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Acne: pubertà e non solo

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Ci vengono spesso quando siamo adolescenti, possono manifestarsi anche da adulti e talvolta, se pur raramente, anche da anziani.

Non c’è proprio età alla quale si possa sfuggire ai brufoli.

Ma perché vengono i brufoli?

Nei casi più “fastidiosi” i brufoli si manifestano sotto forma di un disturbo che tutti conosciamo con il nome di acne. Le aree che solitamente rimangono interessate sono il viso, le spalle e la schiena.

L’acne è un tipo di dermatosi che si presenta principalmente durante l’età dell’adolescenza, infatti in Italia oltre il 30% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni ne sono colpiti.

Ciò è dovuto infatti all’azione degli ormoni sessuali, testosterone nei maschi ed estrogeni nelle femmine, che durante questa fase della vita vengono prodotti in elevate quantità e che provocano delle importanti modificazioni della composizione del sebo, oltre che una sua ipersecrezione ad opera delle ghiandole sebacee. Il sebo viene fisiologicamente prodotto dalla nostra pelle ed è necessario sia per proteggere la cute sia per mantenerne il giusto grado di idratazione. Il sebo è una miscela lipidica semi-liquida alla temperatura della pelle ed è composta principalmente da gliceridi, esteri cerosi, colesterolo ed esteri del colesterolo, dallo squalene che è un precursore del colesterolo. Il sebo rappresenta la sede di crescita di numerosi microrganismi, facenti parte di quello viene chiamato il “microbioma cutaneo”, ossia quella fisiologica colonia batterica che popola la superficie della nostra pelle, costituita principalmente da actinobatteri, proteobatteri, corinebatteri, propionobatteri e anche stafilococchi. Modifiche nella composizione chimica sebacea influenza la vita di questi microrganismi, provocando lo sviluppo di quei batteri che danno origine all’acne, come ad esempio il Propionibacterium acnes, che prolifera a livello dei comedoni, ovvero quei pori della pelle completamente ostruiti da materiale sebaceo, meglio conosciuti come “punti neri”. Quando i punti neri si infettano e si infiammano danno origine al classico brufolo, accompagnato dai segni caratteristici dell’infiammazione, ovvero il gonfiore, il rossore, la sensazione di bruciore e il dolore al tatto. Nel caso dell’acne l’infiammazione può presentarsi sotto forma di papule, che non contengono pus, oppure di pustole, che invece contengono pus.

Altro fattore che sembra avere una forte influenza sul manifestarsi di questa dermatosi è quello psicologico.

Lo stress è un acerrimo nemico della salute della pelle, e infatti durante il periodo adolescenziale, caratterizzato da importanti variazioni dello stato emotivo, questo aspetto incide in maniera rilevante sul promuovere il disturbo dell’acne.

Secondo le statistiche, le donne hanno due punti che le portano in svantaggio rispetto ai coetanei maschi: l’utilizzo di prodotti cosmetici comedogenici, ovvero che aumentano la formazione dei comedoni e quindi facilitano le infezioni da parte di P. acnes, e la scorretta abitudine di “strizzarsi” sia i punti neri che le pustole acneiche, comportamento tipicamente femminile che non solo aggrava la patologia facendola espandere ad aree più estese di pelle ma che provoca anche la permanenza di cicatrici una volta guarita la lesione cutanea. Inoltre nelle giovani donne talvolta le manifestazioni acneiche si presentano in corrispondenza del ciclo mestruale.

Esistono diverse sostanze che possono essere utilizzate per trattare l’acne, dalle creme a base dell’antibiotico clindamicina, utili per combattere le infezioni ad opera di Propionibacterium acnes, ai gel contenenti perossido di benzoile, anch’essa sostanza ottimale per la sua azione antimicrobica sulla cute.

Molto utilizzati sono anche dei derivati della vitamina A chiamati retinoidi. L’acido retinoico, anche detto tretinoina, svolge una fondamentale azione esfoliante e inoltre può ridurre l’entità delle cicatrici lasciate dalle lesioni acneiche.

Importante per chi soffre di questo problema è la pulizia del viso.

Essa andrebbe svolta almeno due volte al giorno, al mattino e la sera prima di coricarsi, utilizzando prodotti che non siano troppo aggressivi ma che possano eliminare in maniera efficace il sebo in eccesso.

Vanno bene le maschere purificanti e sebo-normalizzanti a base di argilla verde e la pratica del peeling, buona anche per rimuovere le cellule morte. Le operazioni di pulizia del viso andrebbero eseguite dopo aver tamponato la pelle con un asciugamano intriso di acqua tiepida oppure dopo essere stati alcuni minuti a contatto con del vapore, andranno benissimo la classica bacinella con acqua bollente e un asciugamano da mettere sopra la testa come quando si effettuano i suffumigi, tutto questo affinché i pori siano più dilatati e quindi possano essere svuotati più facilmente.

Attenzione per quanto riguarda l’argomento cosmesi: vanno bene le creme idratanti ma solo quelle leggere, adatte per le pelli grasse, mentre i prodotti per il make-up devono avere una texture molto leggera in modo tale da non “appesantire” la pelle e da far respirare i pori.

Da non dimenticare che anche la dieta ha una certa influenza, andrebbero infatti evitati i cibi troppo grassi, preferendo invece la fibra contenuta in frutta e verdura, alimenti ricchi di vitamine importanti per la salute della cute.

E se ti chiedono “Ma come mai ancora acne alla tua età?”

La risposta giusta è “Perché sono ancora giovane… dentro e fuori”

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