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Sonno e Sogni

Cosa sono i sogni in psicologia

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Adesso che abbiamo iniziato a conoscere cosa è il sonno e come nasce e si sviluppa, vogliamo introdurre un argomento affine al sonno, una cosa che accade durante la fase più profonda, ovvero i sogni. Durante la fase Rem nella quale i ricordi si riorganizzano, si fissano nella memoria ed avviene un meraviglioso fenomeno di cui sovente non ci ricordiamo ma avviene tutte le notti, cioè i Sogni.

La Dott.ssa Cinzia Forte*, psicologa, ci aiuterà ad entrare in questa dimensione rispondendo ad alcune domande che le abbiamo posto e per comodità divideremo in tre articoli consecutivi e distinti.

D: CI_sogniosa sono i sogni in psicologia?

R: Da millenni, con la comparsa dell’homo sapiens, dell’autoconsapevolezza e del linguaggio, il sogno ha suscitato la curiosità di conoscerne la natura ed il significato: nel corso della Storia è stato infatti oggetto di riflessioni e di considerazioni magiche, filosofiche ed epistemologiche, nel tentativo di decifrarne la complessità.

Dal punto di vista psicologico, e psicoanalitico in particolare, lo studio dei sogni occupa un posto di rilievo. Nel 1899 L’Interpretazione dei sogni di Freud ha di fatto rappresentato un contributo tanto rivoluzionario quanto lo era stato per la biologia L’origine della specie, circa mezzo secolo prima.

Per Freud il sogno rappresenta la strada maestra per l’inconscio: è un fenomeno universale e ricorrente che tenta di realizzare esigenze, soprattutto inconsce, attraverso il cosiddetto “lavoro onirico”.

Nel sogno Freud distingue il contenuto manifesto, ovvero la situazione che appare direttamente in sogno, che viene poi riferita al risveglio da parte del sognatore, dal contenuto latente, ovvero ciò a cui il sogno allude. Il sogno rappresenta, dunque, la soddisfazione di un desiderio spesso inaccettabile all’Io del soggetto; di conseguenza, il contenuto latente viene trasformato in modo tale da non risultare riconoscibile ed eludere la censura applicata dal Super-Io (la coscienza) del soggetto sognante.

Freud, quindi, ipotizza come il sogno sia una “realizzazione velata di desideri inibiti”, ossia espressione di desideri che la coscienza disapprova, impedendo loro di emergere.

Il sogno sarebbe il “guardiano del sonno”, procede per immagini ed è caratterizzato dall’assenza di ordine, di coerenza sia logica che oggettiva, di senso comune, di senso etico e di senso estetico.

Poiché l’inconscio non è sotto il nostro controllo, l’unico modo per capirne il funzionamento è interpretare i suoi cosiddetti derivati: i sogni, i sintomi ed i lapsus. Ed uno degli elementi storicamente fondanti della psicoanalisi fu proprio lo sviluppo della tecnica della libera associazione, attraverso la quale Freud tentava di reperire informazioni sul significato latente dei sogni riferiti dai propri pazienti in seduta.

In seguito, la teoria originaria ha subito varie modifiche e diversi autori hanno formulato teorie alternative a quella freudiana.

Lo psichiatra Hobson, per esempio, respinge l’idea che i sogni esprimano necessariamente significati profondi o nascosti. In base agli studi che l’autore ha effettuato, i sogni vengono creati quando gli impulsi neuronali generati casualmente dal tronco encefalico raggiungono la corteccia cerebrale durante il sonno REM. Semplicemente la corteccia conferisce un significato agli input casuali che sta ricevendo ed origina i sogni.

La teoria cognitiva e le neuroscienze affermano, poi, che il sonno adempie a funzioni per l’organismo fondamentali (ad esempio, la rigenerazione dei tessuti muscolari), tra le quali il sogno riveste un’importanza peculiare.

Le teorie cognitive, in particolare, collocano il sogno come un meccanismo preciso all’interno del più generale sonno: i sogni quindi sottendono le medesime abilità cognitive utilizzate dall’individuo durante lo stato di veglia e, nello specifico, l’abilità di generare immagini mentali, l’abilità di organizzare l’esperienza in forma narrativa (il sogno descrive degli eventi) e l’abilità di creare una visione autobiografica di sé.

I sogni riflettono perciò le idee ed i pensieri della persona che sogna, possiedono un significato, sia biologico che psicologico, ed assolvono ad una funzione altamente adattiva.

La neurofisiologia infine ha chiarito, già da diversi decenni ormai, che il sonno rappresenta una proprietà’ fondamentale di numerosi gruppi di neuroni ed è presumibilmente regolato da fattori locali piuttosto che da un fenomeno che richiede l’intero encefalo o specifiche aree.

Nello dettaglio, le strutture anatomiche del cervello interessate al fenomeno della costruzione del sogno sono le stesse impegnate nelle funzioni delle emozioni e della memoria, ossia il sistema limbico.

 

Vi aspettiamo domani per continuare a parlare di sonno e sogni.

 


 

*Dott.ssa Cinzia Forte

Insegnante a tempo Indeterminato di Scuola dell’Infanzia- Vicepresidente della “Commissione Asilo Nido” della città di Mondovì- Socio ITP (Istituto Torinese di Psicologia).

Psicologa abilitata all’esercizio della professione con laurea quinquennale in Psicologa clinica e di comunità; master di specializzazione in “Psicologia Giuridica Civile e Penale” e corso di perfezionamento in “Psicopatologia Clinica”.

Marco Rossaro

Laureato in farmacia svolge la sua professione come farmacista e divulgatore come health counselor. Appassionato di tecnologia e da sempre sostenitore di una cultura del benessere attraverso la sinergia chimica-natura.

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