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Taglio ritardato del cordone ombelicale

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Come già specificato in un precedente articolo la pratica di mantenere cordone e placenta attaccati al neonato fino a che non si stacchino da soli non ha nessun valore scientifico.
Invece è stato provato che un ritardo di tre minuti o più nel taglio del cordone ombelicale dopo il parto riduce il rischio di anemia nei neonati. Se si aspetta a clampare il cordone quando ha smesso di pulsare si permette a tutto il sangue placentare di passare al neonato e in questo modo si aumentano le sue riserve di ferro e si riduce il rischio di anemia fino agli otto mesi di vita e oltre.

L’anemia e la carenza di ferro, nella primissima infanzia, possono provocare un’alterazione del neurosviluppo che colpisce abilità cognitive, motorie e comportamentali. Oggi come cura per l’anemia si utilizzano cibi fortificati e integratori di ferro, ma alcuni studi hanno mostrato che il taglio ritardato del cordone potrebbe essere un’alternativa a basso costo che può ridurre il rischio di carenza di ferro. Il sangue trasfuso fetoplacentare dopo il parto, infatti, aumenta i depositi di ferro nella prima infanzia.
Fino a qualche tempo fa il taglio avveniva dopo pochi secondi dalla nascita,ma già negli ultimi anni l’indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è di aspettare da 1 a 3 minuti e gli ultimi studi dimostrano come aspettare almeno tre minuti permetta di ridurre la possibilità di anemia e carenza di ferro fino agli otto mesi di vita e oltre.
Per evitare la carenza di ferro nei neonati e nei lattanti è importante inoltre controllare i livelli di ferro nel sangue della madre in gravidanza in modo da integrare il ferro, se manca, e permettere al feto di riceverne la giusta quantità, evitare di somministrare il latte vaccino ai bambini sotto i dodici mesi di età per scongiurare microemorragie intestinali che potrebbero presentarsi e comportare la perdita di ferro, evitare di posticipare l’introduzione di cibi diversi dal latte materno oltre i sei mesi, in quel periodo si riducono le riserve del neonato e il solo latte di mamma, pur contenendo ferro, potrebbe non bastare a fornirne il giusto apporto e infine per i bambini allattati artificialmente scegliere latti addizionati con l’opportuna quantità di ferro.

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