificanti, che  promuovono la crescita, nel colon, di una o più specie batteriche utili allo sviluppo della microflora intestinale. Essi sono presenti in molti integratori di fermenti lattici, ma anche in diversi cibi , in particolar modo nella farina di frumento, nelle banane, nel miele, nel germe di grano, nell’aglio, nella cipolla, nei fagioli e nei porri.

Dalla combinazione di probiotici e prebiotici si ottengono i simbiotici. Si tratta di prodotti contenenti microrganismi probiotici vivi e vitali, in grado di esercitare un’azione positiva sulla microflora intestinale, e ingredienti non digeribili dall’uomo, ma fermentabili da parte dei batteri probiotici presenti nel lume intestinale, di cui stimolano la crescita e l’attività. L’associazione di probiotici e prebiotici rappresenta, probabilmente, la migliore strategia di integrazione, perché migliora da un lato la sopravvivenza degli organismi probiotici e fornisce allo stesso tempo un substrato specifico alla flora batterica residente.

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