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Benefici reali o presunti della dieta alcalina

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Tra i tanti consigli alimentari a scopi curativi che si possono trovare in rete, uno dei più diffusi è la cosiddetta “dieta alcalina”, in base alla quale alimentarsi con cibi “non acidi” sarebbe vantaggioso per la salute, se non addirittura curativo nei confronti di svariate patologie.

Innanzitutto cosa si intende per “alcalino”? Una soluzione si definisce alcalina (o basica),  piuttosto che acida, in base al suo pH, acronimo di “Potential of Hydrogen”, ovvero in base alla sua concentrazione in ioni idrogeno (H+) e ioni idrossido (OH-). Se la quantità degli ioni è la stessa, la soluzione si definisce neutra e le viene attribuito un pH di 7; nel caso in cui prevalgano gli ioni H+,  la soluzione sarà acida, con un pH inferiore a 7,  mentre sarà alcalina e con pH superiore a 7 in presenza di un’elevata concentrazione di ioni OH-.

In base a questa notazione, il nostro sangue risulta  lievemente alcalino, avendo un pH che si aggira intorno a 7,4. In realtà questo valore non è fisso: può variare (ovviamente parliamo di oscillazioni minime), però viene subito riportato nella norma da una serie di meccanismi che il nostro organismo mette in atto involontariamente attraverso i reni e la respirazione. Il nostro corpo, quindi,  agisce senza sosta per mantenere il pH ai valori fisiologici. Per queste ragioni sembrerebbe inutile voler “alcalinizzare il corpo”. Tuttavia, di fronte alla dieta occidentale, così ricca di alimenti che producono un aumento dell’acidità dell’organismo, ecco scaturire le affermazioni secondo cui diete e terapie “deacidificanti” o “alcalinizzanti” avrebbero sensazionali poteri benefici e curativi.

In realtà l’eventuale acidità o basicità di un alimento che introduciamo con la dieta non ha alcuna influenza sul pH del nostro sangue. Lo stesso alimento alcalino, subito dopo l’ingestione, viene a contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco che neutralizzano l’alcalinità dell’alimento, il quale al momento dell’assimilazione risulta praticamente neutro (o addirittura acidificato). In ogni caso, poi, come detto in precedenza, si metterebbero in moto tutti i meccanismi di regolazione del pH per riportarlo immediatamente ai valori consueti.

I benefici che alcuni sembrano riportare dall’approccio ad una dieta alcalina, sono in realtà riconducibili a una maggiore attenzione a ciò che si ingerisce, evitando cibi grassi e pesanti. Infatti, la dieta alcalina è un regime alimentare che si basa soprattutto sul consumo di frutta, legumi, pesce, semi oleosi e verdura, alimenti sani e ricchi di antiossidanti e sali minerali, come magnesio e potassio, che possono contribuire a migliorare il nostro stato di salute. È fondamentale, quindi, non confondere l’azione dell’alimento alcalino con quella delle sostanze che esso contiene.

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