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Attenzione al latte vaccino

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Le nuove linee di indirizzo del Ministero della Salute sull’alimentazione nella prima infanzia sconsigliano il latte vaccino nel primo anno di vita e lo indicano con cautela a partire dal secondo anno.Infatti il latte vaccino è troppo ricco di proteine mentre scarseggia di ferro e di acidi grassi essenziali. Se non è possibile l’allattamento materno, conviene utilizzare le formule per lattanti  che sono gli unici prodotti in grado di sostituirlo, perché in grado di soddisfare il fabbisogno nutrizionale nei primi mesi di vita. Spesso dopo i primi mesi di vita si somministra latte vaccino, un po’ per errata cultura diffusa, per comodità o motivi economici. Bisogna però fare molta attenzione in quanto il latte di mucca ha un contenuto di proteine inadeguato alle esigenze di un bimbo piccolo contiene il triplo di proteine rispetto al latte materno.

Tra 1 e 3 anni l’apporto energetico, secondo le indicazioni dei “Livelli di Assunzione di Riferimento ed Energia per la popolazione” (Larn) 2014, dovrebbe derivare per il 50% dai carboidrati, per il 40% dai grassi e solo per circa il 10% dalle proteine.  Spesso si eccede con le proteine, che però, se troppe, condizionano la regolazione di insulina e ormoni dell’appetito, causando problemi metabolici ed obesità.

Diversi studi hanno evidenziato come il rischio di diventare obeso nel gruppo di bambini alimentati dalla nascita con più alto contenuto proteico è 2,5 volte maggiore rispetto a quelli che ricevono minor apporto proteico. Inoltre si deve tener presente che i lipidi, devono fornire il 40% di energia nel lattante, il 35-40% da 1 a 3 anni, il 20-35 % dopo i 4 anni, ma i nuovi Larn indicano che in tutte le età pediatriche devono essere assicurati gli acidi grassi Omega 3 perché essenziali per lo sviluppo del cervello. Il latte materno assicura l’apporto della giusta quantità di lipidi e di acidi grassi Omega 3 e così fanno i latti formulati, ma non il latte vaccino che non contiene acidi grassi polinsaturi a lunga catena, come i derivati dell’acido arachidonico e l’acido docosaesaenoico.

Infine il latte vaccino è troppo povero di ferro, minerale necessario per la crescita e lo sviluppo neurocomportamentale ma spesso carente nei primi anni di vita. Quindi anche dai dodici ai trentasei mesi è bene non utilizzare il latte vaccino, ma sostituirlo con il latte materno o con i latti formulati, in particolare se il latte rimane per il bambino uno degli alimenti principali.

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